trattamenti Archivi - Pagina 6 di 10 - Cristiano Biagi

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Le macchie cutanee possono apparire sulle diverse aree corporee per le cause più diverse: si va dalle discromie causate da disturbi ormonali, fino all’uso di alcuni farmaci che, combinati alla sovraesposizione ai raggi solari possono lasciare delle zone iperpigmentate. Purtroppo in molti casi, le macchie cutanee sono il prodotto dell’azione dei raggi ultravioletti sulla pelle, primi responsabili del fotoinvecchiamento. In quest’articolo voglio concentrare l’attenzione su una parte anatomica che spesso viene sottovalutata: le mani. 

Macchie cutanee sulle mani, come curarle

Tengo a specificare che il trattamento delle macchie della pelle dipende dalla loro causa, per quanto riguarda le mani è purtroppo fisiologico che queste pigmentazioni compaiano in maniera più evidente perché la loro pelle è molto esposta ai fattori che accelerano il processo di invecchiamento, come l’esposizione solare e l’inquinamento. Non dimentichiamo che le mani subiscono l’azione aggressiva di detersivi e saponi anche più volte nel corso della giornata. Il tempo che passa lascia il suo segno anche sulla pelle delle mani che perde, come accade al viso e al collo, la capacità di produrre collagene. Questo si traduce in un effetto di svuotamento in quanto i segni diventano più profondi in corrispondenza delle articolazioni delle dita e dei polsi. le vene risultano in rilievo a causa dell’assottigliamento progressivo della pelle. Ultime e molto fastidiose sono le macchie cutanee che fanno la loro comparsa. 

I trattamenti più indicati puntano a un recupero del turgore della pelle che può essere ottenuto sia tramite radiofrequenza che con trattamenti iniettivi che riducano l’effetto di svuotamento. Inoltre, è possibile trattare l’epidermide con peeling e biorivitalizzazione a base vitaminica.  

 

Consigli post trattamento 

Per mantenere più a lungo i risultati del ringiovanimento, bisogna trattare la pelle delle mani con la stessa cura che si riserva alla pelle del viso. Consiglio di applicare, anche più volte al giorno, una crema con SPF durante la bella stagione. In più, raccomando l’utilizzo di prodotti specifici per l’idratazione delle mani, di evitare i saponi con tensioattivi molto forti e di indossare guanti prima di utilizzare detergenti o prodotti chimici molto aggressivi. 

Foto di Shiny Diamond su Pexels

 


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Il rimodellamento del corpo è un protocollo molto richiesto dalle donne di tutte le età, in special modo dalle più adulte che si affacciano o si trovano ad affrontare la menopausa. In genere, vi sono molteplici fattori che spingono le donne a ricorrervi: il timore di non piacersi, il desiderio di fermare il tempo e sentirsi giovani. In questo articolo voglio fare chiarezza e dare qualche spiegazione in più su come cambia il metabolismo femminile durante la menopausa e perché la medicina estetica può essere un valido aiuto. 

Rimodellamento e menopausa: cosa accade al corpo

La causa principale della grande difficoltà nel perdere peso è la progressiva riduzione del livello degli estrogeni. Questo fattore porta con sé un corollario di segni e sintomi come l’aumento dell’appetito, la riduzione del consumo energetico basale, disturbi del sonno che spesso influiscono nel processo metabolico e ultime ma non meno importanti, la riduzione della massa magra e l’incremento del grasso viscerale. La parola d’ordine è: niente panico. In questi casi è opportuno seguire uno stile di vita con un regime sano più attento all’introito calorico, fare il giusto movimento per consentire al corpo di mantenersi in attività e soprattutto fare una valutazione von il proprio medico per scegliere il protocollo più adatto. Si può agire con la radiofrequenza in zone specifiche o con i trattamenti iniettivi e per le donne che desiderano un effetto permanente, si può valutare una liposcultura

Perché il rimodellamento può aiutare

L’intervento del medico o del chirurgo estetico può contribuire a facilitare il dimagrimento localizzato perché riesce ad agire in maniera mirata nelle specifiche zone corporee in cui è più difficile ottenere risultati con dieta e attività fisica da sole. Ogni persona ha il proprio modo di immagazzinare il grasso in accesso e con un intervento specifico si può ottenere un risultato naturale e soddisfacente. 

Foto di Mikhail Nilov su Pexels

 


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La scleroterapia è un protocollo di medicina estetica molto efficace per il trattamento di capillari evidenti e vene varicose. Questi inestetismi sono tra i più comuni, soprattutto tra le donne e si manifestano con antiestetiche venature in alcuni casi in rilievo. C’è da dire che in molti casi sono il segnale di un’ insufficienza venosa che può cronicizzarsi e portare complicazioni anche gravi. In questi casi è importante non sottovalutare il problema e affidarsi al proprio medico fin dai primi sintomi. 

Scleroterapia, ecco cos’è e come funziona

La scleroterapia è un trattamento iniettivo che consiste nell’inoculazione di una sostanza chimica sclerosante nei capillari e nelle venule. I vasi a contatto con la soluzione si restringono e tornano continenti mentre i capillari scompaiono. A seconda della severità dell’inestetismo possono essere  necessarie più sedute della durata media di 30 minuti ciascuna, con cadenza quindicinale. Il trattamento in genere è ben tollerato dalla maggior parte delle persone. I soggetti più sensibili possono percepire un lieve bruciore al momento dell’iniezione. Dopo il trattamento consiglio l’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata e, in alcuni casi, l’assunzione per bocca di acido acetilsalicilico da 100mg durante i giorni della terapia (in particolare il giorno delle seduta e i successivi tre giorni). Nelle due settimane successive si possono inoltre applicare pomate per accelerare la scomparsa delle ecchimosi.

Quando è sconsigliata  

La scleroterapia è controindicata nei pazienti che soffrono di ipersensibilità accertata ai farmaci sclerosanti e ai salicilicati, nei soggetti con tendenza alle emorragie, ulcera gastroduodenale, otosclerosi, gravidanza e allattamento, asma, diabete, affezioni cutanee nell’area dell’intervento sclerosante. Vi sono precauzioni necessarie nei pazienti cardiopatici, epatopatici e nefropatici, nei soggetti affetti da malattie dei vasi, in coloro che sono in trattamento con antiaggreganti e anticoagulanti. 

Foto di Victoria Strelka_ph su Pexels

 


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La chirurgia intima è sempre più richiesta, con costanza e attenzione alla riservatezza, sia dagli uomini che dalle donne in età matura. Con l’allungamento dell’aspettativa di vita, è legittimo parlare di una ricerca del benessere psicofisico anche della sfera relazionale più privata. Gli interventi più richiesti riguardano senz’altro sia l’ambito estetico che quello funzionale. 

Chirurgia intima: gli interventi più richiesti dagli uomini

Uomini e danno hanno esigenze differenti ma un obiettivo comune: vivere la propria sessualità al meglio. Se è vero che l’amore non ha età, bisogna considerare l’inesorabile effetto del passaggio del tempo.  Ce ne sono molti tipi, e ci sono per gli uomini e quelli per le donne. Molti uomini richiedono la frenuloplastica, un’operazione che ha il fine di migliorare la funzionalità degli organi genitali maschili. Altri puntano al miglioramento dell’aspetto dei genitali per cui si rivolgono al chirurgo per il lifting dell’area scrotale. Tale intervento mira a rendere tonica la pelle resa rugosa e cadente dagli anni, inoltre ha un benefico effetto psicologico in quanto fa sentire ringiovaniti. Altri invece cercano di ovviare a problematiche di dimensione come il micropene richiedendo l’allungamento del pene.

Chirurgia intima: quello che le donne richiedono 

In generale, gli interventi di chirurgia estetica genitale femminile sono più numerosi. Basti pensare alla labioplastica che può risolvere problemi di ipertrofia  delle piccole labbra che può generare un certo disagio. La menopausa che provoca un calo della tonicità del pavimento pelvico spinge molte donne a sottoporti a cicli di radiofrequenza mirata o ringiovanimento con laser. Queste procedure sono molto utili sia a livello estetico che funzionale. Vi sono anche interventi di riduzione o di aumento del clitoride, spesso richiesti per ovviare a problematiche morfologiche che riducono il piacere durante i rapporti.  Spesso le donne in pre-menopausa decidono di affrontare il percorso della chirurgia intima per le più varie ragioni. Alcune pensano di avere qualche anomalia anatomica, altre non sono in armonia con l’aspetto dei loro genitali e temono gli effetti di questa percezione sulla propria vita intima.

Naturalmente ogni richiesta dev’essere valutata anche con uno screening psico-sessuologico per identificare i casi di dismorfofobia. Le donne in età post menopausa possono effettivamente avere dei cambiamenti fisici nei genitali che possono rendere molto utile ricorrere all’intervento. 

Foto di Yaroslav Shuraev su Pexels

 


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L’idratazione è fondamentale per mantenere al meglio i risultati dei trattamenti di medicina estetica. In quest’articolo intendo fare chiarezza su molti errori comuni che si commettono in fatto di skincare routine e dare qualche suggerimento. Consigli che possono far durare più a lungo i risultati dei trattamenti di medicina estetica. Come spesso dico, la pelle ha bisogno di nutrimento e idratazione e un corretto mantenimento contribuisce a tenere i tessuti in buona salute. 

Idratazione corretta e convinzioni sbagliate 

A ciascuna zona la propria crema: i prodotti dedicati al viso non possono essere utilizzati anche per il contorno occhi. L’area perioculare è molto delicata, la sua pelle è più sottile e sensibile quindi necessita di formulazioni specifiche. Spesso le creme contorno occhi non contengono retinolo, acido salicilico o glicolico proprio perché si tratta di attivi ad azione intensa.

Mai scambiare il giorno con la notte: soprattutto in fatto di creme! Le formulazioni da giorno contengono SPF per contrastare l’azione dei raggi solari, mentre le creme da notte hanno un’azione differente e talvolta contengono sostanze fotosensibilizzanti.

Vitamina C? Via libera all’uso di giorno! Sfatiamo questo falso mito: la vitamina C è un alleato prezioso perché protegge la pelle dall’ossidazione causata dall’esposizione al sole e dall’invecchiamento. In più, è una grande fonte di idratazione e rende meno visibili le macchie scure.

I peeling seccano ed esfoliano la pelle: nulla di più falso! I peeling non sono tutti uguali: le formulazioni a base di acido glicolico, mandelico ecc. possono avere diverse concentrazioni che determinano un grado più o meno alto di esfoliazione. Di certo non seccano la pelle ma aiutano il tessuto epiteliale a rinnovarsi. Vi sono alcuni peeling che levigano leggermente la pelle.

Idratazione e salute

Naturalmente, non mi stanco mai di ripeterlo, l’idratazione della pelle si ottiene anche grazie al giusto consumo di acqua, frutta e verdura che, insieme al corretto apporto proteico, contribuiscono a regalare  un aspetto più sano alla pelle. 

Foto di Gustavo Fring su Pexels

 











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