medicina estetica Archivi - Pagina 11 di 15 - Cristiano Biagi

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Per dimagrimento localizzato si intende spesso la perdita di cellule adipose in aree circoscritte del corpo. Un fenomeno che può essere reso possible solo facendo ricorso alla chirurgia estetica in quanto gli adipociti, per loro stessa natura, non sono tutti uguali e si depositano in specifici punti del corpo in base ai soggetti. Con questo post voglio fare chiarezza sull’argomento e aiutare i pazienti ad orientarsi rispetto alle informazioni a cui si può accedere

Dimagrimento localizzato e lipolisi 

Come anticipavo, le cellule di grasso o adipociti tendono a depositarsi in alcuni distretti corporei specifici come addome, glutei e fianchi piuttosto che in altri. Questa tendenza varia da soggetto a soggetto, i fattori che ne condizionano l’esito sono principalmente legati al metabolismo, all’età, al genere, allo stile di vita e alla predisposizione genetica. Le cellule adipose sono dotate di recettori adrenergici di due tipi: alpha e beta. Gli adipociti di tipo beta risultano maggiormente sensibili all’azione lipolitica degli ormoni e quindi sono più predisposti a scomparire mediante la lipolisi. Questo processo metabolico consiste nello svuotamento dell’adipocita di parte degli acidi grassi in esso contenuti, rendendoli quindi disponibili al nostro organismo. I recettori alpha, invece sono più resistenti alla lipolisi e creano i fastidiosi accumuli. 

 

Trattamenti e protocolli consigliati. 

Accanto a una dieta equilibrata e la giusta attività fisica è possibile abbinare del trattamenti di medicina estetica quali le laserterapie come ultrashape o il lipodissolve  che possono avere un’azione mirata e indolore. Per i casi di accumuli adiposi più severi e diffusi difficili da risolvere con dieta e movimento fisico, è possibile ricorrere alla laserlipolisi o alla liposcultura in abbinata ad altri interventi di chirurgia estetica come l’addominoplastica in caso di grandi volumi.  

Foto di Daniel Dan su Pexels

 


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L’epilazione laser è un trattamento sempre più richiesto dalle persone che vogliono risolvere l’inestetismo dei peli superflui in modo duraturo. Solitamente si consiglia di  effettuare i cicli di sedute durante l’autunno o l’inverno in quanto l’esposizione solare può danneggiare la pelle trattata. Vediamo come ci si prepara al trattamento. 

Come prepararsi all’epilazione laser

Prima di sottoporsi all’epilazione laser è fondamentale che la pelle non sia abbronzata in quanto la melanina colpita dal raggio potrebbe avere come risultante delle variazioni del pigmento della pelle.  Se non si prende questa precauzione, la pelle abbronzata trattata potrebbe coprirsi di aree depigmentate ossia le macchie chiare. Una buona idratazione ed esfoliazione della pelle può essere un valido aiuto per proteggere la cute da eventuali irritazioni e agevolare la normalizzazione della pelle dopo l’esposizione al laser. 

 

Indicazioni terapeutiche 

Di norma, sono occorrono più sedute, tra le 5 e le 7 sessioni, affinché i follicoli che possano arrivare alla fase di anagen ed essere esposti efficacemente all’azione del laser. Le zone del corpo da trattare possono essere le più disparate, inoltre per ridurre al minimo i fastidi, il laser è provvisto di un sistema di raffreddamento che rende il trattamento indolore. 
In alcuni casi sporadici la pelle potrà restare leggermente edematosa e arrossata che si risolve spontaneamente. Non sono necessarie cure particolari dopo il trattamento.

Foto di Cottonbro su Pexels

 


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Il peeling è un trattamento estremamente efficace per migliorare l’aspetto della pelle, promuovendo la rigenerazione del tessuto epiteliale mediante esfoliazione. Questo protocollo infatti permette di rimuovere rimuovere non solo le cellule morte ma anche gli strati più superficiali della nostra pelle provocando un’accelerazione del ricambio cellulare. Ecco come si effettua e quali sono i suoi benefici effetti. 

Peeling: come agisce e perché fa bene alla pelle

Il peeling può essere effettuato in presenza di problematiche dermatologiche quali macchie cutanee, pelle asfittica e spenta, lievi esiti cicatriziali da acne. In genere, vengono miscelate o usate singolarmente delle sostanze acide quali l’acido glicolico, mandelico, lattico ecc. per ottenere un effetto rigenerante profondo per la pelle. L’azione degli acidi conferisce alla pelle un aspetto rigenerato e fresco, talvolta può accadere che nei giorni successivi all’applicazione la pelle possa presentare un’esfoliazione più o meno visibile. 

In alcuni casi può comparire anche un rossore localizzato, segno della risposta infiammatoria a livello dei vari strati della pelle. Questo meccanismo stimola la produzione di collagene ed elastina che conferiscono alla pelle un aspetto giovane e sano. I benefici non riguardano solo gli strati superficiali della pelle ma quelli che si trovano più in profondità grazie all’azione biostimolante

Dopo l’applicazione e il tempo di posa che varia a seconda dell’effetto che si desidera ottenere, il peeling viene rimosso e la pelle trattata con sostanze restitutive e idratanti 

Quando fare il peeling 

Sarebbe opportuno sottoporsi al peeling durante le stagioni fredde in quanto l’azione degli acidi sulla pelle può entrare in conflitto con l’esposizione solare. Vi sono però delle formulazioni specifiche che possono essere applicate anche duramente l’estate. Consiglio di effettuare il trattamento soprattutto durante i cambi di stagione proprio per promuovere la rinascita della pelle.

Foto di Daniel Xavier su Pexels

 


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Con la fine delle vacanze estive spesso ci si rende conto di quanto la pelle subisca lo stress di esposizione a sole e vento. La biostimolazione è il trattamento ideale per rinvigorire la pelle e darle un aspetto più sano e luminoso. Il rilascio nel derma cutaneo di acido ialuronico, alcuni aminoacidi e le vitamine rappresenta un vero e proprio elisir di giovinezza contro l’invecchiamento cutaneo. Inoltre l’iniezione in sede intradermica avviene attraverso aghi molto sottili e corti, che non provocano fastidi.

Biostimolazione: il cambio di stagione della pelle

Consiglio spesso di effettuare questo trattamento in seguito a periodi di particolare stress o di cambio di stagione. La pelle beneficerà del trattamento recuperando luminosità e bellezza e in caso di rilassamento dei tessuti si potrà notare anche un miglioramento del tono e un aspetto migliore delle rughe. Spesso si abbina anche il botox e il filler all’acido ialuronico alla biostimolazione proprio per questo motivo.

Il trattamento è molto sicuro ed è perfettamente tollerato dalla pelle. Talvolta dopo l’iniezione può presentarsi un leggero gonfiore nei punti di inoculo e raramente piccolissimi lividi che scompaiono in pochi giorni.

Si tratta di una tecnica molto efficace, perfetta per trattare aree “difficili” come il dorso delle mani e l’interno delle braccia. 

Indicazioni terapeutiche

Il numero di sedute varia a seconda dello stato della pelle: pin media si consigliano cicli di 3-5 sedute. La durata di ogni singola seduta è di circa 15 minuti. Dopo la seduta è possibile riprendere le proprie attività e applicare make up.

Foto di Adrienne Andersen su Pexels

 


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Il botox o tossina botulinica resta ancora tra i trattamenti di medicina estetica più amati e richiesti dalle pazienti. La sua efficacia è ormai ben nota come il suo impiego per il trattamento del terzo superiore e inferiore del volto. Vorrei approfondire oggi su alcune indicazioni alternative molto interessanti ed efficaci sia per il ringiovanimento che per la risoluzione di problematiche funzionali.

Botox per il contouring del viso 

Tutti ormai sanno che la tossina botulinica blocca il rilascio di acetilcolina, la sostanza che trasmette gli impulsi nervosi ai muscoli, regolandone la contrazione. Inibendone l’azione, provoca un rilassamento del muscolo causando una sorta di “paralisi”. L’effetto di distensione ne è appunto una conseguenza. 

Un’azione che agisce con straordinaria efficacia soprattutto nel trattamento dell’ispessimento del muscolo massetere, assottigliando e definendo la forma del viso e del profilo mandibolare. Lo consiglio molto anche per la cura del fenomeno del bruxismo, ossia la tendenza che molte persone hanno a digrignare i denti durante il riposo notturno o in situazioni di particolare tensione. Con l’applicazione del botox si va ad agire a livello funzionale, rilassando i muscoli e impedendogli di contrarsi. I benefici sono molteplici sia in termini odontoiatrici, in quanto i denti vengono salvaguardati, che ortopedici alleviando le tensioni posturali provocate da questa innaturale contrazione.

Inoltre, trattando anche il muscolo depressore si provoca un sollevamento degli angoli della bocca che donano un’espressione più sorridente. Scendendo verso il collo si ha l’opportunità di ridurre l’evidenza del cosiddetto “collare di Venere”, ossia le rughe orizzontali del collo, e  si può agire anche sui cordoni platismali. 

 

Indicazioni dermatologiche e ginecologiche 

Tengo a precisare che il botox può essere utilizzato con grande soddisfazione dei pazienti anche per trattare l’iperidrosi di ascelle, mani e piedi. Inoltre, l’azione della tossina botulinica può essere un valido aiuto nel trattamento di disturbi della sfera intima femminile quali il vaginismo. 

Foto di Marcio Bordin su Pexels

 











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