protesi mammarie Archivi - Cristiano Biagi

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Accompagnare le donne nel viaggio verso i loro desideri di bellezza è la mia missione. La cosa che mi rende più felice è vivere insieme a loro questo importante percorso. Trovo che sia giusto lasciare alle pazienti la parola, lasciando che esprimano le proprie emozioni. Da ognuna di esse ho ricevuto l’opportunità di dare nuova linfa al loro modo di percepire il rapporto con il proprio corpo attraverso la mastoplastica additiva . Pubblico le loro testimonianze con piacere, affinché tutte le donne possano comprendere che non è mai troppo tardi. Grazie ad Alessia ed Elisa!

 

La storia di Alessia: “Realizzare un sogno dopo tanti anni”

 

Ho deciso di farlo a 37 anni, da donna adulta, è stata una scelta ponderata. Ho affidato il mio sogno al Dottor Biagi, mi ha subito dato sicurezza, fiducia, competenza. Operata a giugno 2020, post operatorio senza problemi, qualche doloretto i primi giorni, poi tutto in discesa. Avevo chiesto un seno naturale e naturale è, chi non mi conosceva prima non pensa sia un seno rifatto. Rifarei questa scelta mille volte, mi sono regalata una forma che non avevo, quel tassello mancante. Grazie al dottore e alla sua segretaria!”

 

Le parole di Elisa: “Ripartire da me, per risentirmi di nuovo donna”

 

Erano anni che non riuscivo più ad accettarmi. Da tempo dentro al mondo del fitness con allenamenti e alimentazione sempre più di alto livello, ero passata dall’avere una terza di seno, al non avere più nulla. Un corpo tonico, un gluteo tondo, un corpo femminile in tutto. Poi guardavo la parte alta e tutta la femminilità svaniva. Fino all’ultimo anno, nel quale non volevo più nemmeno togliermi la maglietta dalla vergogna. Credo che la chirurgia estetica possa aiutare molto le persone a ritrovare sé stesse, per sentirsi belle e a proprio agio. Un intervento che personalmente mi ha cambiato davvero la vita. Le lacrime che ho versato dall’emozione non le dimenticherò mai. Consiglio a tutte le donne che stanno soffrendo come ho sofferto io, di fare la mastoplastica additiva se possibile. Amatevi. E fatevelo questo regalo, perché ve lo meritate. Da una donna, col cuore.”

 

Foto di Magda Ehlers su Pexels

 


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“Dottore, dopo la mastoplastica additiva posso tornare in palestra?”. “La preparazione atletica può creare problemi?”. Queste sono solo alcune delle domande che le pazienti mi pongono prima e dopo l’intervento di mastoplastica additiva circa la ripresa delle attività sportive. Con questo post voglio fare chiarezza e rassicurare tutte le donne che hanno mille dubbi in proposito. Un seno trattato con mastoplastica additiva ha bisogno della stessa protezione di un seno che è stato sottoposto a nessuna operazione. Le ghiandole e i tessuti mammari devono essere comunque salvaguardati da forti urti e traumi che possano comprometterne la funzionalità.

 

Equilibrio e buonsenso

 

Le discipline sportive hanno un differente carico sui pettorali a seconda che si tratti di nuoto, pallavolo, bodybuilding o di yoga e pilates. Le attività aerobiche ad alto sforzo che richiedono un impegno della muscolatura pettorale dovrebbero essere praticate a un intervallo di almeno 8 settimane dall’intervento. In tal modo, il risveglio muscolare sarà graduale e il seno si abituerà gradatamente ai carichi di sforzo.

Non vi sono prescrizioni particolari rispetto ai tipi di sport da praticare, anche perché le protesi di ultima generazione sono state pensate per resistere a sollecitazioni forti. Inoltre, credo sia giusto specificare che, in linea di massima, sia le protesi anatomiche che quelle rotonde possono sostenere adeguatamente l’attività sportiva. Un altro importante mito da sfatare è il posizionamento delle protesi: molti sostengono che la collocazione sottoghiandolare sia la soluzione migliore ma non è sempre così. Non tutte le pazienti hanno una quantità di tessuto ghiandolare che consenta questo tipo d’impianto preservando un effetto naturale. Per questo motivo si predilige il posizionamento sottomuscolare, parziale o totale, che meglio si adatta alle esigenze sportive delle pazienti.

Agonismo e mastoplastica additiva

 

Le donne che praticano sport a livello agonistico hanno uno sviluppo muscolare differente rispetto alle altre. L’intensa attività muscolare tende a incrementare la crescita di alcune parti anatomiche, le spalle ad esempio, le braccia e le gambe rispetto al seno che tendenzialmente resta uguale. Nelle sportive la mastoplastica additiva può aiutare ad armonizzare il corpo, regalando al seno una proporzione coerente con il resto del corpo.

Foto di Nathan Cowley su Pexels

 


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Nella chirurgia del seno, la scelta delle protesi mammarie è il primo passo per rimodellare il décolleté. Molte pazienti sembrano avere le idee confuse a riguardo, soprattutto sul risultato finale. La ricerca di un seno da copertina deve fare i conti con la fisicità di ogni donna che, a mio parere, dev’essere valorizzata nel modo più naturale e rispettoso possibile.

Il seno rappresenta uno dei punti cardine della percezione della femminilità, soprattutto per una donna che vuole e deve sentirsi a proprio agio con il suo corpo.

Gli interventi estetici di mastoplastica e di mastopessi devono molto del loro successo a una corretta scelta delle protesi mammarie.

 

Quanti tipi di protesi esistono?

 

Come tutti sanno, esistono tre tipi di protesi: rotonde, ergonomiche e anatomiche. Naturalmente, a seconda della scelta si otterranno risultati differenti. Ad esempio, le protesi rotonde sono utilizzate per aumentare il volume sulla parte superiore del seno. Sono molto richieste perché offrono un risultato più visibile.

Le protesi anatomiche consentono di ottenere un effetto più naturale perché consentono un riempimento e una proiezione della parte bassa della mammella, conferendo al seno una classica forma “a goccia”. La parte superiore del seno è meno evidenziata.

Infine, le protesi ergonomiche si discostano dalle prime due perché sono costituite da un gel più morbido che consente loro di seguire i movimenti della donna. In questo caso, anche quando la paziente si trova in posizione eretta tendono a collocarsi verso il basso offrendo un risultato estetico intermedio.

 

Come scegliere quella giusta

 

Personalmente, consiglio alle pazienti di perseguire un risultato che punti alla valorizzazione del corpo, senza eccessi. La forma e la tipologia di protesi varia a seconda della fisicità della donna. L’effetto naturale è da prediligere, soprattutto perché offre un risultato che salvaguarda le proporzioni. In questo caso, spesso si usano le protesi anatomiche oppure ergonomiche. Le più aggiornate sono caratterizzate da una superficie nanotesturizzata e da un sistema di fissazione chiamato true fixation. Grazie alla particolare struttura in microrilievi, risultano quasi lisce e questa caratteristica le rende più sicure, in quanto c’è una notevole riduzione del rischio di contrattura capsulare. Inoltre, il seno risulta morbidissimo al tatto. L’innovazione principale del sistema di fissazione consiste in due “tab” poste sulla superficie posteriore che appoggia sul torace, attraverso cui passano le suture. In tal modo, le protesi hanno una maggiore aderenza ai tessuti che ne impedisce la rotazione.

Un’altra peculiarità è la presenza di linee radioopache che consentono di verificare il loro posizionamento con una semplice mammografia.

 

C’è un seno per ogni stagione della vita

 

La chirurgia del seno è un percorso che accompagna una donna per tutto l’arco della vita. Le protesi non durano per sempre. Per quanto a lungo possa durare un impianto, è fondamentale monitorarne lo stato insieme al proprio chirurgo e valutarne la sostituzione quando necessario.

 

Foto di Marina Ryazantseva su Pexels


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Quando una donna decide di regalarsi un nuovo seno, affronta un percorso ricco di aspettative e speranze. Sentimenti legittimi che, purtroppo, qualche volta vengono disattesi. Molte donne che hanno effettuato un intervento di mastoplastica mi scrivono chiedendomi consiglio, insoddisfatte dagli esiti delle operazioni.

In alcuni casi, le pazienti lamentano la formazione di rughe in corrispondenza del seno, il cosiddetto rippling o la presenza di formazioni nodulari o cistiche, se non addirittura dolore. Un duro colpo per chi ha riposto il sogno di un corpo in cui sentirsi a suo agio in un intervento di mastoplastica.

 

Quando è necessaria la mastoplastica correttiva

Consiglio spesso alle pazienti di sottoporsi a una visita chirurgica per valutare l’entità delle complicanze. Un esame accurato dello stato clinico è la chiave per la risoluzione di molte problematiche.

La mastoplastica correttiva è la procedura a cui spesso si approda per porre rimedio agli errori relativi ai trattamenti chirurgici precedenti. Accade di dover reintervenire a causa di contratture capsulari, ossia “reazioni di rigetto” che esitano in uno spostamento delle protesi verso l’alto accompagnato da deformazione del profilo mammario e, nei casi più gravi dal dolore.

In altri casi, la mastoplastica correttiva si effettua per migliorare l’esito cicatriziale dell’intervento precedente, per cambiare il piano di alloggiamento delle protesi o per eseguire un lifting mammario in seguito a mastopessi.

 

La giusta scelta delle protesi

Spesso la mastoplastica correttiva comprende la sostituzione delle protesi. L’impianto di protesi di scarsa qualità, effettuato in posizioni errate, è deleterio non solo a livello fisico ma anche psicologico. La paziente si sente tradita nelle proprie aspirazioni e teme di sottoporsi a un nuovo intervento.

La scelta delle protesi deve essere fatta insieme alla paziente, consigliandole la tipologia idonea in base al risultato più vicino alle sue aspettative. Consiglio di perseguire un effetto naturale, con protesi indicate ad accompagnare la donna nella fase della vita che attraversa.

La mastoplastica correttiva si inserisce in un percorso duraturo, fatto per essere accanto alla donna e per valorizzarne sempre la naturale bellezza.

 

Foto di Maddy Freddie su Pexels











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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