medicina rigenerativa Archivi - Cristiano Biagi

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Il trattamento NAD + rappresenta un sostanziale passo in avanti nell’ambito del ringiovanimento. NAD+, acronimo di Nicotinamide adenine dinucleotide, è un coenzima presente in tutte le cellule del nostro corpo ed è coinvolta in oltre cento funzioni metaboliche della cellula. Il NAD ha due principali aspetti: aiuta a convertire i nutrienti in energia e regola i processi intracellulari cruciali per la salute cellulare a lungo termine. Purtroppo, come è facile immaginare, i livelli del coenzima diminuiscono con l’avanzare dell’età e grazie a questo trattamento è possibile riparare i danni provocati alle cellule del sistema nervoso centrale dall’invecchiamento.

NAD + : come funziona e quali sono i benefici

L’azione riparatrice e rigenerante di NAD + si espleta al meglio mediante somministrazione endovenosa, pertanto si tratta di un’infusione applicata mediante flebo che consente l’assorbimento il totale assorbimento molecola da parte dell’organismo. Il NAD+ come molecola anti-invecchiamento è noto per il suo ruolo nei sirtuini, considerati geni della longevità che giocano un ruolo importante nel cambiare i processi che possono causare infiammazione e dipendono dai livelli di coenzima nella cellula. Ripristinando i livelli di NAD, possiamo ridurre il rischio di malattie metaboliche e cancro. Il NAD+ gioca anche un ruolo fondamentale nel fitness, poiché livelli elevati di coenzima possono aumentare la produzione di ATP, consentendo allenamenti ad alta intensità e di resistenza.

Naturalmente anche l’aspetto della pelle Ne è sensibilmente migliorato, grazie alle proprietà rigeneranti e riparatrici, liberando le cellule dallo stress ossidativo. I tessuti appaiono più distesi e la texture della pelle è visibilmente più uniforme, compatta e luminosa.

Indicazioni terapeutiche

Il numero di sedute varia a seconda delle condizioni cliniche di ogni paziente, la durata di ogni sessione è vincolata all’esaurimento di ogni flebo di infusione endovenosa. Dopo il trattamento è possibile guidare, lavorare e fare attività fisica senza alcuna controindicazione.

Foto di Cottonbro studio su Pexels


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Ringiovanimento naturale. Sembra un sogno ma non lo è. Finalmente dopo molti anni, la medicina estetica si è evoluta passando a un livello di maggiore consapevolezza che guarda con occhi diversi all’invecchiamento, considerandolo un processo positivo. Il passare del tempo dev’essere guardato con un occhio amico: non più la paura delle rughe ma l’accettazione del cambiamento della pelle e il ricorso alla medicina estetica con un approccio olistico, personalizzato ed equilibrato. 

Una nuova prospettiva

Personalmente, ho sempre pensato che rallentare gli effetti dell’invecchiamento non corrispondesse al desiderio di cambiare in modo netto e drastico l’aspetto e la fisionomia. Ogni persona ha i propri tratti e che la rendono unica e bella, sicché la soluzione più equilibrata e saggia è quella di puntare a un ringiovanimento naturale, prendendo in considerazione l’evoluzione personale del processo di invecchiamento. 

Per questo motivo i trattamenti di medicina estetica come radiofrequenza e resurfacing, botox, filler e PRP devono essere eseguiti tenendo presente la severità della situazione e la sua evoluzione sulla persona che decide di sottoporvisi. 

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Un effetto unico ed equilibrato

Il focus principale è tutto sulla concretezza dei risultati ottenuti, coerenti con le abitudini delle pazienti anziché il nascondere l’età biologica. I risultati sono unici perché adatti alle condizioni fisionomiche delle pazienti, con buona pace dell’effetto “in serie” che per molti anni ha contribuito a creare molti falsi miti sulla medicina estetica e sulle sue finalità. Tengo a specificare che per esaltare un buon risultato è importante considerare anche dei protocolli che migliorino il tono e il colorito della pelle. Penso ad esempio ai trattamenti biorivitalizzanti e all’effettuazione di peeling che rendono l’incarnato più omogeneo. 

Foto di Leelo Thefirst su Pexels

 


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Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia rigenerativa che aiuta i tessuti a ricostruirsi tramite l’effetto dei fattori di crescita di derivazione piastrinica. Le piastrine sono naturalmente presenti nel nostro sangue e liberano sostanze in grado di riparare i tessuti del corpo umano quando vengono danneggiati. Le sue applicazioni sono utili e prive di rischi in quanto il plasma viene prelevato dal paziente e opportunamente trattato per poi essere iniettato. 

 

PRP e applicazioni dermatologiche comuni 

Il PRP è utilizzato con grande efficacia in dermatologia e viene applicato da solo o in sinergia con altre metodiche soprattutto se si parla di terapie contro l’invecchiamento cutaneo. Spesso rappresenta una soluzione efficace contro l’alopecia non cicatriziale o areata sia negli uomini che nelle donne. 

Il PRP stimola la produzione di collagene e di acido ialuronico che donano alla pelle un aspetto più tonico e giovanile senza alterare la morfologia dei tratti somatici. Talvolta, viene anche utilizzato come terapia contro la vitiligine, sebbene la sua efficacia non sia astata ancora provata scientificamente. L’iniezione avviene per via intradermica sui distretti corporei interessati. 

Quanto dura il PRP e quante sedute sono necessarie? 

Il numero di sedute necessarie varia caso per caso, a seconda delle applicazioni terapeutiche e delle aree da trattare.  L’azione riparatrice del PRP richiede comunque un certo lasso di tempo, i processi di riparazione non sono immediati. Di contro, è possibile sul medio periodo avere dei risultati soddisfacenti. In media, per un’applicazione dermatologica contro l’invecchiamento, l’effetto del PRP può giungere fino ai 18 mesi. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 


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La rigenerazione intima può essere d’aiuto soprattutto durante la delicata fase della menopausa, una stagione della vita femminile che è spesso fonte di disturbi e disagi fisici e psicologici. Ho parlato di chirurgia intima anche qui, ma oggi voglio affrontare l’argomento ponendo attenzione alla medicina rigenerativa e alle tecniche che possono aiutare ad ottenere una significativa riduzione dei discomfort dovuti alla menopausa. 

 

Rigenerazione intima, cos’è e quali vantaggi offre

Con la menopausa l’organismo della donna va incontro a importanti cambiamenti ormonali che possono provocare diversi disturbi: si va dalle classiche “vampate” di calore alla secchezza vaginale, passando per alterazioni dell’umore e dell’appetito. Con l’aumento della durata media della vita, le donne non vogliono più  accettare limitazioni, soprattutto all’intimità che desiderano vivere in modo più completo. L’obiettivo della rigenerazione intima è proprio quello di mantenere la funzionalità della sfera intima. Tra i punti focali troviamo l’idratazione dei tessuti che può essere ottenuta attraverso vari protocolli, sia iniettivi (con inoculazioni di acido ialuronico appositamente formulato) sia chirurgici tramite lipofilling.

Le cellule staminali contenute nel grasso autologo sono in grado di attivare la rigenerazione tissutale, restituendo idratazione e turgore. La purificazione delle cellule adipose è ottenuta attraverso uno specifico processo di  lavorazione che frammenta gli adipociti liberandone le caratteristiche rigenerative. 

 

Considerazioni e indicazioni terapeutiche 

Il trattamento di lipofilling consta di diverse sedute, il cui numero viene stabilito insieme al chirurgo in base ai casi. In genere, si consiglia di effettuare nuove applicazioni a distanza di 9-12 mesi dalla prima. Questo lasso di tempo può essere allungato proprio in grazia della rigenerazione cellulare attivata nei tessuti dagli adipociti purificati.

Naturalmente è possibile abbinare anche interventi di tipo estetico come la ricostruzione dei genitali esterni, soprattutto se la paziente desidera un ringiovanimento completo. 

Foto di Mikhail Nilov su Pexels

 


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La chirurgia del volto assume un ruolo centrale in fatto di individuazione e attenuazione dei segni del tempo. Molte pazienti che mi richiedono consulenza mirate proprio per cercare di contrastare l’invecchiamento. Come spesso tengo a ricordare, il passare del tempo è irreversibile e il corpo cambia nel corso della vita proprio per questo motivo. La produzione di elastina e collagene, col passare degli anni, tende a diminuire creando un effetto di ptosi o rilassamento tissutale che cambia la consistenza e l’aspetto della pelle. La chirurgia estetica ci viene in aiuto e rallenta l’effetto del tempo, a patto che ci si avvicini ai protocolli operativi con consapevolezza. 

 

Chirurgia del volto e medicina rigenerativa 

Gli interventi più richiesti sono senz’altro i minilifting e lifting deep plane, per agire  a livello cutaneo e muscolare riportando indietro di un po’ le lancette dell’orologio. Tengo a precisare che anche le blefaroplastiche: completa, superiore e inferiore sono al centro dell’attenzione di chi ha la tendenza a mostrare i segni tel tempo principalmente sul terzo superiore del volto. Proprio in grazia della sua delicatezza, la zona perioculare è quella che mostra in modo più evidente rughe d’espressione, borse, occhiaie, lassità cutanea palpebrare ecc. 

Un’altra importante richiesta riguarda il ricorso alle medicina rigenerativa mediante il PRP, plasma ricco di piastrine. Attraverso micro iniezioni del plasma della paziente è possibile attenuare di molto gli effetti del tempo, a patto però di ripetere ciclicamente il trattamento per poterne mantenere gli effetti. Se è vero che l’uso del PRP non provoca alcuna reazione allergica o infiammatoria, è altrettanto vero che come tutti i trattamenti iniettivi necessita di manutenzione. 

Considerazioni 

Ogni paziente ha il pieno diritto di voler apparire più giovane e attraente, naturalmente sempre quando questi desideri non si trasformino in ossessioni che portano poi a un abuso del ricorso al chirurgo. Per questo è fondamentale, non mi stanco mai di ripeterlo, avvicinarsi con consapevolezza ed equilibrio alla chirurgia estetica. Naturalmente anche la scelta del medico gioca il suo ruolo. 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 











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