mastoplastica additiva Archivi - Cristiano Biagi

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I disturbi alimentari sono un male che affligge molti giovani pazienti in Italia ed è spesso collegato a molti fattori psicologici quali la dismorfofobia, spesso provocata da canoni di bellezza inarrivabili o distorti. La chirurgia estetica, contrariamente a quanto si pensi, può essere un validissimo aiuto soprattutto nella fase post terapia di un paziente che ne è afflitto. Tengo a precisare che consiglio sempre a tutti i pazienti che soffrono di questa condizione di affrontare un percorso di cura con il sostegno di psicologi e nutrizionisti, specialisti indispensabili in queste circostanze.

Disturbi alimentari: interventi post terapia da DCA

Molti pazienti DCA, spesso al termine di un percorso, decidono di sottoporsi a procedure chirurgiche di chirurgia estetica, in special modo dopo importantissime oscillazioni di peso. Addominoplastica e mini addominoplastica sono gli interventi d’elezione per chi ha sofferto di alimentazione incontrollata, naturalmente prima dell’inizio di qualsiasi procedura è importante che anche i terapeuti specialisti che hanno seguito il paziente ne siano informati. Un altro protocollo molto richiesto dalle donne è senz’altro la mastoplastica additiva con mastopessi. Un modo per sentirsi nuovamente a proprio agio con il proprio corpo dopo un percorso di guarigione da DCA.

Ascolto, comprensione ed etica

Nel corso della mia esperienza professionale, ho avuto modo di aiutare pazienti sulla via del forte miglioramento della DCA, per questo motivo bisogna preferire un approccio multidisciplinare, confrontandosi con colleghe e colleghi esperti in materi di psicologia e nutrizione. Il corpo, il suo aspetto  e la sua percezione nello spazio è differente in pazienti DCA che necessitano di ascolto, profondo rispetto e comprensione.

Foto di Engin Akyurt su Pexels


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La mastoplastica additiva è ancora attorniata da una pletora di falsi miti che la dipingono come un artificio che tende a modificare fortemente il corpo togliendo autenticità alle forme. Per non parlare dell’imbarazzante quantità di voci che additano le protesi come fossero bombe pronte a esplodere in aeroporto. Nulla di più falso. Con quest’articolo intendo fare chiarezza e rassicurare tutte le donne sulla natura di un intervento che nasce per migliorare il benessere psicofisico della persona, rispettandola in ogni contesto.

Mastoplastica additiva tra bugie e fake news

Nello stupidario della mastoplastica additiva troviamo una quantità di argomentazioni e aneddoti astrusi che, a ragion veduta, muovono al riso ma possono effettivamente spaventare le pazienti più timorose. Ecco le più note:

“L’intervento è doloroso”: falso! Ogni paziente viene naturalmente sottoposta a sedazione e durante i primi giorni di convalescenza è prevista un’adeguata terapia di antidolorifici per ridurre al minimo ogni fastidio.

“Non potrai più allattare né prendere in braccio il tuo bambino”: assolutamente no! Una donna che si è sottoposta a mastoplastica additiva può tranquillamente allattare in quanto la ghiandola mammaria e il suo relativo collegamento con il capezzolo vengono accuratamente preservati. Inoltre, è possibile prendere in braccio i bimbi in quanto il movimento non interessa i pettorali.

“Dopo l’intervento non puoi alzare le braccia”: non è vero. Basta farlo con cautela soprattutto i primi giorni dopo l’operazione.

“Il seno rifatto è innaturale e dopo un certo periodo dall’intervento si sgonfia perciò è inutile”: nulla di più lontano dalla realtà! La grandezza delle protesi va scelta insieme al chirurgo che consiglia alla paziente sempre l’effetto più armonico e naturale. In più, il seno non perde di volume ma si assesta dopo un tot di mesi per cui non c’è nulla di cui preoccuparsi.

“Le protesi scoppiano in aereo”: no e poi no! Questa è una leggenda metropolitana, non è mai successo a nessuna. Negli anni 90 questa voce fu messa in giro da una nota showgirl ma si scoprì giustamente che si trattava di una bufala, quindi niente paura! Nessuna protesi è mai esplosa e mai lo farà, in quanto dispositivi medici vengono testate anche in condizioni estreme.

Combattere la disinformazione

Spero di essere riuscito nel mio intento e di aver chiarito le idee ad ognuna. Purtroppo nonostante le informazioni siano alla portata di tutti, spesso si va in confusione. L’importante è chiedere al proprio terapeuta di riferimento e informarsi quando si hanno dei dubbi. Il ruolo del chirurgo consiste anche nell’informare le pazienti.

Foto di Alena Shekhovtcova su Pexels


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La mastoplastica additiva resta sempre una tappa importante nella vita di ogni donna che desideri dare una nuova forma al proprio decolletè. Sono sempre molto lieto di raccogliere e ripubblicare le testimonianze delle pazienti che mi hanno scelto per affrontare insieme il percorso di chirurgia estetica. Vi lascio alle loro parole che esprimono più di quanto io stesso possa fare.

“Il piacere di sentirsi finalmente donna”

Simona è molto soddisfatta e serena anche a distanza di tempo dall’intervento:” Dopo anni, posso dire di sentirmi donna! Mi sono trovata molto bene con il Dott. Biagi, ho effettuato 6 mesi fa una mastoplastica additiva, ed il risultato mi piace tantissimo. Disponibile e diretto, ha capito subito quello che volevo e mi ha consigliata per il meglio. Ha occhio, avevo molti dubbi sulla misura scelta, mi sono fatta guidare da lui, ed il risultato è perfetto! Non potevo fare scelta migliore”. Anche Ginevra riesce a guardarsi allo specchio con rinnovata fiducia: “Le ragioni che mi hanno spinto a scegliere il trattamento di mastoplastica additiva, sono state molteplici, tra tutte il desiderio di piacermi di più, trovarmi maggiormente a mio agio con il mio corpo rendendolo armonioso.”

Desideri, aspettative e realtà

Queste due testimonianze raccontano di donne che hanno desiderato con forte determinazione un cambiamento importante della loro figura. Auspico che ogni donna che lo desideri possa trovare il coraggio e la stessa determinazione di realizzare il proprio desiderio estetico, senza paure. Il benessere psicofisico è di primaria importanza.

Foto di Elias de Carvalho su Pexels


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La mastoplastica additiva è diventata una scelta sempre più comune anche tra le atlete impegnate nello sport agonistico. Molte sportive mi richiedono però come possa essere possibile conciliare rendere questa procedura compatibile con un’attività sportiva intensa. In quest’articolo ho intenzione di trattare questo tema, a me molto caro, e dissipare tutti i dubbi delle sportive. La scelta di sottoporsi a una mastoplastica additiva è personale e richiede una valutazione attenta di rischi e benefici in relazione alla disciplina sportiva praticata. È importante perciò pianificare la procedura in modo da minimizzare il periodo di inattività e massimizzare il recupero.

Prestazioni sportive e intervento

Le atlete dovrebbero comprendere come la mastoplastica additiva può influenzare le loro prestazioni sportive. Un adeguato recupero post-operatorio è fondamentale, poiché il ritorno precoce all’attività fisica può compromettere i risultati della chirurgia e aumentare il rischio di complicazioni. Tutte le precauzioni delle prime settimane dopo l’operazione devono essere seguite con scrupolo e precisione, senza trascurare i massaggi e l’adeguata cura delle cicatrici. Il ritorno allo sport dovrebbe essere graduale e guidato dai professionisti medici. Indossare il reggiseno sportivo adeguato e adottare un programma di riabilitazione specifico può favorire una ripresa sicura e un ritorno ottimale alle attività agonistiche.

Consigli e indicazioni terapeutiche

Se una sportiva lo desidera è giusto che decida di regalarsi un seno nuovo. Le atlete impegnate nello sport agonistico possono aver bisogno non solo di una pianificazione accurata di tutte le fasi della procedura ma anche di una comprensione approfondita degli impatti fisici e mentali. La chiave è nel prendere decisioni informate per garantire in primis la loro salute e poi le prestazioni sportive con particolare attenzione anche al benessere e all’equilibrio psicofisico.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Parliamo di autopalpazione e mastoplastica. In quanto medico e chirurgo estetico etico, consiglio sempre alle mie pazienti di osservare sempre i controlli di prevenzione. L’importanza dell’autopalpazione, effettuata periodicamente, è riconosciuta dall’OMS e resta una procedura valida anche per le pazienti  che si sono sottoposte a mastoplastica additiva. In quest’articolo approfondiremo le modalità e le specifiche.

Autopalpazione e mastoplastica: cosa bisogna sapere

Autopalpazione e mastoplastica possono coesistere senza alcuna controindicazione. È importante consultare sempre il proprio chirurgo di riferimento prima di iniziare la procedura, soprattutto se l’intervento si è svolto da poco. Bisogna infatti attendere i tempi di stabilizzazione e guarigione dall’operazione, che possono variare da paziente a paziente, per scongiurare qualsiasi complicazione o danno accidentale alla regione trattata. In ogni caso, la parola d’ordine è delicatezza: un tocco leggero è sufficiente per un autoesame sicuro. In piedi, davanti allo specchio, occorre osservare la forma della mammella, controllando che non vi siano cambiamenti di forma o della pelle. Si passa poi alla palpazione vera e propria, che si effettua alzando alternativamente le braccia sulla testa  toccando con delicatezza la mammella, dal capezzolo verso l’esterno. Se, durante la palpazione, ci si accorge di anomalie , bisogna consultare subito il medico.

La mastoplastica non annulla il rischio di tumore al seno

Credo che sia giusto ricordare alle pazienti un importante fatto: contrariamente a quanto “si dice”, la mastoplastica non elimina completamente il rischio dell’insorgenza del tumore al seno. Non mi stancherò mai di ripetere che bisogna sempre fare prevenzione sia con ecografie e mammografie (dopo i 40 anni) e con l’autopalpazione periodica. Solo razie alla diagnosi precoce potremo proteggere la salute delle donne.

Foto di Anna Tarazevich su Pexels











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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