filler Archivi - Pagina 3 di 3 - Cristiano Biagi

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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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Botox e filler, l’eterno dilemma per molte donne che vogliono sottoporsi a questi trattamenti di medicina estetica. Con questo post voglio fare chiarezza e illustrare le diverse applicazioni di questi protocolli molto versatili ma su cui si possono trovare informazioni inesatte. Il botox, noto come tossina botulinica, previene la contrazione muscolare mentre il filler è una sostanza che può essere di origine naturale come l’acido ialuronico, che va a rimpolpare distendere i tessuti.

Entrambi sono dei validissimi alleati per contrastare l’invecchiamento cutaneo ma non bisogna confonderli. Ecco le loro applicazioni più importanti.

 

 

Botox per un aspetto più fresco e giovane

 

Il botox  è la soluzione ideale per trattare il terzo superiore del volto, in particolar modo la fronte, le sopracciglia,  gli zigomi, la zona perioculare  per donare un aspetto riposato e giovanile. L’effetto distensivo della tossina botulinica agisce a livello nervoso provocando una sorta di paralisi, del tutto reversibile, che impedisce ai muscoli di contrarsi. Le rughe più profonde e quelle superficiali ne beneficiano molto. In più, nella zona perioculare si ottengono molti risultati in quanto anche un occhio più infossato, risulta più aperto dopo il trattamento. Il botox può essere utilizzato anche nella zona perilabiale, per attenuare le rughe nasogeniene, il fastidioso effetto del “codice a barre” e per risollevare gli angoli della bocca e correggere una curvatura verso il basso. La tossina botulinica non viene mai utilizzata per trattare i volumi delle labbra. Per quell’applicazione il filler è più indicato. 

Anche i “cordoni platismali” e il “collare di venere” possono essere trattati con il botox con risultati soddisfacenti. Vi sono molte applicazioni interessanti della tossina botulinica quali il trattamento dell’iperidrosi di ascelle, mani e piedi. In ambito odontoiatrico è utilizzato per curare il bruxismo.  Ultime, ma non meno importanti, sono le applicazioni ginecologiche come la cura del vaginismo. L’uso della tossina botulinica è assolutamente sicuro e applicato con iniezioni sottocutanee. Il suo effetto dura circa 6 mesi e ogni seduta occupa solo 15/20 minuti. Naturalmente è possibile tornare subito alle proprie attività.

 

 

Filler per rimpolpare e calibrare i volumi

 

I filler sono delle sostanze che hanno il compito di rimpolpare i tessuti riequilibrando i volumi. Sono molto utilizzati in medicina estetica per il rimodellamento di viso e corpo. Questo protocollo è particolarmente richiesto dalle perso ne che desiderano labbra piene e sensuali. Le tipologie più diffuse sono due: i filler riassorbibili e i filler semipermanenti. I filler riassorbibili sono costituiti da sostanze naturali, quali collagene o acido ialuronico, che si trovano nell’organismo e che, con lo scorrere del tempo, tendiamo a perdere. Il loro effetto è transitorio in quanto le sostanze naturali tendono ad essere riassorbite dopo circa sei mesi dal trattamento. Il filler all’acido ialuronico è molto diffuso proprio perché è ben tollerato dal corpo e garantisce un effetto molto naturale.

I filler semipermanenti, invece, sono composti da formulazioni con sostanze naturali e sintetiche. Questo mix così particolare consente di allungare i tempi di riassorbimento delle molecole naturali, di contro possono causare in soggetti più sensibili reazioni anomale. Si tratta di una procedura non invasiva, molto semplice e assolutamente indolore. Le fiale vengono iniettate in punti specifici del viso e del corpo, (ad esempio su naso, labbra e zona perilabiale sul collo e decolleté) con una cannula o una siringa dall’ago corto ed estremamente sottile.

Il trattamento può durare dai 15 ai 30 minuti e non ha controindicazioni. Dopo la seduta è possibile anche truccarsi e riprendere subito le proprie attività quotidiane. In alcuni casi, possono comparire alcune ecchimosi o lievi gonfiori che scompaiono naturalmente nel giro di poche ore o pochi giorni.

Gli effetti del trattamento sono visibili alcuni giorni dopo e si stabilizzano completamente dopo 2-3 settimane. I benefici per i tessuti sono veramente tanti e la pelle ha un aspetto più giovane e tonico. L’intervallo tra un trattamento e l’altro varia da persona a persona, a seconda dell’esigenza e della tenuta che ha l’impianto su ogni organismo, soprattutto per quanto riguarda i filler riassorbibili.

 

Foto di Pixabay su Pexels











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