Chirurgia del corpo Archivi - Pagina 8 di 9 - Cristiano Biagi

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La megaliposcultura rappresenta la soluzione ideale per i pazienti che soffrono di accumuli adiposi localizzati. Quando la dieta e l’attività sportiva non riescono a sortire l’effetto voluto, ricorrere al bisturi può essere risolutivo. Il grasso in eccesso è una fonte di disagio che può generare un rapporto controverso con la propria immagine. In quanto chirurgo etico, tengo a precisare che questa procedura deve essere applicata in determinate condizioni cliniche.

Quando bisogna intervenire e come si articola l’intervento

 

Si parla di megaliposcultura in rapporto ad alti volumi di grasso da aspirare. In genere, il limite convenzionale da superare per una grande lipo va ben oltre il 7% e il 10% del peso corporeo. I casi di applicazione possono essere differenti:

  • Pazienti normopeso o in lieve sovrappeso che soffrono di adiposità localizzata per fattori costituzionali.
  • Pazienti in sovrappeso oppure obesi che non riescono a liberarsi del grasso in eccesso

 

Nell’ultimo caso il risultato dell’intervento è decisamente visibile ed ha un effetto psicologico importante. I pazienti infatti saranno molto più motivati a seguire un nuovo stile di vita nel post-operatorio. La meccanica operatoria è simile a quella della liposcultura di cui abbiamo parlato qui. Bisogna dire che, data l’estensione dei volumi l’intervento è sicuramente più impegnativo e richiede un ambiente chirurgico idoneo. Inoltre, occorre reintegrare al paziente i liquidi persi ed eseguire un’accurata profilassi antitrombotica. A seconda delle aree da trattare, l’intervento può avere una durata differente. Di certo l’effetto è sensazionale: la figura appare rimodellata in ogni parte trattata e si possono perdere fino a 3 o 4 taglie di pantaloni. Il risultato è definitivo in quanto le cellule adipose vengono aspirate nella loro totalità.

Miglioramento della qualità della vita

 

Non di rado, la decisione di sottoporsi a questo intervento è seguita dal chirurgo, in collaborazione con gli altri professionisti sanitari che hanno in cura i pazienti. In molti casi, soprattutto per il trattamento dell’obesità severa, l’impatto sulla qualità della vita è altamente positivo.  Nella fase post- operatoria sarà importante seguire non solo tutte le indicazioni terapeutiche ma anche valutare un cambiamento di stile di vita.

Foto di Jenny Uhling su Pexels

 


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La chirurgia intima è ancora un tabù per moltissimi pazienti. Parlarne serenamente con il proprio chirurgo è ancora fonte di imbarazzo e inadeguatezza per chi affronta l’argomento. Come professionista sanitario, ritengo che sia giusto mettere da parte i condizionamenti per comprendere al meglio quando è necessario intervenire. Le procedure dedicate alla sfera intima femminile e maschile sono molteplici. Bisogna specificare che spesso si tratta di protocolli che interessano l’aspetto esterno dei genitali, non solo da un punto di vista estetico ma anche funzionale. Molti disturbi, infatti, possono condizionare la vita sessuale di coppia.

 

Chirurgia dei genitali femminili

 

Iniziamo col dire che, spesso, le richieste che interessano l’universo femminile riguardano correzioni estetiche soprattutto dovute a dismorfie congenite. Anche le modificazioni successive, dovute a gravidanza e invecchiamento possono rendere necessario un intervento risolutivo. La labioplastica, ad esempio, è tra gli interventi correttivi e ricostruttivi più richiesti dalle donne. Quest’intervento permette di migliorare l’aspetto esterno delle piccole labbra, correggendone le asimmetrie e riequilibrando i volumi. L’operazione consiste nell’eliminazione delle eccedenze della mucosa e del rimodellamento mediante laser. Spesso questa procedura è integrata ad altre pratiche come la liposuzione del pube, la ricostruzione dell’imene e il restringimento della vagina soprattutto in pazienti che hanno riscontrato un calo della sensibilità dovuto alla perdita di tono del pavimento pelvico.

 

Chirurgia dei genitali maschili

 

Per quanto riguarda i campi di intervento della chirurgia maschile, le operazioni più richieste sono senza dubbio la liposcultura della regione pubica e l’incremento di spessore e lunghezza del pene. Nel primo caso si procede all’assottigliamento dello spessore del monte di Venere, nel secondo caso viene effettuata una resezione del piccolo legamento dorsale del pene e  l’impianto di grasso autologo per modificarne l’aspetto e la lunghezza. Un discorso a parte è quello della chirurgia della transizione, un percorso da affrontare con tutte le dovute cautele, nella quale entrano in gioco sia le terapie ormonali e psicologiche che gli interventi citati.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Il capezzolo è una parte anatomica fondamentale nel seno perché definisce la funzionalità della ghiandola mammaria. L’allattamento non potrebbe avvenire senza di esso. Ricordiamo che ha anche una funzione estetica, infatti, con la sua forma determina anche l’aspetto del seno in generale. Gli inestetismi del capezzolo sono una fonte di disagio per le donne che ne soffrono, sia in ambito estetico che funzionale. Vi sono tre principali tipologie di anomalia del capezzolo: introflesso, ipertrofico e piatto e in ogni caso è possibile curarle con la chirurgia estetica.

 

Introflesso, ipertrofico e piatto: le tre anomalie principali

 

Pur avendone già parlato qui, il capezzolo introflesso ha un aspetto rientrante, appare ripiegato su se stesso, può essere causato da dotti galattofori troppo corti o retratti. In molti casi presenta un senso di fuoriuscita deviato verso destra o sinistra ed essendo completamente invertito, ostacola la fuoriuscita di secrezioni. Nelle condizioni meno gravi si parla di capezzolo piatto in quanto, attraverso la stimolazione mediante il freddo o l’attacco del neonato, si estroflette senza compromettere l’allattamento. Si parla, invece, di capezzolo ipertrofico quando il tessuto dei dotti galattofori si sviluppa in modo anomalo. In questo caso, l’aspetto può essere più allungato, prominente  o avere un diametro maggiore. Dal punto di vista funzionale, il capezzolo ipertrofico non provoca alcun disturbo ma può causare un disagio psicologico connesso all’estetica.

 

La mastoplastica correttiva per il capezzolo

 

Le modalità di intervento sono differenti, a seconda delle condizioni cliniche della paziente e dell’anomalia da trattare. Nel caso del capezzolo introflesso e piatto, si procede con un’incisione periareolare volta a liberare le aderenze dei dotti galattofori e a fermarlo all’esterno. Per l’ipertrofico la procedura è differente: si riduce la superficie con incisioni alla base e all’apice. In questo modo se ne preserva la sensibilità e la funzionalità. Le operazioni svolgono in anestesia totale e dopo 15-20 giorni è possibile tornare alla propria vita quotidiana.

Foto di cottonbro su Pexels


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Gli accumuli adiposi su cosce e glutei hanno una soluzione: il lifting delle cosce. Questo intervento consiste nell’asportazione del grasso e della cute in eccesso e nel rimodellamento della zona trattata. Le cosce hanno un aspetto più tonico e snello, anche le gambe in generale godono dell’effetto di alleggerimento e recuperano leggerezza. Tengo a precisare che l’intervento è molto indicato per chi soffre di ptosi cutanea (rilassamento della pelle) nell’area interessata e spesso dovuta a un brusco e importante calo di peso o all’invecchiamento.

 

Un intervento risolutivo

 

Molte pazienti richiedono un’azione snellente sulla circonferenza delle cosce, un intervento completo comprende anche la tonificazione dell’interno delle cosce ed è la soluzione più armonica. Si effettua un’incisione all’altezza della piega glutea fin quasi all’inguine. Le cellule adipose e la cute in eccesso vengono asportati e la pelle viene stirata in alto e suturata. Spesso consiglio, a seconda della situazione clinica delle pazienti, di abbinare anche una liposcultura di punti critici come la regione dorso-lombare e delle cosce e dei glutei, andando ad alleggerire anche l’adipe presente all’altezza delle ginocchia. Il risultato è soddisfacente per le pazienti che vedono le proprie gambe finalmente più giovani, leggere e scattanti. L’intervento ha una durata media di un’ora-due ore e mezzo e si esegue in day hospital. Le cicatrici sono molto sottili e possono essere nascoste dalla biancheria intima senza alcun problema.

 

L’importanza di un sano stile di vita

 

Il post-operatorio richiede un minimo di 24-48 ore di riposo, trascorse le quali è possibile riprendere a camminare. Le attività sportive possono essere reintrodotte con gradualità. Il lifting delle cosce offre un risultato permanente, tuttavia non mi stanco mai di ricordare a tutte le pazienti di adottare e mantenere uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata. La giusta attività fisica può aiutare a migliorare non solo lo stato di salute in generale, ma anche a conferire un aspetto più luminoso alla pelle delle cosce e delle gambe.

 

Foto di Yan Krukov su Pexels


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La prova costume mette a dura prova anche le persone più sicure di se stesse. Soprattutto quando si tratta di scoprire la pancia e solo all’idea ci si sente a disagio. L’addominoplastica è l’intervento più indicato per ridurre le adiposità localizzate sul ventre. L’operazione consiste nella rimozione del grasso e della cute ed è consigliata in casi specifici come la cura della diastasi dei retti provocata dalle gravidanze o in seguito a una forte perdita di peso. Credo sia giusto specificare che l’addominoplastica non serve a controllare il peso ma a curare l’impatto delle oscillazioni della forma fisica.

L’addominoplastica è un grande intervento che, nella maggioranza dei casi, dà risultati permanenti e molto soddisfacenti. Ecco cosa può includere.

 

Come si esegue e quali indicazioni terapeutiche seguire

 

Le tecniche di esecuzione dell’intervento sono molteplici a seconda se si sceglie di trattare l’addome in maniera parziale o totale. In genere, si agisce con un’incisione poco sopra il livello del pube, la cui entità è legata alla quantità di tessuto adiposo da asportare. Una volta rimosso il grasso e la pelle in accesso, si procede a trattare le fasce muscolari. Questa è la fase più importante e delicata: i muscoli vengono avvicinati e poi ancorati da una plastica. Spesso la procedura è completata da una liposcultura della regione dorso-lombare per un risultato ancora più efficace e migliorativo per la silhouette. L’intervento, nel complesso, ha una durata compresa tra le 2 e le 4 ore. Il post operatorio include una terapia farmacologica analgesica e, in taluni casi, l’utilizzo di una guaina contenitiva. L’unica cicatrice presente sarà quella nella regione dell’incisione che, con la dovuta cura delle ferite e assidue medicazioni, esiterà in una sottilissima linea, perfettamente coperta anche da slip di ridotte dimensioni.

 

Quando è possibile riprendere le proprie attività

 

Il recupero è pressoché immediato, tanto che ogni paziente potrà alzarsi dopo sole due ore dall’intervento. Si consiglia cautela nei movimenti e molto riposo. Durante la prima settimana si possono svolgere delle leggere faccende domestiche, avendo cura di non fare sforzi e sollevare pesi. La ripresa delle attività sociali e sportive procederà gradualmente e con cautela dopo la prima settimana.

Foto di Karolina Grabowska su Pexels











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