mastoplastica correttiva Archivi - Pagina 2 di 8 - Cristiano Biagi

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La mastoplastica, in tutte le sue peculiarità, è un intervento chirurgico che non ha particolari stagionalità, sebbene per consuetudine molti consiglino di effettuarla in autunno e in inverno. La ragione è presto spiegata e sta nella gestione del post operatorio. In quest’articolo è mia intenzione fare chiarezza su quest’argomento e aiutare così le donne che desiderino o possano sottoporsi a quest’intervento anche durante la bella stagione.

 

Mastoplastica e indicazioni post operatorie

La mastoplastica, come ormai tutti sanno, richiede l’astensione dall’esposizione solare, una precauzione che è più difficile da seguire durante la stagione estiva. Per le pazienti che affrontano il post operatorio in estate è importante coprire bene le zone trattate ed evitare assolutamente l’esposizione al sole. Il processo cicatriziale, infatti, necessita di questa precauzione per avvenire in piena tranquillità e per rendere ancora meno percettibili e sottili le cicatrici.  Inoltre, lo speciale reggiseno contenitivo da indossare dopo l’intervento, potrebbe risultare fastidioso con l’avvento delle alte temperature. Trascorrere il proprio tempo in ambienti raffrescati può alleviare l’effetto del caldo e della  sudorazione.

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Programmare l’intervento con anticipo

Il consiglio che sento di dare a tutte è quello di programmare con congruo anticipo l’intervento insieme al chirurgo. In tal modo si potrà scegliere il periodo più idoneo per l’effettuazione dell’intervento conciliandolo con le esigenze della paziente. L’importante è informarsi sul protocollo operatorio e post operatorio al fine di valutare con saggezza ed equilibrio quando entrare in sala operatoria. Consideriamo sempre una consuetudine generale: le fasi post operatorie possono essere gestite con maggior comfort in autunno e in inverno. Per questo motivo gli interventi chirurgici estetici, in quanto non urgenti, possono essere programmati.

Foto di Los Muertos Crew da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mammella tuberosa è un problema per molte donne che, in alcuni casi, mostrano ancora ritrosia nei confronti degli interventi di mastoplastica correttiva. C’è il retaggio sbagliato che addita la mammella tuberosa come una caratteristica con cui bisogna convivere. Niente di più sbagliato, ogni donna ha il diritto di vedersi bella e di sentirsi a proprio agio con il suo corpo. Pubblico per questo la testimonianza di Alessia, sperando che la sua testimonianza possa infondere coraggio nelle pazienti che ancora sono afflitte da questa condizione.

Rinascere correggendo la mammella tuberosa

“Mi sono affidata al Dottor Biagi per la correzione del seno tuberoso e devo dire che non avrei potuto fare scelta migliore. Chirurgo affidabile che sa ascoltare i pazienti e che sa consigliare ciò che è meglio per avere ottimi risultati, esaustivo nello spiegare ciò che verrà fatto nell’intervento, riesce ad avere un rapporto non distaccato mettendoti a proprio agio. Disponibile e comprensivo durante il post intervento. Di sicuro sarà il mio chirurgo di fiducia. Un grazie anche all’assistente Natascia, direi un’ottima squadra.” [/vc_column_text][button size=”medium” style=”white” target=”_self” hover_type=”default” text=”Prenota la tua prima visita” link=”https://www.cristianobiagi.it/per-la-tua-prima-visita-subito/” margin=”10px 10px 10px 10px” border_radius=”50″][vc_empty_space css=”.vc_custom_1673625070368{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]

La mastoplastica correttiva è importante

Gli interventi di mastoplastica correttiva hanno una grande importanza in casi come quello di Alessia. Al pari con le altre procedure chirurgiche, la mastoplastica correttiva rappresenta una soluzione definitiva che non può essere ignorata, soprattutto se la donna si sente lesa nel proprio benessere psicofisico a causa di una condizione patologica. Foto di Valeria Boltneria su Pexels

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La prima visita chirurgica è una tappa fondamentale che precede l’ingresso in sala operatoria. Per la mia esperienza, è un momento fondamentale di grande connessione ed empatia verso le mie pazienti. Il mio ruolo consiste nel supportare, ascoltare e guidare la donna con rispetto e competenza. Oggi voglio raccontarvi come si svolge una visita chirurgica e cosa viene stabilito durante il suo corso.

Ascoltare e consigliare

Ogni donna è unica, così come lo è la sua mente e il suo corpo. Il primo obiettivo è ascoltare la paziente durante la visita. La richiesta delle motivazioni che spingono la paziente a voler cambiare il proprio seno è il primo passo per scongiurare il rischio di dismorfofobia. Una volta accertate, si passa alla valutazione della forma e le dimensioni del seno. In questa fase vengono illustrate e descritte nello specifico tutte le possibili modificazioni adatte al proprio caso.

L’accertamento delle condizioni di salute  è il passo successivo, essenziale per escludere alterazioni che potrebbero interferire con la procedura operatoria. In questo caso, mi riferisco alla pressione alta e a difficoltà di coagulazione e cicatrizzazione. Prima dell’intervento è importante informare la paziente, dando informazioni sulla dieta pre e post-operatoria, assunzione di farmaci e astensione da fumo e alcool.

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La mastoplastica è il protocollo chirurgico che ad oggi suscita reazioni ancora molto forti nell’opinione di chi decide di sottoporvisi e delle persone a loro vicine. Come chirurgo estetico etico, per mia diretta esperienza quotidiana, posso affermare che la mastoplastica ha un alto valore in termini sia fisici che psicologici, specialmente se si interviene sul seno dopo una malattia. Scopriamone tutti i dettagli.

Mastoplastica e serenità dopo l’oncologia 

La mastoplastica è sempre un intervento ad alto impatto, specialmente in ambito ricostruttivo. Dopo l’asportazione di un carcinoma, in moltissimi casi per si rende necessaria per il recupero completo dell’integrità fisica e psichica delle pazienti oncologiche. 
 
Una mastoplastica ricostruttiva può essere effettuata contestualmente a un intervento demolitivo di asportazione del tumore, in seconda istanza o può essere eseguita per step successivi. Molto dipende dalla severità della diagnosi oncologica, dallo stadio della patologia e dalla terapia indicata. tengo a specificare che le modalità operative e l’utilizzo di dispositivi, come protesi, espansori o lipofilling devono essere valutate insieme alla paziente, tenendo conto della specifica casistica e delle desiderata di ciascuna.

Sentirsi donna come prima è un desiderio pienamente legittimo della paziente e va assecondato per superare davvero una condizione oncologica severa che rischia di incidere in modo forte sulla percezione di sé e sulla qualità della vita della donna.

Fiducia e felicità

La fiducia nel futuro e nella propria femminilità passa anche attraverso la mastoplastica che ricostruttiva che dona il giusto supporto alle pazienti oncologiche. Perché il raggiungimento di un buon equilibrio psicofisico dopo la malattia può aiutare ad alimentare e realizzare il sogno di una nuova felicità.  

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Gli interventi di mastoplastica di qualunque tipo non impediscono né ostacolano in alcun modo la normale prevenzione del tumore al seno. Tengo molto a rassicurare sempre tutte le pazienti e le donne che si rivolgono a me per realizzare il sogno di un nuovo seno. Ne avevo già parlato qui ma in  quest’articolo voglio approfondire il tema con lo scopo di informare e tranquillizzare tutte le donne più timorose e dubbiose. 

Prevenzione: le protesi non ostacolano la diagnosi 

La prevenzione è fondamentale, tengo a ribadire la grande importanza di sottoporsi a visita senologica, ecografia mammaria e mammografia a intervalli regolari. Le donne che hanno già fatto un impianto di protesi al seno possono serenamente eseguire tutti gli esami di rito. Gli interventi di mastoplastica, soprattutto additiva, non modificano la struttura della ghiandola ma la sola volumetria del seno pertanto non vi sono ostacoli alla corretta diagnostica senologica. La mammografia, ad esempio, può essere eseguita senza alcun timore, in quanto con le nuove tecniche come la tomosintesi è possibile avere una visione di tutti gli strati della mammella senza che la protesi impedisca la visibilità. Inoltre, la compressione è davvero minima per cui il discomfort dell’esame è sensibilmente ridotto. 

Consigli e indicazioni di prevenzione 

Come per tutte le donne, anche per le portatrici di protesi valgono le stesse raccomandazioni: praticare l’autopalpazione, effettuare i controlli a intervalli regolari e confrontarsi con il proprio chirurgo di riferimento in caso di dubbi e paure. Il ruolo del medico di riferimento è proprio quello di consigliare e rassicurare la paziente, soprattutto in fatto di prevenzione. 

Foto di Klaus Nielsen su Pexels

 











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