addominoplastica Archivi - Pagina 3 di 3 - Cristiano Biagi

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Quali dimensioni, forma e posizione ha la cicatrice post addominoplastica e come curarla dopo l’intervento.

Hai subito un forte dimagrimento ma purtroppo ora la tua pancia ha la pelle lassa e cadente, e magari presenta qualche accumulo adiposo? Sappi che puoi consultarti con un dottore chirurgo estetico per effettuare una addominoplastica.

L’addominoplastica è un’operazione che ha lo scopo di rimodellare l’addome, eliminare gli eccessi di cute e grasso ed eventualmente riparare la parete addominale.

Non rientra tra le pratiche da effettuare per una perdita di peso: lo scopo dell’operazione non è il dimagrimento, ma lo stadio successivo. Ti consente infatti di rendere l’aspetto della tua pancia gradevole ed eliminare fastidiosi lembi di pelle in eccesso.

Inoltre, se necessario, risolve anche il problema della diastasi, ovvero l’allontanamento dei muscoli retti di destra da quelli di sinistra.

Questo fenomeno può essere stato causato da diversi fattori:

  • una cura dimagrante che ha comportato un notevole sgonfiamento della parte con un evidente ridimensionamento della fascia addominale;
  • postumi legati alle gravidanze con perdite di elasticità nella parte centrale dell’addome;
  • sforzo eccessivo durante la pratica sportiva;
  • fattori congeniti o particolare debolezza dei muscoli della parete addominale, soprattutto nelle persone anziane o eccessivamente sedentarie.

L’addominoplastica, pur essendo diventata quasi di routine, è sempre molto delicata. Se non si seguono alla lettera le indicazioni pre-operatorie del chirurgo estetico possono insorgere alcune complicanze, che puoi leggere nell’articolo “Addominoplastica: si possono correre dei rischi durante l’intervento?”.

Dopo averti parlato in linea generale di questa operazione, vogliamo fornirti tutti i dettagli riguardo la cicatrice da addominoplastica, il tema principale dell’articolo.

Risultati dell’intervento e cicatrice da addominoplastica

Dopo aver effettuato l’intervento oltre ad avere una pancia piatta senza più eccessi di adipe e pelle, il ricordo che ti rimarrà in forma quasi permanente è dato da una sottile cicatrice.

L’estensione di tale cicatrice è data dalla tipologia di addominoplastica svolta.

Infatti questa operazione si distingue in:

  • mini addominoplastica: in questo caso la cicatrice, presente al di sopra del pube, è di piccole dimensioni poiché il chirurgo ha asportato una modesta parte di cute e di grasso. Questa tecnica (che trovi spiegata nei dettagli qui: “Mini addominoplastica: cos’è e quali sono le differenze con il classico intervento”) si predilige in caso di tessuti leggermente cadenti e piccoli accumuli di grasso concentrati nella parte bassa dell’addome;
  • addominoplastica standard: la cicatrice è presente da un fianco all’altro, passando per la regione addominale. Tale intervento è consigliato quando si ha una buona parte di tessuti e adipe in eccesso concentrati sia sull’addome che sui fianchi;
  • addominoplastica estesa: consigliata se hai una grossa quantità di cute e grasso in eccesso su fianchi, addome e regione lombare. In questo caso la cicatrice va dall’area lombare destra a quella sinistra, passando per i fianchi e per l’addome.

Tutte le cicatrici presentano una forma semiellittica continua.

Se la sutura viene posizionata a regola d’arte e la ferita viene curata adeguatamente, la cicatrice da addominoplastica non solo risulterà nascosta dagli slip, ma tenderà ad assottigliarsi e schiarire col tempo.

Ci sono però dei fattori che possono ostacolare il corretto decorso cicatriziale post operatorio. Questi dipendono per la maggior parte dal tuo tenore di vita.

Cicatrice da addominoplastica: eventuali complicanze.

Se sei un fumatore, indipendentemente dalla quantità di sigarette o sigari che fumi normalmente in una giornata, l’andamento della cicatrizzazione generale può avere delle complicanze.

Infatti la nicotina:

  • tende a restringere i vasi periferici come i capillari e le arteriole aumentando così il tempo di guarigione;
  • la sua azione astringente potrebbe interferire con il processo vero e proprio di rimarginazione di tutti i tessuti interessati. Ciò potrebbe causare nei casi più gravi delle piccole necrosi lungo la parte periferica della cicatrice stessa.

Per questo motivo sarebbe opportuno non fumare sia prima che dopo l’intervento, fino alla completa cicatrizzazione delle ferite.

Inoltre dopo l’assestamento dei tessuti possono comparire ai lati della cicatrice delle piccole protuberanze o pieghe denominate “orecchie di cane”.

In questo caso si dovrà intervenire con un ritocco alla cicatricatrice da addominoplastica. Il chirurgo allunga il taglio di pochi centimetri in modo da poter risistemare adeguatamente la pelle.

Come trattare la cicatrice dopo l’operazione di addominoplastica.

Vuoi favorire un corretto decorso post operatorio e avere una cicatrice che rientri nella norma?

Allora nel lasso di tempo intercorrente tra le dimissioni ed il primo controllo medico devi far attenzione a camminare in posizione parzialmente eretta con il busto leggermente piegato in avanti.

In questo modo da non trazionerai eccessivamente i punti ed i tessuti che si stanno rimarginando.

Il primo controllo, quando vengono rimossi i punti, avviene a circa una decina di giorni dall’addominoplastica.

Fatti passare altri cinque o sette giorni il processo di guarigione della regione superficiale può definirsi concluso con la comparsa della cicatrice vera a propria. La stessa può ancora presentare degli arrossamenti o dei piccoli rilievi che tendenzialmente scompaiono dopo circa un’altra settimana.

Da questo momento è fortemente consigliato effettuare dei massaggi lungo la linea cicatriziale con una crema che ridoni elasticità ai tessuti.

La cicatrizzazione completa avviene in circa dodici mesi. Nelle prime tre o quattro settimane può ancora dare svariate sensazioni come il tiraggio ed il prurito, oltre a presentare delle zone in cui è maggiormente arrossata.

Ciò non va a sminuire l’azione della crema e dei massaggi che devono essere fatti in modo delicato almeno due volte al giorno per un periodo di almeno tre o quattro mesi.

Possono verificarsi dei casi in cui la cicatrice sia di tipo ipertrofico o, nei casi più gravi, di tipo cheloide.

Nel primo caso si è in presenza di un tessuto fibroso che tende a far indurire e a porre in rilievo la cicatrice stessa rispetto al tessuto circostante.

Il secondo caso avviene quando il processo di ipertrofia è molto sviluppato; la cicatrice si ingrandisce e si sviluppa in modo anomalo e deve essere trattata.

La cicatrice ipertrofica si può tranquillamente trattare mediante un uso topico di creme a base di silicone (o applicazione di cerotti siliconici) e massaggi specifici.

L’uso di una fasciatura costrittiva per circa quattro o cinque mesi e la non esposizione ai raggi solari sia in modo diretto che indiretto consentono un decorso ottimale del processo di cicatrizzazione.

Passati 6 mesi dall’addominoplastica la cicatrice tende naturalmente a schiarirsi facendo sbiadire l’eventuale colore rossastro. Diviene inoltre più elastica e si ammorbidisce fino a diventare quasi invisibile dopo circa diciotto / venti mesi dall’intervento.

Vorresti sottoporti ad un’addominoplastica o saperne di più a riguardo? Contatta subito Dottor Cristiano Biagi e prenota una visita!


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Cos’è la mini addominoplastica e come si differenzia dall’intervento di chirurgia estetica tradizionale.

Definizione di mini addominoplastica.

La mini addominoplastica è un intervento poco invasivo che permette di eliminare, se presenti in maniera limitata, i tessuti in eccesso e l’adipe localizzato a livello dell’addome.

Inoltre è possibile, se necessario, rinforzare e riparare i muscoli addominali.

Si tratta dunque di un’operazione indicata nei seguenti casi:

  • hai subìto un dimagrimento e presenti la cute leggermente cadente e magari ricca di smagliature, nonché del tessuto adiposo localizzato impossibile da eliminare con lo sport e con la corretta alimentazione;
  • non riesci ad eliminare la classica “pancia molle” post parto;
  • presenti una diastasi addominale, ovvero il distacco del muscolo retto addominale destro da quello sinistro.

Se invece presenti un forte accumulo di grasso localizzato, magari anche sui fianchi e a livello lombare, nonché un importante strato di pelle cadente e in eccesso, ti consigliamo invece un’addominoplastica standard.

Vuoi conoscerne i dettagli? Leggi qui: “Che cos’è l’addominoplastica e in cosa consiste”. Continua invece a leggere l’articolo se vuoi sottoporti a mini addominoplastica.

Come si svolge l’intervento di mini addominoplastica?

La mini addominoplastica prevede generalmente un ricovero in day hospital. L’operazione dura poche ore (in genere 2) e la ripresa dopo l’anestesia, generale o spinale selettiva con sedazione profonda, è tendenzialmente rapida.

Ma in che modo avviene l’intervento?

Ebbene, in seguito all’anestesia il dottore chirurgo estetico effettua un’incisione semiellittica nella regione al di sopra del pube.

A questo punto scolla l’adipe e la pelle dalla parete muscolare; procede dunque con la rimozione di grasso e cute in eccesso e, in caso di diastasi o altri danni ai muscoli, alla riparazione della parete addominale.

Esegue l’emostasi (dunque ferma la fuoriuscita del sangue), applica le suture ed infine uno stretto bendaggio sull’area sottoposta ad intervento.

I risultati, visibili dopo pochi mesi dall’operazione, sono sorprendenti: l’addome è piatto e decisamente tonico.

Pelle in eccesso e tessuti molli saranno quindi solo un brutto ricordo.

Come avrai immaginato, c’è una bella differenza tra l’addominoplastica completa e la mini addominoplastica.

Vediamo tutti i dettagli nel prossimo paragrafo.

Differenza tra addominoplastica standard e mini addominoplastica.

C’è un motivo per cui l’addominoplastica parziale viene chiamata “mini”. Anzi, ce ne sono tanti.

Ecco tutte le differenze tra l’intervento completo e quello ridotto:

  1. Le incisioni. Nella mini addominoplastica l’incisione è singola, piuttosto contenuta e presente solo a livello addominale. Nell’addominoplastica standard le incisioni sono due: una va da fianco a fianco e l’altra, circolare, comprende la regione di pelle intorno all’ombelico. Nell’operazione estesa le incisioni sono comunque due: la prima va da regione lombare a regione lombare, passando per i fianchi e per l’addome; la seconda circonda l’ombelico.
  2. La durata: una mini addominoplastica dura in genere da un minimo di 2 ore a un massimo di 3. L’addominoplastica standard e quella estesa possono arrivare fino a 5 ore circa.
  3. Il ricovero: in day hospital per l’addominoplastica parziale, fino a 3 giorni per la standard e l’estesa.
  4. Tempi recupero mini addominoplastica: minimo 10 giorni (ripresa totale dopo circa 3 mesi). Per l’operazione standard ed estesa la ripresa totale può arrivare a 6 mesi, mentre la convalescenza dura circa 3 settimane.

L’addominoplastica parziale è quindi più rapida sia nei tempi d’intervento che in quelli di recupero.

Cosa succede, però, se l’unica problematica da risolvere è la diastasi?

Mini addominoplastica e diastasi.

Vuoi risolvere esclusivamente il problema della diastasi ma non hai pelle in eccesso da eliminare? Oppure vuoi semplicemente evitare la cicatrice tipica dell’addominoplastica, parziale e standard?

Allora puoi optare per la mini addominoplastica in laparoscopia.

Si tratta di una tecnica che consiste nel praticare 3 incisioni di pochissimi millimetri al di sopra del pube.

Non si effettua il distaccamento dei tessuti bensì, passando per le incisioni, il posizionamento di una rete protesica riassorbibile.

Tale rete viene posizionata sulla superficie situata all’interno dei muscoli retti. L’organismo la identifica come un corpo estraneo e si difende formando un tessuto fibroso; questo penetra tra le maglie della rete e va dunque a riunire la parete destra con quella sinistra.

Questa procedura ti permette di evitare la cicatrice semi-ellittica e ricostruire la parete addominale compromessa!

Il recupero post operatorio, poi, è solitamente più rapido rispetto ad una mini addominoplastica con incisione.

Perfetto se il tuo addome non presenta pelle in eccesso ma una gravidanza o altre problematiche hanno causato una diastasi dei muscoli retti.

Inoltre, se vuoi eliminare il grasso in eccesso ma comunque evitare le cicatrici, puoi abbinare mini addominoplastica e liposuzione (e/o lipofilling).

Ricorda però: solo il dottore chirurgo estetico può valutare l’intervento perfetto per te, al fine che tu possa ritenerti soddisfatta del risultato finale!

 

Foto di Kat Jayne da Pexels


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Quali dimensioni, forma e posizione ha la cicatrice post addominoplastica e come curarla dopo l’intervento.

Hai subito un forte dimagrimento ma purtroppo ora la tua pancia ha la pelle lassa e cadente, e magari presenta qualche accumulo adiposo? Sappi che puoi consultarti con un dottore chirurgo estetico per effettuare una addominoplastica.

L’addominoplastica è un’operazione che ha lo scopo di rimodellare l’addome, eliminare gli eccessi di cute e grasso ed eventualmente riparare la parete addominale.

Non rientra tra le pratiche da effettuare per una perdita di peso: lo scopo dell’operazione non è il dimagrimento, ma lo stadio successivo. Ti consente infatti di rendere l’aspetto della tua pancia gradevole ed eliminare fastidiosi lembi di pelle in eccesso.

Inoltre, se necessario, risolve anche il problema della diastasi, ovvero l’allontanamento dei muscoli retti di destra da quelli di sinistra.

Questo fenomeno può essere stato causato da diversi fattori:

  • una cura dimagrante che ha comportato un notevole sgonfiamento della parte con un evidente ridimensionamento della fascia addominale;
  • postumi legati alle gravidanze con perdite di elasticità nella parte centrale dell’addome;
  • sforzo eccessivo durante la pratica sportiva;
  • fattori congeniti o particolare debolezza dei muscoli della parete addominale, soprattutto nelle persone anziane o eccessivamente sedentarie.

L’addominoplastica, pur essendo diventata quasi di routine, è sempre molto delicata. Se non si seguono alla lettera le indicazioni pre-operatorie del chirurgo estetico possono insorgere alcune complicanze, che puoi leggere nell’articolo “Addominoplastica: si possono correre dei rischi durante l’intervento?”.

Dopo averti parlato in linea generale di questa operazione, vogliamo fornirti tutti i dettagli riguardo la cicatrice da addominoplastica, il tema principale dell’articolo.

Risultati dell’intervento e cicatrice da addominoplastica

Dopo aver effettuato l’intervento oltre ad avere una pancia piatta senza più eccessi di adipe e pelle, il ricordo che ti rimarrà in forma quasi permanente è dato da una sottile cicatrice.

L’estensione di tale cicatrice è data dalla tipologia di addominoplastica svolta.

Infatti questa operazione si distingue in:

  • mini addominoplastica: in questo caso la cicatrice, presente al di sopra del pube, è di piccole dimensioni poiché il chirurgo ha asportato una modesta parte di cute e di grasso. Questa tecnica (che trovi spiegata nei dettagli qui: “Mini addominoplastica: cos’è e quali sono le differenze con il classico intervento”) si predilige in caso di tessuti leggermente cadenti e piccoli accumuli di grasso concentrati nella parte bassa dell’addome;
  • addominoplastica standard: la cicatrice è presente da un fianco all’altro, passando per la regione addominale. Tale intervento è consigliato quando si ha una buona parte di tessuti e adipe in eccesso concentrati sia sull’addome che sui fianchi;
  • addominoplastica estesa: consigliata se hai una grossa quantità di cute e grasso in eccesso su fianchi, addome e regione lombare. In questo caso la cicatrice va dall’area lombare destra a quella sinistra, passando per i fianchi e per l’addome.

Tutte le cicatrici presentano una forma semiellittica continua.

Se la sutura viene posizionata a regola d’arte e la ferita viene curata adeguatamente, la cicatrice da addominoplastica non solo risulterà nascosta dagli slip, ma tenderà ad assottigliarsi e schiarire col tempo.

Ci sono però dei fattori che possono ostacolare il corretto decorso cicatriziale post operatorio. Questi dipendono per la maggior parte dal tuo tenore di vita.

Cicatrice da addominoplastica: eventuali complicanze.

Se sei un fumatore, indipendentemente dalla quantità di sigarette o sigari che fumi normalmente in una giornata, l’andamento della cicatrizzazione generale può avere delle complicanze.

Infatti la nicotina:

  • tende a restringere i vasi periferici come i capillari e le arteriole aumentando così il tempo di guarigione;
  • la sua azione astringente potrebbe interferire con il processo vero e proprio di rimarginazione di tutti i tessuti interessati. Ciò potrebbe causare nei casi più gravi delle piccole necrosi lungo la parte periferica della cicatrice stessa.

Per questo motivo sarebbe opportuno non fumare sia prima che dopo l’intervento, fino alla completa cicatrizzazione delle ferite.

Inoltre dopo l’assestamento dei tessuti possono comparire ai lati della cicatrice delle piccole protuberanze o pieghe denominate “orecchie di cane”.

In questo caso si dovrà intervenire con un ritocco alla cicatricatrice da addominoplastica. Il chirurgo allunga il taglio di pochi centimetri in modo da poter risistemare adeguatamente la pelle.

Come trattare la cicatrice dopo l’operazione di addominoplastica.

Vuoi favorire un corretto decorso post operatorio e avere una cicatrice che rientri nella norma?

Allora nel lasso di tempo intercorrente tra le dimissioni ed il primo controllo medico devi far attenzione a camminare in posizione parzialmente eretta con il busto leggermente piegato in avanti.

In questo modo da non trazionerai eccessivamente i punti ed i tessuti che si stanno rimarginando.

Il primo controllo, quando vengono rimossi i punti, avviene a circa una decina di giorni dall’addominoplastica.

Fatti passare altri cinque o sette giorni il processo di guarigione della regione superficiale può definirsi concluso con la comparsa della cicatrice vera a propria. La stessa può ancora presentare degli arrossamenti o dei piccoli rilievi che tendenzialmente scompaiono dopo circa un’altra settimana.

Da questo momento è fortemente consigliato effettuare dei massaggi lungo la linea cicatriziale con una crema che ridoni elasticità ai tessuti.

La cicatrizzazione completa avviene in circa dodici mesi. Nelle prime tre o quattro settimane può ancora dare svariate sensazioni come il tiraggio ed il prurito, oltre a presentare delle zone in cui è maggiormente arrossata.

Ciò non va a sminuire l’azione della crema e dei massaggi che devono essere fatti in modo delicato almeno due volte al giorno per un periodo di almeno tre o quattro mesi.

Possono verificarsi dei casi in cui la cicatrice sia di tipo ipertrofico o, nei casi più gravi, di tipo cheloide.

Nel primo caso si è in presenza di un tessuto fibroso che tende a far indurire e a porre in rilievo la cicatrice stessa rispetto al tessuto circostante.

Il secondo caso avviene quando il processo di ipertrofia è molto sviluppato; la cicatrice si ingrandisce e si sviluppa in modo anomalo e deve essere trattata.

La cicatrice ipertrofica si può tranquillamente trattare mediante un uso topico di creme a base di silicone (o applicazione di cerotti siliconici) e massaggi specifici.

L’uso di una fasciatura costrittiva per circa quattro o cinque mesi e la non esposizione ai raggi solari sia in modo diretto che indiretto consentono un decorso ottimale del processo di cicatrizzazione.

Passati 6 mesi dall’addominoplastica la cicatrice tende naturalmente a schiarirsi facendo sbiadire l’eventuale colore rossastro. Diviene inoltre più elastica e si ammorbidisce fino a diventare quasi invisibile dopo circa diciotto / venti mesi dall’intervento.

Vorresti sottoporti ad un’addominoplastica o saperne di più a riguardo? Contatta subito Dottor Cristiano Biagi e prenota una visita!


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Ecco alcune cose che dovresti sapere.

 

 

Se stai per sottoporti a un intervento di addominoplastica, leggi questo articolo contenente alcune tips per vivere al meglio il decorso post operatorio.

Bisogna prima di tutto chiarire che si tratta di un intervento piuttosto invasivo, da gestire con massima attenzione e concedendosi lunghi tempi di ripresa.

In questo approfondimento, parliamo di alcuni sintomi che possono verificarsi durante la fase post operatoria. Crediamo che se una paziente è ben informata, sia maggiormente in grado di gestire una situazione imprevista senza tropo stress emotivo.

  • Nelle 24 ore successive all’intervento è normale avvertire contrazione addominale, gonfiore e dolore: un banale gesto come starnutire potrebbe sembrare insopportabile, ma rientra tutto nella norma. Il dolore può essere gestito con appositi analgesici prescritti dal medico. È comunque consigliato camminare, dopo almeno 48 ore di riposo assoluto, a piccoli passi e per un tratto brevissimo. Il movimento, infatti, aiuta a prevenire eventuali trombosi negli arti inferiori.

 

  • Dopo l’operazione viene applicato un bendaggio stretto che aiuti i punti di sutura nella cicatrizzazione. Dopo due settimane circa, quando i punti saranno rimossi, sarà comunque obbligatorio indossare una guaina contenitiva. La compressione è necessaria a contenere e stabilizzare la zona. Può capitare, infatti, tra gli inconvenienti rari, che si formi un sieroma, quindi un accumulo di liquido in corrispondenza dell’incisione, o un eccessivo sanguinamento. In questo caso potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente di nuovo per scongiurare ulteriori complicazioni.

Va detto che le cicatrici rimangono in evidenza in prossimità dell’incisione, e tendono anche a scurirsi nel corso dei mesi. Serve circa un anno prima che i tessuti si sgonfino e si distendano. Tuttavia, le cicatrici sono permanenti, con il tempo tendono a diventare bianche ma, alla vista, rimangono percepibili. Va comunque specificato che l’incisione viene praticata appena sopra il pube, per cui la zona sarà facilmente copribile con gli slip. Quindi, per esempio al mare, la zona interessata non sarà esposta direttamente alla vista e i segni non saranno evidenti.

 

  • Oltre alla cautela e a una buona cura delle cicatrici è anche fortemente raccomandato di non esporre la zona direttamente ai raggi solari. Questo infatti potrebbe compromettere il colore della pelle rimarginata, rendendo ancora più evidenti i segni. In ogni caso, non si può mai giudicare l’esito dell’operazione in tempi troppo brevi. La situazione ha bisogno di sedimentare, il fisico deve riprendersi prima di assestarsi autonomamente. Il processo di cicatrizzazione è una fase davvero molto delicata. Se dovesse capitare un ispessimento della cute, con relativa pelle in superficie, magari di colore scuro, il chirurgo può intervenire nuovamente per cercare di mascherare i segni, rendendoli meno visibili.

 

  • La ripresa delle attività quotidiane deve essere progressiva e graduale, in modo da non stressare il fisico con sforzi troppo traumatici, superate comunque le due settimane dall’intervento. Anche fare sport è consigliabile, magari in maniera leggera per non rischiare di vanificare i benefici tratti dall’intervento.

 

Questi sono solo alcuni consigli per vivere al meglio un intervento di addominoplastica. In ogni caso, questo articolo non può sostituire una specifica consulenza con un medico esperto.

Per questo, se credi che l’addominoplastica sia la soluzione giusta ai tuoi problemi, non esitare a contattare il dott. Biagi.

se sei interessata all’argomento, leggi anche questo articolo!

 

Foto di jasmin chew da Pexels


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Cos’è e quali sono i tempi di recupero.

 

Tra i vari interventi di chirurgia plastica in cui il dott. Biagi è specializzato c’è anche quello di addominoplastica.

Si tratta di un’operazione mirata all’eliminazione dell’adipe e del tessuto in eccesso riguardante la zona addominale, problema che investe principalmente chi ha subito oscillazioni di peso o forti dimagrimenti.

In genere l’addominoplastica viene consigliata in seguito a trattamenti di chirurgia bariatrica.

Tuttavia può essere interessata anche una donna che, a seguito della gravidanza, si trova a combattere con un ventre cadente e con strati adiposi localizzati. Alla base di questa patologia c’è una mancanza di elasticità nei tessuti che, quindi, sono soggetti a non ristabilire il tono iniziale a seguito di eventi come quelli già citati.

Compagne di questo inestetismo spesso sono anche le smagliature, quindi tessuti ormai lacerati che segnano inevitabilmente l’addome. Con l’addominoplastica tutto questo sarà solo un lontano ricordo.

 

Come si svolge l’intervento?

Bisogna dire che si tratta di un intervento delicato e impegnativo che può durare dalle 3 alle 5 ore.

 

Questo articolo tratta le varie tipologie di intervento esistenti:

Addominoplastica parziale: in questo caso si rimuove la poca adipe in eccesso e un minimo strato di cute.

Viene praticata un’incisione semi ellittica subito sopra il pube. Lo stato adiposo sotto l’ombelico viene rimosso, così come la parte di pelle in eccesso.

Il ventre viene riequilibrato se necessario, prima di applicare i punti di sutura e un bendaggio.

 

Addominoplastica completa: è anche definita standard se lo strato di adipe è piuttosto importante, così come la quantità di pelle da asportare.

In questo caso l’intervento è più invasivo poiché viene praticata un’incisione da fianco a fianco appena sopra la zona pubica. Viene distaccato e rimosso il tessuto adiposo dalla parete addominale che viene riparata e riposizionata. Anche l’ombelico viene ricollocato in maniera corretta.

Dopo vengono posti punti di sutura e un bendaggio contenitivo.

 

Addominoplastica estesa: questo tipo di intervento è rivolto ai casi più gravi che richiedono di rimuovere tessuti non solo sul ventre, ma anche sui fianchi e sulla schiena.

L’operazione riguarda l’intera zona lombare, interessando i fianchi e la zona pubica. Si procede con l’eliminazione di grasso e tessuti epiteliali di tutta la parte incisa. Viene incisa anche la zona intorno all’ombelico che viene poi riposizionato una volta che la parete addominale risulta riparata dai danni. Anche in questo procedimento, una volta fermato il flusso del sangue, vengono applicati punti di sutura e un bendaggio.

 

 

Come è il decorso?

Considerando la tipologia standard di intervento, va detto che la cicatrice rimarrà evidente nei primi periodi, diventando sempre più chiara nel corso del tempo. Rimarrà una leggera traccia bianca che però potrà essere coperta dagli slip.

Bisogna sempre ricordare che si tratta di un intervento importante e come tale possono subentrare delle complicazioni.

Si corre il rischio di forti sanguinamenti, di infezioni, accumulo di siero e perdita di sensibilità in zona addominale. Per questo, è previsto un ricovero di almeno 4 giorni, per poter assicurare assistenza alla paziente e un accurato monitoraggio della situazione. Nella tipologia di invasività minima, la degenza può risolversi in day hospital.

La ripresa effettiva dopo l’intervento viene considerata superati i 6 mesi, durante i quali viene raccomandata molta prudenza ed estrema attenzione alla cura e all’igiene delle ferite.

Data la delicatezza della natura operatoria dell’addominoplastica è d’obbligo rivolgersi a professionisti seri e preparati, in grado di agire in massima sicurezza, evitando così pericolose complicazioni che potrebbero compromettere non solo l’esito dell’operazione ma, soprattutto, la salute della paziente.

Se siete interessati a saperne di più, non esitate a contattare il dott. Biagi per una consulenza a condizioni agevolate.

 

Foto di jasmin chew da Pexels











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