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La mastoplastica additiva è diventata una scelta sempre più comune anche tra le atlete impegnate nello sport agonistico. Molte sportive mi richiedono però come possa essere possibile conciliare rendere questa procedura compatibile con un’attività sportiva intensa. In quest’articolo ho intenzione di trattare questo tema, a me molto caro, e dissipare tutti i dubbi delle sportive. La scelta di sottoporsi a una mastoplastica additiva è personale e richiede una valutazione attenta di rischi e benefici in relazione alla disciplina sportiva praticata. È importante perciò pianificare la procedura in modo da minimizzare il periodo di inattività e massimizzare il recupero.

Prestazioni sportive e intervento

Le atlete dovrebbero comprendere come la mastoplastica additiva può influenzare le loro prestazioni sportive. Un adeguato recupero post-operatorio è fondamentale, poiché il ritorno precoce all’attività fisica può compromettere i risultati della chirurgia e aumentare il rischio di complicazioni. Tutte le precauzioni delle prime settimane dopo l’operazione devono essere seguite con scrupolo e precisione, senza trascurare i massaggi e l’adeguata cura delle cicatrici. Il ritorno allo sport dovrebbe essere graduale e guidato dai professionisti medici. Indossare il reggiseno sportivo adeguato e adottare un programma di riabilitazione specifico può favorire una ripresa sicura e un ritorno ottimale alle attività agonistiche.

Consigli e indicazioni terapeutiche

Se una sportiva lo desidera è giusto che decida di regalarsi un seno nuovo. Le atlete impegnate nello sport agonistico possono aver bisogno non solo di una pianificazione accurata di tutte le fasi della procedura ma anche di una comprensione approfondita degli impatti fisici e mentali. La chiave è nel prendere decisioni informate per garantire in primis la loro salute e poi le prestazioni sportive con particolare attenzione anche al benessere e all’equilibrio psicofisico.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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Un nuovo seno è molto più di un miglioramento estetico ma diventa un elemento fondamentale per il benessere psicofisico di una persona, soprattutto quando si sente più serena e a proprio agio con il suo corpo. Sono lieto di pubblicare le parole di Stefania, una paziente che si è affidata a me per la sua mastoplastica additiva, un intervento che desiderava per avere finalmente un seno all’altezza dei propri sogni. Accompagnarla in questo percorso è stato ed è un onore perché aiutare una paziente a realizzare un sogno e a liberare la propria bellezza è tra le mie soddisfazioni professionali più grandi.

“Sono già bellissime, con il tempo lo saranno ancora di più

“Ho effettuato una mastoplastica additiva in data 21/03/23 con il dottor Cristiano Biagi, oggi ho fatto il controllo dei 15 giorni e finalmente ho potuto vederle bene, sono già bellissime, con il tempo poi lo saranno ancora di più, il post operatorio è stato decisamente ottimo! Esperienza positiva anche grazie a Natascia sempre disponibile per ogni dubbio. Consiglio vivamente il dottor Biagi, Top!”. Le parole emozionate di Stefania sono una gioia per me e la mia équipe. Rendere felice una persona con un percorso importante come quello della mastoplastica additiva è sempre una grande soddisfazione. Come chirurgo estetico etico mi sento in dovere di precisare che ogni paziente ha il diritto di realizzare le proprie aspirazioni estetiche purché riesca a ritrovare con esse il proprio benessere psicofisico.

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Come riconoscere e ascoltare i propri desideri

Fin dalla prima visita, è importante che ogni paziente esponga con assoluta libertà i propri desideri e le proprie aspirazioni estetiche affinché il chirurgo possa comprendere e consigliare le procedure più indicate al singolo caso.

Foto di Maria Helena Mazuroski da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastoplastica non impedisce in alcun modo la ripresa dell’attività sportiva, a patto che si riprenda dopo almeno 30 giorni dall’intervento. Lo sport ha un ruolo importante nella salute della persona e contribuisce a donare una sensazione di benessere psicofisico preziosa che aiuta la donna ad affrontare con maggiore serenità il cambiamento fisico. Le protesi di ultima generazione sono in grado di resistere alle sollecitazioni dovute a un’attività fisica intensa.

Mastoplastica e sport: l’importante è l’equilibrio

Ritornare in palestra è possibile ma a patto di iniziare gradualmente. Una volta trascorsa la convalescenza è importante calibrare l’intensità dell’allenamento iniziando con una frequenza più bassa e raggiungendo, pian piano, le stesse attività pre-operatorie. Consiglio di informare il proprio personal trainer dell’operazione a cui ci si è sottoposte, per concordare insieme le migliori modalità di ripresa. Il corpo, infatti, ha bisogno di riprendersi e di abituarsi nuovamente alla routine sportiva. Non ci sono limitazioni di alcun genere, possono essere praticate tutte le discipline sportive, body building compreso. Bisogna ricordare che, le precauzioni e le attenzioni che si hanno per un seno naturale sono le stesse da osservare dopo l’intervento: è consigliabile indossare un reggiseno sportivo contenitivo per il giusto sostegno ed evitare traumi forti. Come spesso amo ripetere alle mie pazienti: tutto è possibile purché si agisca con equilibrio, saggezza e rispetto di sé e dei propri tempi.

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Mastoplastica additiva: quali protesi scegliere per fare sport?

La domanda che più spesso mi pongono le sportive di livello agonistico riguardano le dimensioni delle protesi. La mia risposta è uguale per tutte: è bene orientare la propria scelta su protesi da volumi non troppo grandi. Questo non solo per agevolare le attività sportive ma anche per una maggiore armonia e un risultato più naturale.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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“Dottore, dopo la mastoplastica additiva posso tornare in palestra?”. “La preparazione atletica può creare problemi?”. Queste sono solo alcune delle domande che le pazienti mi pongono prima e dopo l’intervento di mastoplastica additiva circa la ripresa delle attività sportive. Con questo post voglio fare chiarezza e rassicurare tutte le donne che hanno mille dubbi in proposito. Un seno trattato con mastoplastica additiva ha bisogno della stessa protezione di un seno che è stato sottoposto a nessuna operazione. Le ghiandole e i tessuti mammari devono essere comunque salvaguardati da forti urti e traumi che possano comprometterne la funzionalità.

 

Equilibrio e buonsenso

 

Le discipline sportive hanno un differente carico sui pettorali a seconda che si tratti di nuoto, pallavolo, bodybuilding o di yoga e pilates. Le attività aerobiche ad alto sforzo che richiedono un impegno della muscolatura pettorale dovrebbero essere praticate a un intervallo di almeno 8 settimane dall’intervento. In tal modo, il risveglio muscolare sarà graduale e il seno si abituerà gradatamente ai carichi di sforzo.

Non vi sono prescrizioni particolari rispetto ai tipi di sport da praticare, anche perché le protesi di ultima generazione sono state pensate per resistere a sollecitazioni forti. Inoltre, credo sia giusto specificare che, in linea di massima, sia le protesi anatomiche che quelle rotonde possono sostenere adeguatamente l’attività sportiva. Un altro importante mito da sfatare è il posizionamento delle protesi: molti sostengono che la collocazione sottoghiandolare sia la soluzione migliore ma non è sempre così. Non tutte le pazienti hanno una quantità di tessuto ghiandolare che consenta questo tipo d’impianto preservando un effetto naturale. Per questo motivo si predilige il posizionamento sottomuscolare, parziale o totale, che meglio si adatta alle esigenze sportive delle pazienti.

Agonismo e mastoplastica additiva

 

Le donne che praticano sport a livello agonistico hanno uno sviluppo muscolare differente rispetto alle altre. L’intensa attività muscolare tende a incrementare la crescita di alcune parti anatomiche, le spalle ad esempio, le braccia e le gambe rispetto al seno che tendenzialmente resta uguale. Nelle sportive la mastoplastica additiva può aiutare ad armonizzare il corpo, regalando al seno una proporzione coerente con il resto del corpo.

Foto di Nathan Cowley su Pexels

 











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