corpo Archivi - Pagina 3 di 3 - Cristiano Biagi

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Il capezzolo è una parte anatomica fondamentale nel seno perché definisce la funzionalità della ghiandola mammaria. L’allattamento non potrebbe avvenire senza di esso. Ricordiamo che ha anche una funzione estetica, infatti, con la sua forma determina anche l’aspetto del seno in generale. Gli inestetismi del capezzolo sono una fonte di disagio per le donne che ne soffrono, sia in ambito estetico che funzionale. Vi sono tre principali tipologie di anomalia del capezzolo: introflesso, ipertrofico e piatto e in ogni caso è possibile curarle con la chirurgia estetica.

 

Introflesso, ipertrofico e piatto: le tre anomalie principali

 

Pur avendone già parlato qui, il capezzolo introflesso ha un aspetto rientrante, appare ripiegato su se stesso, può essere causato da dotti galattofori troppo corti o retratti. In molti casi presenta un senso di fuoriuscita deviato verso destra o sinistra ed essendo completamente invertito, ostacola la fuoriuscita di secrezioni. Nelle condizioni meno gravi si parla di capezzolo piatto in quanto, attraverso la stimolazione mediante il freddo o l’attacco del neonato, si estroflette senza compromettere l’allattamento. Si parla, invece, di capezzolo ipertrofico quando il tessuto dei dotti galattofori si sviluppa in modo anomalo. In questo caso, l’aspetto può essere più allungato, prominente  o avere un diametro maggiore. Dal punto di vista funzionale, il capezzolo ipertrofico non provoca alcun disturbo ma può causare un disagio psicologico connesso all’estetica.

 

La mastoplastica correttiva per il capezzolo

 

Le modalità di intervento sono differenti, a seconda delle condizioni cliniche della paziente e dell’anomalia da trattare. Nel caso del capezzolo introflesso e piatto, si procede con un’incisione periareolare volta a liberare le aderenze dei dotti galattofori e a fermarlo all’esterno. Per l’ipertrofico la procedura è differente: si riduce la superficie con incisioni alla base e all’apice. In questo modo se ne preserva la sensibilità e la funzionalità. Le operazioni svolgono in anestesia totale e dopo 15-20 giorni è possibile tornare alla propria vita quotidiana.

Foto di cottonbro su Pexels


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Gli accumuli adiposi su cosce e glutei hanno una soluzione: il lifting delle cosce. Questo intervento consiste nell’asportazione del grasso e della cute in eccesso e nel rimodellamento della zona trattata. Le cosce hanno un aspetto più tonico e snello, anche le gambe in generale godono dell’effetto di alleggerimento e recuperano leggerezza. Tengo a precisare che l’intervento è molto indicato per chi soffre di ptosi cutanea (rilassamento della pelle) nell’area interessata e spesso dovuta a un brusco e importante calo di peso o all’invecchiamento.

 

Un intervento risolutivo

 

Molte pazienti richiedono un’azione snellente sulla circonferenza delle cosce, un intervento completo comprende anche la tonificazione dell’interno delle cosce ed è la soluzione più armonica. Si effettua un’incisione all’altezza della piega glutea fin quasi all’inguine. Le cellule adipose e la cute in eccesso vengono asportati e la pelle viene stirata in alto e suturata. Spesso consiglio, a seconda della situazione clinica delle pazienti, di abbinare anche una liposcultura di punti critici come la regione dorso-lombare e delle cosce e dei glutei, andando ad alleggerire anche l’adipe presente all’altezza delle ginocchia. Il risultato è soddisfacente per le pazienti che vedono le proprie gambe finalmente più giovani, leggere e scattanti. L’intervento ha una durata media di un’ora-due ore e mezzo e si esegue in day hospital. Le cicatrici sono molto sottili e possono essere nascoste dalla biancheria intima senza alcun problema.

 

L’importanza di un sano stile di vita

 

Il post-operatorio richiede un minimo di 24-48 ore di riposo, trascorse le quali è possibile riprendere a camminare. Le attività sportive possono essere reintrodotte con gradualità. Il lifting delle cosce offre un risultato permanente, tuttavia non mi stanco mai di ricordare a tutte le pazienti di adottare e mantenere uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata. La giusta attività fisica può aiutare a migliorare non solo lo stato di salute in generale, ma anche a conferire un aspetto più luminoso alla pelle delle cosce e delle gambe.

 

Foto di Yan Krukov su Pexels


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La prova costume mette a dura prova anche le persone più sicure di se stesse. Soprattutto quando si tratta di scoprire la pancia e solo all’idea ci si sente a disagio. L’addominoplastica è l’intervento più indicato per ridurre le adiposità localizzate sul ventre. L’operazione consiste nella rimozione del grasso e della cute ed è consigliata in casi specifici come la cura della diastasi dei retti provocata dalle gravidanze o in seguito a una forte perdita di peso. Credo sia giusto specificare che l’addominoplastica non serve a controllare il peso ma a curare l’impatto delle oscillazioni della forma fisica.

L’addominoplastica è un grande intervento che, nella maggioranza dei casi, dà risultati permanenti e molto soddisfacenti. Ecco cosa può includere.

 

Come si esegue e quali indicazioni terapeutiche seguire

 

Le tecniche di esecuzione dell’intervento sono molteplici a seconda se si sceglie di trattare l’addome in maniera parziale o totale. In genere, si agisce con un’incisione poco sopra il livello del pube, la cui entità è legata alla quantità di tessuto adiposo da asportare. Una volta rimosso il grasso e la pelle in accesso, si procede a trattare le fasce muscolari. Questa è la fase più importante e delicata: i muscoli vengono avvicinati e poi ancorati da una plastica. Spesso la procedura è completata da una liposcultura della regione dorso-lombare per un risultato ancora più efficace e migliorativo per la silhouette. L’intervento, nel complesso, ha una durata compresa tra le 2 e le 4 ore. Il post operatorio include una terapia farmacologica analgesica e, in taluni casi, l’utilizzo di una guaina contenitiva. L’unica cicatrice presente sarà quella nella regione dell’incisione che, con la dovuta cura delle ferite e assidue medicazioni, esiterà in una sottilissima linea, perfettamente coperta anche da slip di ridotte dimensioni.

 

Quando è possibile riprendere le proprie attività

 

Il recupero è pressoché immediato, tanto che ogni paziente potrà alzarsi dopo sole due ore dall’intervento. Si consiglia cautela nei movimenti e molto riposo. Durante la prima settimana si possono svolgere delle leggere faccende domestiche, avendo cura di non fare sforzi e sollevare pesi. La ripresa delle attività sociali e sportive procederà gradualmente e con cautela dopo la prima settimana.

Foto di Karolina Grabowska su Pexels


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I trattamenti anticellulite con l’arrivo dell’estate, sono sicuramente i più richiesti. Molte pazienti mi chiedono chiarimenti sui protocolli non invasivi per molti motivi. In primo luogo per l’assenza dei tempi di recupero e poi perché, tra le più timorose, c’è molta preoccupazione sull’intervento chirurgico. In genere, si sceglie il trattamento idoneo alla condizione clinica e alla severità delle adiposità localizzate.

La medicina estetica offre molte soluzioni che consistono in procedure iniettive come la mesoterapia e il lipodissolve. Guardiamole più da vicino per conoscerle meglio e fare chiarezza sui benefici e sulle indicazioni terapeutiche.

 

Mesoterapia per gambe più snelle

 

La mesoterapia è un protocollo molto conosciuto e richiesto. Lo scopo principale del trattamento consiste nell’eliminazione dei liquidi in eccesso per rivitalizzare e dare tono ed elasticità a gambe, cosce, glutei e addome. Le microiniezioni intradermiche di sostanze che agiscono sul microcircolo e, in parte, sul grasso sottocutaneo, riducono la ritenzione dei liquidi e migliorano la texture della pelle. Inestetismi come l’effetto “buccia d’arancia” o la “pelle a materasso” tendono a scomparire.

L’effetto riducente degli attivi iniettati dà i suoi frutti sugli accumuli adiposi con grande efficacia. Talvolta, la mesoterapia può essere abbinata al linfodrenaggio o alla liposcultura. Il numero di sedute varia da 8 a 15 e possono durare 15-30 minuti. Il trattamento è indolore e non lascia cicatrici, in alcuni casi possono comparire dei piccoli ematomi che si riassorbono nel giro di pochi giorni.

La frequenza delle sedute è settimanale e, una volta concluso il primo ciclo, si consiglia una seduta mensile per il mantenimento dei risultati ottenuti.

Lipodissolve per ridurre le adiposità localizzate

 

Il lipodissolve è una tecnica che sfrutta l’azione della fosfatidilcolina, iniettata a livello del grasso sottocutaneo, per ridurre gli inestetismi della cellulite. Questo protocollo può essere un’alternativa alla liposcultura nel caso in cui si prediligano le procedure non invasive per combattere i depositi di adipe localizzato. La fosfatidilcolina è un fosfolipide presente nell’organismo che favorisce l’eliminazione e la conversione dei grassi in energia. Per questo motivo garantisce un’elevata tollerabilità e una grande sicurezza. La silohuette appare rimodellata in modo molto naturale, i punti critici trattati hanno un aspetto tonico e snello. Il numero di sedute varia da 5 a 8 con frequenza bisettimanale, nel giro di poche applicazioni si potrà riscontrare una sensibile riduzione dei volumi.

Il trattamento è assolutamente indolore e ha una durata di 15-20 minuti per seduta per un massimo di 4 aree da trattare. Dopo ciascuna seduta è possibile tornare alle proprie attività sociali e sportive.

Foto di Anna Shvets da Pexels











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