trattamenti Archivi - Pagina 7 di 11 - Cristiano Biagi

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Medicina estetica. Si sa tutto e niente di quest’importantissima branca scientifica e il mio ruolo di chirurgo e medico estetico è proprio quello di informare e di offrire chiarimenti in merito. Inizio col dire che, sebbene la percezione delle persone sia molto cambiata, ci sono ancora dei pregiudizi duri a morire. Ecco i più frequenti e e diffusi. 

Pregiudizi sulla medicina estetica 

Vi ricorrono solo le donne: nulla di più falso. Se nei primi tempi la maggioranza delle pazienti era tutta al femminile, adesso con una corretta percezione di sé e il desiderio di piacersi di più, gli uomini che richiedono trattamenti di medicina estetica sono in costante crescita.  

L’effetto “finto” è sempre palese: assolutamente no. Possiamo parlare di persone che richiedono cambiamenti estremi, sconvolgendo la propria fisionomia e di medici che diventano solo degli esecutori. Un trattamento corretto non lascia segni evidenti perché tiene conto delle proporzioni e tende ad armonizzare le parti interessate.

Tutte le persone che fanno i “ritocchini” tendono a sembrare uguali: ogni trattamento dev’essere rigorosamente personalizzato. Che si tratti di un protocollo con botox o di un’intervento chirurgico l’azione del medico deve trattare quel tipo di viso e non altro. Anche qui vi sono i rischi delle “mode” e professionisti sanitari troppo accondiscendenti, ma si tratta di casi isolati. 

Labbra e zigomi troppo voluminosi: questo retaggio è figlio dei primi anni 2000 quando spesso e volentieri molte celebrità ricercavano l’eccesso attraverso la medicina. Oggi non è così, anzi si predilige un effetto naturale e armonico. 

Il botox toglie espressività ai lineamenti: il botox, come già detto più volte, distende i lineamenti appianando le rughe, l’effetto “mascherone” è dovuto al sovradosaggio e all’utilizzo scorretto della sostanza, perciò è importante scegliere il giusto professionista a cui affidarsi. 

Può essere molto rischioso: tutti i trattamenti medici hanno una percentuale di rischio, ciò che la riduce di moltissimo, se non elimina del tutto è l’esperienza del medico e soprattutto la qualità delle sostanze utilizzate. 

Niente paura!

Mi sento di rasserenare tutti i pazienti e le pazienti più timorosi con queste parole: la medicina estetica aiuta le persone a raggiungere il benessere psicofisico e a piacersi di più. Talvolta è sufficiente una corretta scelta dello specialista e del centro medico a cui ci si rivolge. 

Foto di Soana Beatriz su Pexels

 


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Un seno florido è il sogno di molte donne. C’è anche una nutrita schiera di donne che invece desidererebbe un seno più piccolo. Molte di esse soffrono di ipertrofia mammaria e presentano mammelle eccessivamente sviluppate e dall’aspetto cadente. La mastoplastica riduttiva è la riposta chirurgica al problema. Vediamo in quali casi è consigliata e in cosa consiste per poter dissipare ogni dubbio e timore in merito. 

Mastoplastica riduttiva cos’è e quali sono i benefici 

L’intervento riduttiva consiste nell’asportazione dell’eccesso di pelle, ghiandola mammaria e tessuto adiposo e nello spostamento dell’areola e del capezzolo più in alto. Il seno viene modellato in base alle caratteristiche di volume proporzionate alla fisicità della paziente per conferire un  aspetto più gradevole e naturale.
La mastoplastica riduttiva permette di correggere eventuali asimmetrie delle mammelle e di ridurre l’estensione delle areole quando sono troppo grandi. 
I benefici sono estetici ma anche e soprattutto funzionali: la sensazione di peso e tensione avvertita a livello cervicale e mammario, la maggiore serenità nella partica sportiva penalizzata dalle grandi volumetria. Non dimentichiamo che l’incidenza e il rischio di dermatiti e di desquamazioni sulla parete toracica nel sottoseno è notevolmente ridotto.

La durata media dell’operazione si aggira tra le 2 e le 4 ore a seconda dell’entità della riduzione richiesta e dalla normale variazione delle tempistiche di sala operatoria.

Il post-operatorio   

Il post operatorio richiede le stesse cautele di una mastoplastica additiva: l’uso di antidolorifici per i primi giorni e l’utilizzo del giusto reggiseno per poi arrivare all’evitare sforzi importanti entro le prime settimane dall’intervento. C’è da dire che spesso le donne che si sottopongono a quest’operazione apprezzano presto il beneficio della taglia in meno. Tengo a ricordare a tutte che è importante rivolgersi sempre al proprio chirurgo di riferimento in tutte le fasi della ripresa. 

Foto di Moose Photos su Pexels

 


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Le vitamine sono importanti. Accanto ai tantissimi benefici per la salute del corpo sono essenziali anche per la pelle e, durante i cambi di stagione, ne abbiamo sempre più bisogno. Una pelle che ha un corretto apporto vitaminico è una pelle sana, compatta e luminosa che ha un aspetto senz’altro più bello e giovanile. Le vitamine possono essere assunte in diversi modi: attraverso gli integratori, da accompagnare a precise indicazioni dietistiche, oppure applicando sieri e creme ad alta concentrazione vitaminica e sottoponendosi a trattamenti periodici di biostimolazione. 

Vitamine indicate per una pelle sana e bella

Molti le conosceranno già, ma credo sia giusto parlarne nell specifico. Iniziamo dalla più conosciuta, la vitamina A, che favorisce il rinnovamento cellulare con un effetto ringiovanente in quanto è acerrima nemica dell’invecchiamento cutaneo e contrasta lo sviluppo delle macchie solari.  
La vitamina B, famosa per la sua azione fisiologica contro i radicali liberi, è perfetta per trattare le pelli acneiche grazie al suo effetto seboregolatore e riequilibrante. Immancabile ed essenziale, la vitamina C che ha un’azione fortemente antiossidativa  e migliora la grana della pelle, riequilibrando la compatezza e l’elasticità. Infine, la vitamina D che ripristina il film idrolipidico e migliora la luminosità e le difese immunitarie della pelle.

I trattamenti di biostimolazione a base di vitamine  

La biostimolazione potrà senza dubbio apportare notevoli benefici alla pelle. Il complesso vitaminico presente nel trattamento avrà un’azione importante sui tessuti e potrà dare alla pelle tutte le sostanze di cui ha bisogno. 

Foto di Shiny Diamonds su Pexels

 


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L’invecchiamento della pelle è un processo  irreversibile come lo scorrere del tempo, c’è di buono che possiamo ric0noscerne i segni che lo causano e combatterlo con i giusti trattamenti. Inizio col dire che tutto nasce dalla diminuzione della produzione di collagene, la proteina responsabile dell’elasticità dei tessuti. Questo processo inizia a verificarsi, più o meno lentamente a seconda della genetica, intorno ai 25 anni d’età per proseguire durante l’arco della vita. Vediamo cosa succede e come correre ai ripari. 

Invecchiamento e rughe: ecco le zone rivelatrici

Il viso è senz’altro la zona del corpo su cui i segni del tempo si notano in modo più evidente. Non mi riferisco ai segni d’espressione, quanto proprio alla perdita di tono ed elasticità più marcata che si manifesta nelle rughe profonde. In genere, le rughe naso-labiali e le palpebre leggermente raggrinzite possono essere un segnale che fa la propria comparsa anche dopo i 30 anni, seguito dalle rughe della zona perioculare e della marionetta che danno un aspetto triste e appesantito al viso. Inoltre, la perdita di luminosità della pelle conferisce un aspetto decisamente più anziano al volto.  Fortunatamente, la medicina estetica è una preziosa alleata che contribuisce a rallentare gli effetti dell’invecchiamento. Eseguire una biostimolazione durante il cambio di stagione, ad esempio, può aiutare a far recuperare un aspetto più luminoso e fresco alla pelle del viso. Inoltre, il giusto mix di utilizzo del botox e dell’acido ialuronico nei punti giusti aiuta ad ottenere un effetto naturale e un aspetto più giovanile. 

Consigli e indicazioni 

Non bisogna però pensare alla sola terapia a base di trattamenti iniettivi, anche l’effettuazione di un peeling al momento opportuno può aiutare a mantenere i risultati ottenuti. In più, con il resurfacing e le laserterapie è possibile riuscire a rallentare efficacemente lo scorrere delle lancette dell’orologio. Avere cura della propria pelle è importante, come lo è osservare uno stile di vita che contempli un’assunzione adeguata di vitamine del gruppo A, C ed E perché una pelle sana è una pelle più fresca e giovane. 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia rigenerativa che aiuta i tessuti a ricostruirsi tramite l’effetto dei fattori di crescita di derivazione piastrinica. Le piastrine sono naturalmente presenti nel nostro sangue e liberano sostanze in grado di riparare i tessuti del corpo umano quando vengono danneggiati. Le sue applicazioni sono utili e prive di rischi in quanto il plasma viene prelevato dal paziente e opportunamente trattato per poi essere iniettato. 

 

PRP e applicazioni dermatologiche comuni 

Il PRP è utilizzato con grande efficacia in dermatologia e viene applicato da solo o in sinergia con altre metodiche soprattutto se si parla di terapie contro l’invecchiamento cutaneo. Spesso rappresenta una soluzione efficace contro l’alopecia non cicatriziale o areata sia negli uomini che nelle donne. 

Il PRP stimola la produzione di collagene e di acido ialuronico che donano alla pelle un aspetto più tonico e giovanile senza alterare la morfologia dei tratti somatici. Talvolta, viene anche utilizzato come terapia contro la vitiligine, sebbene la sua efficacia non sia astata ancora provata scientificamente. L’iniezione avviene per via intradermica sui distretti corporei interessati. 

Quanto dura il PRP e quante sedute sono necessarie? 

Il numero di sedute necessarie varia caso per caso, a seconda delle applicazioni terapeutiche e delle aree da trattare.  L’azione riparatrice del PRP richiede comunque un certo lasso di tempo, i processi di riparazione non sono immediati. Di contro, è possibile sul medio periodo avere dei risultati soddisfacenti. In media, per un’applicazione dermatologica contro l’invecchiamento, l’effetto del PRP può giungere fino ai 18 mesi. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 











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