testimonianze Archivi - Pagina 4 di 9 - Cristiano Biagi

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La liposcultura è un protocollo che, se eseguito con i giusti crismi, può dare grandi soddisfazioni e risultati sorprendenti. Pubblico con molta gioia la storia di Matteo, un paziente che dopo un lungo percorso di dimagrimento e cura ha deciso di coronare con la chirurgia il suo cammino verso se stesso. Le sue vicissitudini mi hanno dato l’opportunità di dare ancora più valore al mio ruolo di chirurgo estetico etico. Perché i desideri delle persone costruiscono il futuro. 

Liposcultura e rinascita: “Mi sento come quando ero ragazzo”

“Sono sempre stato magro, fino a quando è iniziata la vita sedentaria in cui ho messo su circa 25kg di peso. ” racconta Matteo “Ingrossato dappertutto ma soprattutto il collo. Un anno di dieta forte mi ha fatto perdere 20 kg ottenendo risultati stupefacenti sul corpo, grazie a una corretta alimentazione e tanta palestra, ma il collo per quanto fosse dimagrito manteneva un profilo goffo e antipatico.

È sempre stato il mio cruccio peggiore dalla dieta: avrei preferito perdere meno pancia ma asciugarmi e tornare normale sul collo e quindi mi sono rivolto al dottor Biagi, dal quale si era già operata mia moglie.

Soddisfatta lei prima e super soddisfatto pure io oggi, mi sento nuovo. Non sono estremamente vanitoso ma quel collo non mi faceva stare bene nei rapporti con le persone; vivevo dovendo ogni volta ricordarmi quali posizioni non assumere per non far vedere il doppio mento, quando mi sdraiavo magari al mare parevo avere i cuscini sotto il collo mentre ora mi sento nuovamente normale.” 

Oltre le aspettative

“Un risultato nettamente miglior pure di quanto mi era stato pronosticato; nel giudicare il lavoro si tenga conto che non ho mai avuto un collo più asciutto di questo nemmeno quando ero ragazzino. Ora sono tornato alla mia forma originale prima di ingrassare e sono tornato a piacermi.”

Foto di Linkedin Sales Navigator su Pexels

 


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Anche una donna sportiva, piena di vita può avere il desiderio di un seno nuovo e la piena serenità nel realizzarlo. Jenny aveva questo desiderio e sono stato più che felice di aiutarla a realizzarlo.

Nel sorriso di una paziente soddisfatta c’è la storia di una donna che ha vinto le proprie paure. 

 

L’esperienza di Jenny e la sua mastoplastica additiva

 

“Sono una ragazza intraprendente, solare dinamica. Fin da bambina mi è sempre piaciuto praticare sport, fino ad arrivare all’agonismo nella pallavolo.

Successivamente, dopo un infortunio, mi sono iscritta in palestra e la sala pesi è diventata la mia seconda casa, si può dire! Purtroppo però la palestra oltre a scolpire il fisico, porta anche dei prezzi da pagare, soprattutto se ha a che fare con il fisico femminile.

Mi vedevo muscolosa al punto giusto, ma alla fine il seno era sparito.  Insieme al dottor Biagi abbiamo deciso quale forma e dimensione sarebbe stata ideale per il mio fisico.

Il giorno dell’intervento non ero né agitata né timorosa di quello che mi sarebbe aspettato, in quanto il Dottore professionalmente, spiegandomi nei minimi dettagli quello che sarebbe stato l’intervento di mastoplastica e mastopessi additiva, mi ha pienamente tranquillizzata.

Io ho fatto ridurre anche i capezzoli perché troppo grandi a mio gusto e anche in questo devo dire alla fine è stato un meraviglioso risultato.”

 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Tante voci, molta confusione, troppa disinformazione. Sono fermamente intenzionato a rassicurare tutte le donne con questo articolo circa i controlli e la prevenzione dopo l’impianto di protesi mammarie.

Sul web e nella convinzione di molti c’è il dubbio che questi dispositivi provochino il cancro al seno. Niente di più falso. vediamo insieme perché. 

Protesi mammarie e cancro al seno

 

Secondo le statistiche pubblicate dal Ministero dell Salute nel 2020, il linfoma anaplastico a grandi cellule, correlato all’impianto di protesi mammarie ha un’incidenza dello 0,0046%.

In altre parole, si è manifestato in 4,6 casi su un campione di 100.000 pazienti che hanno effettuato un intervento con impianto di protesi. Si può pertanto affermare che si tratta di una patologia estremamente rara, al netto delle oscillazioni su base annua rispetto ai dati.

Le protesi sono dispositivi sanitari sicuri, sempre sotto la lente di ingrandimento di ricerche e studi scientifici volti ad aumentarne in modo ulteriore la sicurezza e la biocompatibilità. Inoltre è importante precisare che non vi sono evidenze scientifiche della correlazione tra patologie tumorali e l’utilizzo di protesi mammarie.

Al contrario, spesso vengono impiegate nella mastoplastica ricostruttiva talvolta in combinazione o in sostituzione del lipofilling

 

Quando fare i controlli delle protesi mammarie

 

La prevenzione viene prima di tutto. Tutte le donne che hanno effettuato un impianto devono effettuare i controlli di routine per la sicurezza della propria salute. Le protesi di ultima generazione sono assolutamente compatibili con l’effettuazione degli esami di prevenzione. Tengo a specificare che c’è un modo molto specifico per individuare il  linfoma anaplastico a grandi cellule: i sintomi.

Il segno più evidente e chiaro è si manifesta in media 7 anni dopo l’intervento e  presenta un evidente rigonfiamento del seno.

Questo sintomo è noto come sieroma tardivo freddo. Naturalmente, nel caso consiglio di mettersi in contatto con il proprio chirurgo per valutare l’espianto che mette in sicurezza il seno senza bisogno di sottoporsi ad altre terapie. 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Il benessere psicofisico delle pazienti mi sta molto a cuore. Soprattutto quando un nuovo seno riesce a donare a una donna una percezione di sé più vicina ai propri desideri. Sono molto felice di raccogliere e pubblicare le parole di Nadia che raccontano del suo nuovo modo di sentirsi, in seguito alla mastopessi additiva. 

Mastopessi additiva per sentirsi nuovamente bella  

 

“Mi sono avvicinata alla chirurgia estetica quasi per caso, dopo aver deciso di ripartire da me in seguito a un lungo periodo di vicissitudini familiari. Mi sentivo assolutamente a disagio col mio seno ed ero arrivata addirittura a detestare il mare e le occasioni mondane.  Nonostante l’inevitabile ansia mista a trepidazione, seguendo le preziose indicazioni del dottore ho potuto affrontare il mio percorso di rinascita (sia pre che post intervento) con serenità e positività. Ora posso affermare con sicurezza che mi sento completa e assolutamente in armonia col mio corpo. Affidatevi sempre a professionisti che vi ispirano fiducia e serietà e non abbiate paura di migliorarvi sempre, perché affidandovi a professionisti fantastici sarete guidati al meglio in ogni momento. “

 

Parole di speranza 

Riuscire a riconciliarsi con la propria femminilità in seguito a un intervento chirurgico è un percorso che segna profondamente una donna. Riesce a darle nuova speranza e l’aiuta a guardare con fiducia al futuro. Per questo motivo non mi stancherò mai di ripetere alle pazienti che l’importante è saper ascoltare se stesse, trovando nel profondo le vere motivazioni che spingono a ricercare il cambiamento. Come ha fatto Nadia che, con coraggio, ha preso in mano il proprio destino. 

 

 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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La mia professione mi consente di conoscere molte persone ed esperienze diverse. Tengo molto a raccontare quest’esperienza legata alla chirurgia del volto. Si tratta della storia di Gaia e del suo percorso verso la riscoperta di sé. La paziente si è lasciata alle spalle lo spettro dell’anoressia e, in seguito a un percorso di recupero del peso, non era pienamente serena e soddisfatta della forma del proprio viso. Ecco le sue parole: 

Una bichectomia per dare un volto al futuro

 

“A causa di un repentino aumento di peso richiesto dal percorso post anoressia(fatto un paio d’anni fa), il mio volto aveva accumulato adipe in maniera anomala rispetto alla mia conformazione normopeso. Ho eseguito una bichectomia con liposuzione al mento e contorno mandibolare.

Finalmente mi riconosco…era il tassello mancante per tornare a piacermi e ricominciare!”

Assottigliare la forma del suo viso e restituire un volto al suo futuro mi ha dato la grande opportunità di comprendere quanto sia importante l’ascolto delle pazienti. Uno sguardo, una parola che trema e un desiderio di rinascere che sono più forti di ogni cosa, hanno portato Giada ad affidarsi senza timore all’intervento. Guardarla sorridere e vedere brillare i suoi occhi di gioia dopo l’operazione, da dato ancora più forza alle mie convinzioni. 

Non è mai troppo tardi 

 

L’importante è ascoltare se stessi e lasciar parlare il proprio cuore. Come chirurgo ho il privilegio di accompagnare ogni donna in questo percorso in qualsiasi stagione della vita. Non è mai troppo tardi per guardarsi allo specchio e decidere che è arrivata l’ora di sorridere alla propria immagine, avvicinandola a ciò che si desidera. 

 

Foto di Mateus Souza su Pexels

 











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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