botox Archivi - Pagina 3 di 3 - Cristiano Biagi

pexels-владимир-васильев-10193449-scaled-2-1200x1800.jpg

Sempre più persone si avvicinano alla medicina estetica e alla chirurgia. L’effetto della pandemia che ha fatto crescere il trend dell’attenzione al proprio aspetto ha continuato a prosperare, abbassando sempre di più l’eta in cui si inizia a sottoporti a trattamenti di medicina estetica. Si parte dai 18 anni per arrivare fino ai 70, con punte di crescita anche nel pubblico maschile, sempre più attendo alla cura dell’aspetto fisico. 

 

La medicina estetica per stare bene con se stessi 

Sono molto lieto di vedere che si sta diffondendo una nuova idea di medicina estetica come 

un vero e proprio approccio alla salute intesa come benessere psicofisico.

Anche per questo motivo, come è giusto, si cercano trattamenti dall’effetto naturale e duraturo. l mio compito da chirurgo estetico etico è soprattutto quello di aiutare i pazienti a sentirsi a proprio agio nel loro corpo, ricorrendo quando necessario a trattamenti estetici.

Banalmente anche un semplice peeling, una laserterapia per l’eliminazione di cicatrici e macchie cutanee può rappresentare una svolta per chi ha vissuto disagi psicologici a causa di determinate condizioni dermatologiche.

Mi vengono in mente le giovanissime che escono dall’adolescenza desiderando lasciare alle spalle lo spettro dell’acne. Molte persone scelgono anche l’epilazione laser e i trattamenti iniettivi con botox e filler per il ringiovanimento.

 

Più belli a ogni età

Anche se una persona giovanissima non deve combattere le rughe, ha tutto il diritto di volersi sentire bene con se stessa e, perché no, anche più attraente.  L’importante è affidarsi al buonsenso e alla professionalità del proprio chirurgo che saprà consigliare protocolli e modalità terapeutiche adatte.

 

Foto di Miyicahel Tamburini su Pexels

 


pexels-jan-krnc-840810-scaled-2-1200x662.jpg

 Gli occhi sono lo specchio dell’anima ed esprimono tutte le emozioni e le espressioni. Danno carattere al volto ma, purtroppo, il tempo passa anche per lo sguardo. Palpebre appesantite, zampe di gallina e altri fastidiosi inestetismi sono i nemici di uno sguardo fresco e giovane. Molte pazienti mi chiedono quale sia il protocollo più indicato: blefaroplastica o botox? La risposta è semplice: entrambe ma separatamente e solo quando indicate. Vediamo insieme quali sono le differenze e quando sono consigliate. 

Blefaroplastica: quando è indicata? 

 

La blefaroplastica è un intervento chirurgico che ha lo scopo di migliorare la zona delle palpebre e del contorno occhi. Può essere effettuata sulla sola palpebra superiore o inferiore o entrambe. In genere, si ricorre a questo tipo di intervento quando l’eccesso di cute o di grasso impedisce la completa apertura degli occhi. L’operazione consiste nell’asportazione dei tessuti e dell’adipe in esubero e, in casi selezionati, nella modificazione della forma degli occhi mediante la cantopessi. Subito dopo l’operazione è possibile avvertire leggeri disturbi come bruciore e gonfiore che si risolvono con l’uso di colliri antibiotici specifici. Le cicatrici sono molto sottili e ben nascoste nelle pieghe cutanee e nella rima palpebrale. Il risultato è permanente e molto soddisfacente: lo sguardo è più aperto, il contorno occhi più giovane e il campo visivo riacquisisce la giusta estensione. In molti casi, si associa anche un lifting delle sopracciglia alla blefaroplastica come intervento completivo.

L’intervento dura dai 30 minuti alle 2 ore, a seconda che si tratti di blefaroplastica superiore o inferiore oppure completa. Il tutto avviene in day-hospital ed è possibile riprendere la propria attività sociale e lavorativa sin da subito. La guarigione completa avviene solitamente in una settimana; per i primi giorni è possibile coprire i lividi con il makeup ed è consigliabile indossare occhiali da sole protettivi.

Botox per il contorno occhi: quando e perché farlo  

 

Solitamente si ricorre al trattamento con tossina botulinica per contrastare l’effetto di invecchiamento dell’area perioculare. Zampe di gallina e rughe più o meno profonde nella zona perioculare e glabellare trovano una soddisfacente risoluzione con questo protocollo iniettivo. Bisogna precisare che si tratta di un effetto distensivo per i tessuti e le fasce muscolari, indicata soprattutto per attenuare i segni del tempo. In altri casi, come l’effetto “palpebra cadente” è consigliabile sottoporsi a una blefaroplastica. 

 

Foto di Jan Krnc  su Pexels

 


pexels-pixabay-458381-1200x877.jpg

Botox e filler, l’eterno dilemma per molte donne che vogliono sottoporsi a questi trattamenti di medicina estetica. Con questo post voglio fare chiarezza e illustrare le diverse applicazioni di questi protocolli molto versatili ma su cui si possono trovare informazioni inesatte. Il botox, noto come tossina botulinica, previene la contrazione muscolare mentre il filler è una sostanza che può essere di origine naturale come l’acido ialuronico, che va a rimpolpare distendere i tessuti.

Entrambi sono dei validissimi alleati per contrastare l’invecchiamento cutaneo ma non bisogna confonderli. Ecco le loro applicazioni più importanti.

 

 

Botox per un aspetto più fresco e giovane

 

Il botox  è la soluzione ideale per trattare il terzo superiore del volto, in particolar modo la fronte, le sopracciglia,  gli zigomi, la zona perioculare  per donare un aspetto riposato e giovanile. L’effetto distensivo della tossina botulinica agisce a livello nervoso provocando una sorta di paralisi, del tutto reversibile, che impedisce ai muscoli di contrarsi. Le rughe più profonde e quelle superficiali ne beneficiano molto. In più, nella zona perioculare si ottengono molti risultati in quanto anche un occhio più infossato, risulta più aperto dopo il trattamento. Il botox può essere utilizzato anche nella zona perilabiale, per attenuare le rughe nasogeniene, il fastidioso effetto del “codice a barre” e per risollevare gli angoli della bocca e correggere una curvatura verso il basso. La tossina botulinica non viene mai utilizzata per trattare i volumi delle labbra. Per quell’applicazione il filler è più indicato. 

Anche i “cordoni platismali” e il “collare di venere” possono essere trattati con il botox con risultati soddisfacenti. Vi sono molte applicazioni interessanti della tossina botulinica quali il trattamento dell’iperidrosi di ascelle, mani e piedi. In ambito odontoiatrico è utilizzato per curare il bruxismo.  Ultime, ma non meno importanti, sono le applicazioni ginecologiche come la cura del vaginismo. L’uso della tossina botulinica è assolutamente sicuro e applicato con iniezioni sottocutanee. Il suo effetto dura circa 6 mesi e ogni seduta occupa solo 15/20 minuti. Naturalmente è possibile tornare subito alle proprie attività.

 

 

Filler per rimpolpare e calibrare i volumi

 

I filler sono delle sostanze che hanno il compito di rimpolpare i tessuti riequilibrando i volumi. Sono molto utilizzati in medicina estetica per il rimodellamento di viso e corpo. Questo protocollo è particolarmente richiesto dalle perso ne che desiderano labbra piene e sensuali. Le tipologie più diffuse sono due: i filler riassorbibili e i filler semipermanenti. I filler riassorbibili sono costituiti da sostanze naturali, quali collagene o acido ialuronico, che si trovano nell’organismo e che, con lo scorrere del tempo, tendiamo a perdere. Il loro effetto è transitorio in quanto le sostanze naturali tendono ad essere riassorbite dopo circa sei mesi dal trattamento. Il filler all’acido ialuronico è molto diffuso proprio perché è ben tollerato dal corpo e garantisce un effetto molto naturale.

I filler semipermanenti, invece, sono composti da formulazioni con sostanze naturali e sintetiche. Questo mix così particolare consente di allungare i tempi di riassorbimento delle molecole naturali, di contro possono causare in soggetti più sensibili reazioni anomale. Si tratta di una procedura non invasiva, molto semplice e assolutamente indolore. Le fiale vengono iniettate in punti specifici del viso e del corpo, (ad esempio su naso, labbra e zona perilabiale sul collo e decolleté) con una cannula o una siringa dall’ago corto ed estremamente sottile.

Il trattamento può durare dai 15 ai 30 minuti e non ha controindicazioni. Dopo la seduta è possibile anche truccarsi e riprendere subito le proprie attività quotidiane. In alcuni casi, possono comparire alcune ecchimosi o lievi gonfiori che scompaiono naturalmente nel giro di poche ore o pochi giorni.

Gli effetti del trattamento sono visibili alcuni giorni dopo e si stabilizzano completamente dopo 2-3 settimane. I benefici per i tessuti sono veramente tanti e la pelle ha un aspetto più giovane e tonico. L’intervallo tra un trattamento e l’altro varia da persona a persona, a seconda dell’esigenza e della tenuta che ha l’impianto su ogni organismo, soprattutto per quanto riguarda i filler riassorbibili.

 

Foto di Pixabay su Pexels











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





© Copyright 2026 – Cristiano Biagi