medicina estetica Archivi - Pagina 10 di 15 - Cristiano Biagi

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Un seno florido è il sogno di molte donne. C’è anche una nutrita schiera di donne che invece desidererebbe un seno più piccolo. Molte di esse soffrono di ipertrofia mammaria e presentano mammelle eccessivamente sviluppate e dall’aspetto cadente. La mastoplastica riduttiva è la riposta chirurgica al problema. Vediamo in quali casi è consigliata e in cosa consiste per poter dissipare ogni dubbio e timore in merito. 

Mastoplastica riduttiva cos’è e quali sono i benefici 

L’intervento riduttiva consiste nell’asportazione dell’eccesso di pelle, ghiandola mammaria e tessuto adiposo e nello spostamento dell’areola e del capezzolo più in alto. Il seno viene modellato in base alle caratteristiche di volume proporzionate alla fisicità della paziente per conferire un  aspetto più gradevole e naturale.
La mastoplastica riduttiva permette di correggere eventuali asimmetrie delle mammelle e di ridurre l’estensione delle areole quando sono troppo grandi. 
I benefici sono estetici ma anche e soprattutto funzionali: la sensazione di peso e tensione avvertita a livello cervicale e mammario, la maggiore serenità nella partica sportiva penalizzata dalle grandi volumetria. Non dimentichiamo che l’incidenza e il rischio di dermatiti e di desquamazioni sulla parete toracica nel sottoseno è notevolmente ridotto.

La durata media dell’operazione si aggira tra le 2 e le 4 ore a seconda dell’entità della riduzione richiesta e dalla normale variazione delle tempistiche di sala operatoria.

Il post-operatorio   

Il post operatorio richiede le stesse cautele di una mastoplastica additiva: l’uso di antidolorifici per i primi giorni e l’utilizzo del giusto reggiseno per poi arrivare all’evitare sforzi importanti entro le prime settimane dall’intervento. C’è da dire che spesso le donne che si sottopongono a quest’operazione apprezzano presto il beneficio della taglia in meno. Tengo a ricordare a tutte che è importante rivolgersi sempre al proprio chirurgo di riferimento in tutte le fasi della ripresa. 

Foto di Moose Photos su Pexels

 


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Le vitamine sono importanti. Accanto ai tantissimi benefici per la salute del corpo sono essenziali anche per la pelle e, durante i cambi di stagione, ne abbiamo sempre più bisogno. Una pelle che ha un corretto apporto vitaminico è una pelle sana, compatta e luminosa che ha un aspetto senz’altro più bello e giovanile. Le vitamine possono essere assunte in diversi modi: attraverso gli integratori, da accompagnare a precise indicazioni dietistiche, oppure applicando sieri e creme ad alta concentrazione vitaminica e sottoponendosi a trattamenti periodici di biostimolazione. 

Vitamine indicate per una pelle sana e bella

Molti le conosceranno già, ma credo sia giusto parlarne nell specifico. Iniziamo dalla più conosciuta, la vitamina A, che favorisce il rinnovamento cellulare con un effetto ringiovanente in quanto è acerrima nemica dell’invecchiamento cutaneo e contrasta lo sviluppo delle macchie solari.  
La vitamina B, famosa per la sua azione fisiologica contro i radicali liberi, è perfetta per trattare le pelli acneiche grazie al suo effetto seboregolatore e riequilibrante. Immancabile ed essenziale, la vitamina C che ha un’azione fortemente antiossidativa  e migliora la grana della pelle, riequilibrando la compatezza e l’elasticità. Infine, la vitamina D che ripristina il film idrolipidico e migliora la luminosità e le difese immunitarie della pelle.

I trattamenti di biostimolazione a base di vitamine  

La biostimolazione potrà senza dubbio apportare notevoli benefici alla pelle. Il complesso vitaminico presente nel trattamento avrà un’azione importante sui tessuti e potrà dare alla pelle tutte le sostanze di cui ha bisogno. 

Foto di Shiny Diamonds su Pexels

 


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Sottoporsi a trattamenti di medicina estetica e a interventi di chirurgia richiede un grande impegno: fisico, psicologico ed economico. Nonostante le mille battaglie di noi medici, c’è ancora troppa disinformazione e superficialità intorno all’argomento ed è per questo che voglio fare chiarezza su questo tema. In quanto chirurgo e medico estetico etico tengo a specificare che ogni paziente merita di essere accompagnato nel suo per corso con il massimo della trasparenza e della fermezza, per non cadere nelle mani di chi, a fronte di un risparmio economico, può rovinare l’aspetto e la psiche delle persone. 

Sicurezza e affidabilità non hanno prezzo 

Innanzitutto è fondamentale rivolgersi a un medico specialista in chirurgia, sia essa plastica, estetica o ricostruttiva, che abbia sostenuto un corso di studi che contempli i 5 anni di specializzazione canonici. I master possono ampliare e aggiornare le conoscenze di un professionista sanitario ma non si sostituiscono a un percorso formativo più completo. Inoltre, è importante tenere presente che lo specialista è in grado di dare risposte molto precise ai quesiti dei pazienti che possono essere adeguatamente informati sui benefici, sui risultati e anche sui rischi che le procedure chirurgiche e che i trattamenti comportano. Componenti fondamentali che rendono una visita di consulto preziosa ai fini della scelta dei pazienti. Un’informazione completa e approfondita è il primo miglior servizio che possa essere offerto a una persona che desidera migliorare il proprio aspetto attraverso la medicina estetica. 

Low cost e qualità: tutto ha un equilibrio 

Spesso le persone meno informate cadono nella rete di malfattori e figura improvvisate per ragioni economiche. Dietro alla formulazione di un onorario richiesto da un professionista vi sono dei presupposti di qualità: la scelta dell’istituto di cura in cui viene effettuata la procedura, l’équipe medica che assiste il chirurgo durante l’intervento o il trattamento e, in caso di mastoplastica additiva o mastopessi, la tipologia e la qualità delle protesi impiegate. Tutti elementi che sono alla base di una riuscita soddisfacente di una procedura. 

Foto di Anna Shvets su Pexels

 


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L’invecchiamento della pelle è un processo  irreversibile come lo scorrere del tempo, c’è di buono che possiamo ric0noscerne i segni che lo causano e combatterlo con i giusti trattamenti. Inizio col dire che tutto nasce dalla diminuzione della produzione di collagene, la proteina responsabile dell’elasticità dei tessuti. Questo processo inizia a verificarsi, più o meno lentamente a seconda della genetica, intorno ai 25 anni d’età per proseguire durante l’arco della vita. Vediamo cosa succede e come correre ai ripari. 

Invecchiamento e rughe: ecco le zone rivelatrici

Il viso è senz’altro la zona del corpo su cui i segni del tempo si notano in modo più evidente. Non mi riferisco ai segni d’espressione, quanto proprio alla perdita di tono ed elasticità più marcata che si manifesta nelle rughe profonde. In genere, le rughe naso-labiali e le palpebre leggermente raggrinzite possono essere un segnale che fa la propria comparsa anche dopo i 30 anni, seguito dalle rughe della zona perioculare e della marionetta che danno un aspetto triste e appesantito al viso. Inoltre, la perdita di luminosità della pelle conferisce un aspetto decisamente più anziano al volto.  Fortunatamente, la medicina estetica è una preziosa alleata che contribuisce a rallentare gli effetti dell’invecchiamento. Eseguire una biostimolazione durante il cambio di stagione, ad esempio, può aiutare a far recuperare un aspetto più luminoso e fresco alla pelle del viso. Inoltre, il giusto mix di utilizzo del botox e dell’acido ialuronico nei punti giusti aiuta ad ottenere un effetto naturale e un aspetto più giovanile. 

Consigli e indicazioni 

Non bisogna però pensare alla sola terapia a base di trattamenti iniettivi, anche l’effettuazione di un peeling al momento opportuno può aiutare a mantenere i risultati ottenuti. In più, con il resurfacing e le laserterapie è possibile riuscire a rallentare efficacemente lo scorrere delle lancette dell’orologio. Avere cura della propria pelle è importante, come lo è osservare uno stile di vita che contempli un’assunzione adeguata di vitamine del gruppo A, C ed E perché una pelle sana è una pelle più fresca e giovane. 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia rigenerativa che aiuta i tessuti a ricostruirsi tramite l’effetto dei fattori di crescita di derivazione piastrinica. Le piastrine sono naturalmente presenti nel nostro sangue e liberano sostanze in grado di riparare i tessuti del corpo umano quando vengono danneggiati. Le sue applicazioni sono utili e prive di rischi in quanto il plasma viene prelevato dal paziente e opportunamente trattato per poi essere iniettato. 

 

PRP e applicazioni dermatologiche comuni 

Il PRP è utilizzato con grande efficacia in dermatologia e viene applicato da solo o in sinergia con altre metodiche soprattutto se si parla di terapie contro l’invecchiamento cutaneo. Spesso rappresenta una soluzione efficace contro l’alopecia non cicatriziale o areata sia negli uomini che nelle donne. 

Il PRP stimola la produzione di collagene e di acido ialuronico che donano alla pelle un aspetto più tonico e giovanile senza alterare la morfologia dei tratti somatici. Talvolta, viene anche utilizzato come terapia contro la vitiligine, sebbene la sua efficacia non sia astata ancora provata scientificamente. L’iniezione avviene per via intradermica sui distretti corporei interessati. 

Quanto dura il PRP e quante sedute sono necessarie? 

Il numero di sedute necessarie varia caso per caso, a seconda delle applicazioni terapeutiche e delle aree da trattare.  L’azione riparatrice del PRP richiede comunque un certo lasso di tempo, i processi di riparazione non sono immediati. Di contro, è possibile sul medio periodo avere dei risultati soddisfacenti. In media, per un’applicazione dermatologica contro l’invecchiamento, l’effetto del PRP può giungere fino ai 18 mesi. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 











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