chirurgia estetica Archivi - Pagina 4 di 12 - Cristiano Biagi

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Psicologia e chirurgia estetica sono legate a doppio filo. Sottoporsi a un intervento chirurgico estetico ha un grande impatto psicologico, prima che fisico. Il passaggio da una condizione all’altra, necessita di un approccio saggio ed equilibrato. Gran parte della serenità dei pazienti dipende, non solo dal rapporto che hanno con se stessi, ma anche dalla fiducia riposta nel chirurgo estetico. Il chirurgo assume il ruolo di guida e consigliere, un punto di riferimento a cui il paziente deve poter fare ricorso in tutta serenità.

 

Psicologia e chirurgia estetica: immagine e percezione di sé

Ognuno ha un’immagine di sé e una percezione di come il proprio corpo appare agli altri. Va da sé che chi ha un’opinione positiva della propria fisicità vive un rapporto di serenità con se stesso e con gli altri. Tuttavia vi sono pazienti che, pur amando il proprio corpo, provano forte disagio per alcuni elementi dell’aspetto fisico che li porta a vivere un costante disagio. La chirurgia estetica può senz’altro aiutare proprio perché il suo fine primario e il benessere psicofisico del paziente. Bisogna ricordare che, quando s’inizia un percorso di cambiamento esteriore è necessario un processo di consapevolezza dell’esigenza profonda che spinge ad affrontarlo. È importante quindi analizzare con assoluta sincerità le proprie motivazioni ed essere completamente onesti con il proprio chirurgo che aiuterà il paziente ad orientarsi sia nella scelta del protocollo che ascoltandone le richieste con attenzione e rispetto

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Abituarsi al cambiamento serenamente

Vedersi diversi allo specchio comporta anche un nuovo processo di abitudine alla percezione della propria immagine corporea. È un percorso di adattamento che non ha una durata specifica e dipende dall’entità dell’intervento. In questo delicato periodo, è essenziale circondarsi di affetto e di persone positive che offrano l’adeguato sostegno di cui si può avere bisogno.

Foto di Александр Слесарев da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastoplastica, in tutte le sue peculiarità, è un intervento chirurgico che non ha particolari stagionalità, sebbene per consuetudine molti consiglino di effettuarla in autunno e in inverno. La ragione è presto spiegata e sta nella gestione del post operatorio. In quest’articolo è mia intenzione fare chiarezza su quest’argomento e aiutare così le donne che desiderino o possano sottoporsi a quest’intervento anche durante la bella stagione.

 

Mastoplastica e indicazioni post operatorie

La mastoplastica, come ormai tutti sanno, richiede l’astensione dall’esposizione solare, una precauzione che è più difficile da seguire durante la stagione estiva. Per le pazienti che affrontano il post operatorio in estate è importante coprire bene le zone trattate ed evitare assolutamente l’esposizione al sole. Il processo cicatriziale, infatti, necessita di questa precauzione per avvenire in piena tranquillità e per rendere ancora meno percettibili e sottili le cicatrici.  Inoltre, lo speciale reggiseno contenitivo da indossare dopo l’intervento, potrebbe risultare fastidioso con l’avvento delle alte temperature. Trascorrere il proprio tempo in ambienti raffrescati può alleviare l’effetto del caldo e della  sudorazione.

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Programmare l’intervento con anticipo

Il consiglio che sento di dare a tutte è quello di programmare con congruo anticipo l’intervento insieme al chirurgo. In tal modo si potrà scegliere il periodo più idoneo per l’effettuazione dell’intervento conciliandolo con le esigenze della paziente. L’importante è informarsi sul protocollo operatorio e post operatorio al fine di valutare con saggezza ed equilibrio quando entrare in sala operatoria. Consideriamo sempre una consuetudine generale: le fasi post operatorie possono essere gestite con maggior comfort in autunno e in inverno. Per questo motivo gli interventi chirurgici estetici, in quanto non urgenti, possono essere programmati.

Foto di Los Muertos Crew da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastoplastica è un intervento chirurgico che cambia l’aspetto della donna. Un decolleté più vicino ai propri desideri è un sogno che si realizza ma, come tutti i cambiamenti, può originare stress, tensione e altissime aspettative.  In quest’articolo intendo approfondire il tema, cercando di aiutare le donne fornendo le stesse indicazioni che do alle mie pazienti in preparazione all’ingresso in sala operatoria.

Mastoplastica: come programmarla al meglio

Bisogna ricordare che anche la mastoplastica additiva può comportare rischi e l’insorgenza di complicanze, come qualsiasi intervento chirurgico. L’effetto dell’anestesia e problematiche quali la contrattura capsulare e l’eccesso di cicatrizzazione, disturbi di sensibilità possono rendere necessario un altro intervento, per questo motivo la scelta del professionista sanitario a cui affidarsi è fondamentale. La giusta consulenza e un’accurata prima visita possono scongiurare molte eventuali complicanze. [/vc_column_text][button size=”medium” style=”white” target=”_self” hover_type=”default” text=”Prenota la tua prima visita” link=”https://www.cristianobiagi.it/per-la-tua-prima-visita-subito/” margin=”10px 10px 10px 10px” border_radius=”50″][vc_empty_space css=”.vc_custom_1673625070368{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]
Un altro importante consiglio riguarda gravidanza e allattamento. Come ho più volte detto, la mastoplastica non dovrebbe pregiudicare in alcun modo la capacità di allattare, tuttavia se si è in stato di gravidanza o di allattamento, è consigliabile programmare l’intervento in un secondo momento, per permettere al corpo di stabilizzarsi dopo i cambiamenti ormonali.

Condizioni di salute pre-intervento

La mastoplastica è comunque un intervento chirurgico ad alto impatto e ci si dovrebbe sottoporre all’intervento solo se si gode di ottima salute. In presenza di condizioni patologiche, il chirurgo può decidere di posticipare o addirittura rifiutare di eseguire l’intervento. Foto di Maryia Plashchynskaya su Pexels

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Rispondo subito dicendo che questo capo di biancheria, tanto odiato o amato a seconda delle persone, non influenza in alcun modo lo stato di salute della mammella. Che si decida di indossarlo o meno, a livello clinico con fa differenza. Può senz’altro essere utile a contrastare la forza di gravità, nei casi in cui la donna abbia un generoso decolleté rallentando la ptosi che, tengo a specificarlo, resta un processo inarrestabile.

Contenimento e sostegno utili nell’attività sportiva

Lungi da me iniziare una crociata contro o a favore del reggiseno. Senza dubbio è meglio non indossare un capo di biancheria scomodo, ma per questo basta semplicemente scegliere modelli confortevoli e della taglia appropriata. Il reggiseno non serve a sostenere fattualmente il seno in quanto, per assolvere a questa funzione, la natura ha dotato il corpo dei legamenti di Cooper che, insieme alla tonicità, sostengono le mammelle. Ovviamente, la loro tenuta, è dovuta allo stile di vita e alla genetica per cui la ptosi mammaria può essere più o meno visibile. [/vc_column_text][button size=”medium” style=”white” target=”_self” hover_type=”default” text=”Prenota la tua prima visita” link=”https://www.cristianobiagi.it/per-la-tua-prima-visita-subito/” margin=”10px 10px 10px 10px” border_radius=”50″][vc_empty_space css=”.vc_custom_1673625070368{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]
C’è da dire che l’attività sportiva sottopone i legamenti a sollecitazioni importanti ed è per questo motivo che indossare un reggiseno sportivo che abbia un’azione di sostegno e contenimento può aiutare ad evitare questa spiacevole controindicazione.

L’importanza del reggiseno post-operatorio

C’è un solo caso in cui è importante che una donna indossi il reggiseno ed è nella fase post operatoria di un intervento di mastoplastica o di ricostruzione mammaria. Una volta concluso il periodo della convalescenza e passato il numero di giorni prescritto, previa indicazione del chirurgo, la paziente può passare al modello di reggiseno che preferisce o decidere di non indossarlo. Foto di Cottonbro su Pexels










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