mastoplastica additiva Archivi - Pagina 4 di 25 - Cristiano Biagi

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Ripubblico con molto piacere la testimonianza di Valeria, una giovane paziente che si è sottoposta a un intervento combinato di mastoplastica additiva e addominoplastica. La sua decisione è nata da un profondo disagio che è riuscita a sconfiggere tramite l’intervento. Spero che le sue parole possano dare conforto e coraggio alle donne che hanno vissuto il suo stesso percorso.  

Mastoplastica additiva per tornare a sentirsi donna

“Dopo aver perso 50 chili, avevo molta pelle in eccesso sull’addome e un seno piccolo e svuotato, cadente e, a 22 anni, non era sicuramente il massimo.  Il Dottor Biagi ha eseguito una mastoplastica additiva con protesi Motiva con il risultato che davvero speravo, ha inoltre eseguito un’addominoplastica e rimosso così quell’odiosa pelle in eccesso, potrei dire un lavoro a regola d’arte. Pre operatorio molto accurato e “su misura”, post operatorio fantastico, zero dolore, nessun problema e recupero molto veloce, le cicatrici? Impercettibili dopo soli 40 giorni, una lieve linea precisa e bassa sopra al pube, da fianco a fianco, copribile con un perizoma a filo, stessa cosa per le cicatrici alle areole, poco marcate e sottili. Posso dire senza esagerare che il Dottor Biagi mi ha ridato la felicità.”

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Addominoplastica per eliminare il ricordo dell’obesità

Ora, ho una forma, un fisico nel quale mi riconosco e ammetto, con un pizzico di superbia, che passò molto tempo a guardarmi allo specchio 😂, cosa che prima per me era causa di malessere e disgusto verso me stessa. Insomma posso davvero dire senza esagerare che il Dottor Biagi mi ha ridato la felicità e quella sicurezza che ogni donna dovrebbe avere, oltre ad un fisico armonioso.”

 

Foto di Roman Odintsov su Pexels

 


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La prima visita chirurgica è una tappa fondamentale che precede l’ingresso in sala operatoria. Per la mia esperienza, è un momento fondamentale di grande connessione ed empatia verso le mie pazienti. Il mio ruolo consiste nel supportare, ascoltare e guidare la donna con rispetto e competenza. Oggi voglio raccontarvi come si svolge una visita chirurgica e cosa viene stabilito durante il suo corso.

Ascoltare e consigliare

Ogni donna è unica, così come lo è la sua mente e il suo corpo. Il primo obiettivo è ascoltare la paziente durante la visita. La richiesta delle motivazioni che spingono la paziente a voler cambiare il proprio seno è il primo passo per scongiurare il rischio di dismorfofobia. Una volta accertate, si passa alla valutazione della forma e le dimensioni del seno. In questa fase vengono illustrate e descritte nello specifico tutte le possibili modificazioni adatte al proprio caso.

L’accertamento delle condizioni di salute  è il passo successivo, essenziale per escludere alterazioni che potrebbero interferire con la procedura operatoria. In questo caso, mi riferisco alla pressione alta e a difficoltà di coagulazione e cicatrizzazione. Prima dell’intervento è importante informare la paziente, dando informazioni sulla dieta pre e post-operatoria, assunzione di farmaci e astensione da fumo e alcool.

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La mastectomia preventiva è un intervento che viene svolto in un numero di casi molto ristretto. Di norma, interessa le donne che per predisposizione genetica hanno subito una mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili dello sviluppo del tumore alla mammella. Si tratta di una soluzione definitiva e importante, che riduce sensibilmente le probabilità di manifestazioni tumorali. Inutile dire che quest’intervento ha un costo, in massima parte emotivo e psicologico, che non tutte si sentono di affrontare. C’è stata una giusta sensibilizzazione su questo tema da parte di donne famose come Angelina Jolie o la modella Bianca Balti che hanno deciso di intraprendere questo percorso.  In quest’articolo voglio fare chiarezza e dare tutte le informazioni necessarie. 

Mastectomia preventiva: come si arriva a questa decisione?

La parola d’ordine è screening. Per comprendere se si è affette da una mutazione BRCA1 e BRCA2  è necessario sottoporsi ai test genetici del caso. Generalmente, la presenza di più casi di tumore in una stessa famiglia, eventualmente comparsi in giovane età, può essere un campanello d’allarme. Spesso le donne che ne soffrono tendono a sviluppare, contemporaneamente o in fasi diverse, anche il carcinoma dell’ovaio. Una volta ricevuto il test positivo la paziente è posta a un bivio: sottoporsi a follow up a 6 mesi con controlli approfonditi o scegliere la mastectomia preventiva.  Con l’asportazione delle ghiandole mammarie i fattori di rischio tumorale sono ridotti al minimo. In molti casi, quest’intervento è abbinato a una ricostruzione mammaria con protesi. 

Quali sono i benefici e i rischi

Si tratta di un intervento effettuato per scelta della paziente. Tengo a specificare che la presenza della mutazione genetica non è una condanna certa, getta però una luce sul concreto rischio che il carcinoma possa svilupparsi.  In genere una mastectomia correttamente eseguita non comporta dei rischi particolari, senz’altro però le implicazioni psicologiche dovute all’asportazione sono notevoli. Per questo motivo è consigliabile il supporto di uno psicoterapeuta. 

Foto di Klaus Nielsen su Pexels

 


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Sono davvero felice di ricevere e ripubblicare la testimonianza di Eleonora, una paziente che si è sottoposta a una mastoplastica additiva con grande soddisfazione. Averla conosciuta mi ha dato tanto dal punto di vista professionale e personale perché mi aiuta a comprendere meglio lo straordinario universo femminile, in tutta la sua forza che si esalta quando si tratta di realizzare un sogno, come quello di piacersi fisicamente. 

Una testimonianza per aiutare le più timorose a prendere coraggio 

“Ci tengo a raccontare la mia esperienza per poter aiutare qualcuno ad avere coraggio e superare la paura. Confesso che anche io ero molto spaventata all’inizio. Era da molti anni che sognavo di rifarmi il seno, perché non mi sono mai piaciuta del tutto fisicamente. Durante la prima visita con il Dottor Biagi ho capito che era lui la persona che poteva aiutarmi a realizzare il mio grande sogno. Certe cose si sentono a pelle, non si possono spiegare. Mi sono operata e il post operatorio è andato molto bene, con la terapia antidolorifica seguita non ho avuto problemi né complicazioni. Sono una ragazza sportiva quindi a parte le prime tre settimane poi gradualmente ho ripreso gli allenamenti. Ora che siamo quasi ad un anno dall’operazione sono una donna più forte, sicura di me e felice.”

Un sogno realizzato e nuove prospettive

L’intervento ha aiutato Eleonora a sentirsi finalmente a proprio agio nel suo corpo, un risultato importante, soprattutto in giovane età quando si desidera essere dal punto di vista psicofisico sempre al massimo. 

Foto di Nathan Cowley su Pexels

 


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La mastoplastica è senz’altro l’intervento principe della chirurgia estetica. Molte donne lo richiedono e sono disposte ad affrontare grandi sacrifici per poter avere finalmente il seno che sognavano. Intendiamoci, quando si tratta di restituire il benessere psicofisico a una paziente che decide di iniziare questo percorso sono il primo a sostenerle. Piacersi è importante ma affrontare un intervento significa esplorare la psicologia della paziente e individuare un’eventuale dismorfofobia che potrebbe essere associata alla richiesta. 

Mastoplastica e dismorfofobia: due elementi che non vanno d’accordo 

In alcuni casi, per fortuna rari, alcune donne richiedono un nuovo seno perché convinte di essere deformi. Nel corso degli anni, mi è accaduto poche volte di trovarmi di fronte a pazienti dismorfofobiche, eppure ogni volta che mi è capitato, mi sono sentito investito dalla grande responsabilità di essere una vera e propria guida. Purtroppo, le donne che soffrono di questa percezione alterata del proprio aspetto, tendono a considerare insormontabili e preoccupanti delle disarmonie arrivando a vederle come delle deformità. La realtà, fortunatamente, è ben diversa. Il colloquio con la paziente è diventato la chiave di volta per individuare questa percezione e, talvolta, sconsigliare un intervento o di consigliare un trattamento differente. Nei casi più severi, ho consigliato un colloquio con un o psicoterapeuta, affinché la paziente potesse andare alla radice del problema e risolverlo. 

Come individuare la dismorfofobia

In generale, le persone affette da questo disturbo provano un forte disagio per la presunta deformità che le affligge. Spesso dicono di soffrire in modo devastante a causa di essa e vedono nella chirurgia la soluzione al problema. Nei casi più gravi, evitano addirittura le occasioni di contatto sociale e lavorativo, finendo per isolarsi in un insano solipsismo in cui l’ossessione per il presunto difetto diventa insostenibile. 

Foto di AlteredSnaps su Pexels

 











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