testimonianze Archivi - Pagina 5 di 9 - Cristiano Biagi

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La cosa che più amo del mio lavoro  è la possibilità di restituire la fiducia e il sorriso alle pazienti che lo hanno perso. Soprattutto con la mastoplastica correttiva in seguito a esiti operatori insoddisfacenti o con complicanze. La storia di Sara, affetta da breast illness dovuta a un intervento sbagliato di mastoplastica additiva, mi ha dato l’opportunità di restituire il benessere psicofisico a una donna. Spero che la sua testimonianza possa dare forza e fiducia a tutte le donne che si trovano nella stessa situazione. 

Una nuova vita senza dolori con la mastoplastica correttiva

“Come tante persone, anch’io sono stata vittima di un grave caso di malasanità e chirurghi che usano il bisturi come arma a doppio taglio. Da una parte ti possono migliorare la vita ma se capiti dal lato apposto ti distruggono la vita.

Il tutto è iniziato con la rottura delle mie prime protesi del seno che mi hanno innescato la Breast Illness. I primi sintomi erano il ciclo che non si fermava più, stanchezza e irritabilità per poi, con il passare del tempo, trasformarsi in un mostro che mi mangiava il corpo dall’ interno. Non riuscivo più a camminare e persino tenere una penna in mano era troppo difficile.

L’ infiammazione era così elevata che non avevo più memoria, non riuscivo più ad alzarmi ed anche la parola non c’era più! Stavo vivendo con foglietti per ricordare, la roba la dovevo mettere a vista d’occhio per ricordare e non inciamparci sopra. Persino l’aria mi sembrava pesante e dolorosa! Non so veramente come ringraziare il chirurgo Cristiano Biagi che è stato l’unico che mi ha salvato la vita. Ha usato il suo bisturi per donarmi un nuova vita senza dolori.”

Foto di Maksim Goncharenok su Pexels

 


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Accompagnare le donne nel viaggio verso i loro desideri di bellezza è la mia missione. La cosa che mi rende più felice è vivere insieme a loro questo importante percorso. Trovo che sia giusto lasciare alle pazienti la parola, lasciando che esprimano le proprie emozioni. Da ognuna di esse ho ricevuto l’opportunità di dare nuova linfa al loro modo di percepire il rapporto con il proprio corpo attraverso la mastoplastica additiva . Pubblico le loro testimonianze con piacere, affinché tutte le donne possano comprendere che non è mai troppo tardi. Grazie ad Alessia ed Elisa!

 

La storia di Alessia: “Realizzare un sogno dopo tanti anni”

 

Ho deciso di farlo a 37 anni, da donna adulta, è stata una scelta ponderata. Ho affidato il mio sogno al Dottor Biagi, mi ha subito dato sicurezza, fiducia, competenza. Operata a giugno 2020, post operatorio senza problemi, qualche doloretto i primi giorni, poi tutto in discesa. Avevo chiesto un seno naturale e naturale è, chi non mi conosceva prima non pensa sia un seno rifatto. Rifarei questa scelta mille volte, mi sono regalata una forma che non avevo, quel tassello mancante. Grazie al dottore e alla sua segretaria!”

 

Le parole di Elisa: “Ripartire da me, per risentirmi di nuovo donna”

 

Erano anni che non riuscivo più ad accettarmi. Da tempo dentro al mondo del fitness con allenamenti e alimentazione sempre più di alto livello, ero passata dall’avere una terza di seno, al non avere più nulla. Un corpo tonico, un gluteo tondo, un corpo femminile in tutto. Poi guardavo la parte alta e tutta la femminilità svaniva. Fino all’ultimo anno, nel quale non volevo più nemmeno togliermi la maglietta dalla vergogna. Credo che la chirurgia estetica possa aiutare molto le persone a ritrovare sé stesse, per sentirsi belle e a proprio agio. Un intervento che personalmente mi ha cambiato davvero la vita. Le lacrime che ho versato dall’emozione non le dimenticherò mai. Consiglio a tutte le donne che stanno soffrendo come ho sofferto io, di fare la mastoplastica additiva se possibile. Amatevi. E fatevelo questo regalo, perché ve lo meritate. Da una donna, col cuore.”

 

Foto di Magda Ehlers su Pexels

 


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Dopo un intervento di mastoplastica additiva può essere utile e vantaggioso un percorso di riabilitazione osteopatica. Abbiamo chiesto al Dott Matteo Calvi che è Fisioterapista e Osteopata a Vicenza

di raccontarci cosa ne pensa a partire da un suo caso clinico. Noterete un linguaggio più tecnico ma abbiamo scelto di lasciar parlare il dottore!

 

Chiunque si approcci al dovere o volere intraprendere un processo chirurgico, giustamente la prima domanda che si pone sarà: 

A chi mi posso affidare? Qual’è il chirurgo che saprà offrirmi il risultato più vicino alle mie aspettative?

Altresì veritiera però è la seguente affermazione: il chirurgo non può fare tutto il lavoro da solo, almeno non in tutto il processo!

Ogni operazione, dalla più semplice alla più complessa e vitale comporta uninterruzione di continuità dei tessuti corporei che spaziano dallepidermide, fino ai più profondi fasciali, muscolari e nervosi periferici.

Il corpo umano, essendo una macchina pressoché perfetta, mette in atto incredibili processi riparativi  e ci permette la quasi piena funzionalità residua.

Anche nel caso della chirurgia estetica i processi sono i medesimi.

I tessuti cicatriziali però non hanno più le caratteristiche biologiche originarie e creano inevitabilmente dalle più piccole alle più consistenti  alterazioni di mobilità dei tessuti stessi, con relativi stimoli recettoriali che spesso riflettono a distanza  modificazioni tensive innescando una serie di processi accomodatori da non sottovalutare.

Diventa necessario allora inserire, in un processo di guarigione e recupero funzionale completo, unattività come la riabilitazione

Qui si colloca a pieno titolo non solo una riabilitazione in senso stretto, con massaggi e a volte elettromedicali, ma una manipolazione Osteopatica eseguita a regola darte, capace di migliorare, velocizzare ed ottimizzare il recupero, diminuendo esponenzialmente complicanze post chirurgiche e alterazioni posturali.

A cosa serve la terapia osteopatica

Il fine principale della terapia osteopatica è quello di porre il soggetto nelle migliori condizioni possibili per ripristinare l’omeostasi corporea. Il trattamento è soggettivo e si adatta alle necessità di ogni singolo paziente.

Quando può servire l’osteopata dopo una mastoplastica?

Le complicanze nella mastoplastica sono rare ma possibili. Esse sono legate principalmente all’anestesia, all’intervento oppure a fattori funzionali secondari.

Non a tutte queste complicanze l’osteopatia può porre rimedio o prevenzione ma sicuramente quelle funzionali possono vedere nell’osteopatia un aiuto o una completa remissione. 

Secondo la mia esperienza diretta, le principali problematiche che il paziente riferisce nel post operatorio durante il recupero sono:

  • Dolore al seno
  • Dismetria della linea mediana tra tra areole e capezzoli
  • Dolore alla spalla omolaterale 
  • Implicazione del torace e dolore dorso-toracico
  • Gonfiore ed edema al torace post operatorio
  • Sindromi vagali
  • Implicazioni del plesso brachiale con parestesie e disestesie lungo il decorso del plesso stesso

DISFUNZIONI SOLITAMENTE PRESENTI CHE PRODUCONO SINTOMATOLOGIE POST OPERATORIE

Le disfunzioni che solitamente si trovano quindi, nella loro totalità riguardano:
– compromissioni della funzionalità dello stretto toracico superiore con problemi di drenaggio vascolo-linfatico della sede di intervento e conseguente gonfiore e dolore dei tessuti
• disfunzione di clavicola in inferiorità
• sintomatologia dolorosa della spalla e del territorio cutaneo del deltoide
• sintomatologia vascolo nervosa che coinvolge l’arto superiore a causa della costrizione delle fibre del plesso brachiale e dei vasi
• algie cervicali con fissità vertebrali per tensione muscolare di trapezio, scom e scaleni

• disfunzioni vertebrali a livello cervicale (C5-C6 e soprattutto C7) e dorsale (D1-D2-D3 e soprattutto D4)
• disfunzioni in inspirazione di K1 e K2 e in espirazione da K5 a K8/K9; 

  • diaframma in inspirazione;
    • tensione del pavimento buccale e contrattura del muscolo temporale e del massetere in contrasto alla trazione esercitata verso il basso dalla fascia cervicale media, dalla fascia superficiale e dalla muscolatura sovra ioidea;
    • contrattura della muscolatura periscapolare mediale con maggior riferimento ai muscoli romboidei e conseguente ipomobilità scapolare

CASO CLINICO

Prendiamo ora in esempio una mia Giovane paziente.

  • Sottoposta ad una mastoplastica additiva con protesi da 600cc
  • Anni 32
  • Altezza 163 cm
  • Peso 63 kg

La paziente come lavoro esegue giornalmente pulizie di case e uffici,  quindi utilizza in modo consistente tutte le catene muscolari e posturali che nel tempo producono un ipertono asimmetrico toracico mettendo in stress cronico il sistema mio-fasciale.

Questo le provoca una conseguente torsione toraco-vertebrale che porta inevitabilmente a una trazione della fascia pettorale con anteposizione e superiorità scapolare che crea visibilmente un’asimmetrica posizione tra i due seni e quindi una dismetria della linea mediana tra areole e capezzoli.

Inoltre la sensazione personale è di una rigidità costante in tutto l’arco di movimento, una diminuzione della mobilità articolare di collo spalla e torace, nonché di notte formicolii lungo il braccio

Il trattamento si è concentrato principalmente nel:

  • Detensione della muscolatura del cingolo scapolare
  • Detensione fasciale dello stretto toracico superiore e medio
  • Detensione tensione cranica foro lacero posteriore per passaggio XI nervo cranico, accessorio del vago, per il muscolo trapezio
  • Sblocco vertebrale Cervicale, cervico-dorsale e dorsale
  • Ripristino sincronia fasciale cervico toracica

CONCLUSIONI: 

Affidarsi a professionisti seri e capaci in tutto il processo di cura è la prima cosa da fare quando si intraprende la via chirurgica, non solo per la parte tecnica di fondo dell’operazione stessa, ma per essere in buone mani qualora ci siano durante il percorso delle problematiche secondarie da affrontare.

Elimina la causa invece dell’organo, rimuovi gli ostacoli invece della funzione, regola il processo invece di sopprimerlo!!

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

Matteo Calvi
Dott. FT
Osteopata DO

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Ricevo questa testimonianza che pubblico volentieri.

Sono sempre lieto che chi si rivolge a me sia soddisfatto, ma l’aspetto che amo di più  del mio lavoro è ridare alle persone la sicurezza e il piacere di piacersi.

Grazie Valeria!

 

“Dopo anni finalmente ho ritrovato la mia femminilità, la voglia di uscire e socializzare senza sentirmi in imbarazzo, in difetto, la gioia di vestirmi con ciò che più mi piace e osare un po’ di più. Non smetterò mai di ringraziare il Dottor Biagi e il suo team magnifico.. Dopo aver perso circa 50 chili, avevo molta pelle in eccesso sull’addome e un seno piccolo e svuotato, cadente, per nulla armonioso ed, a 22 anni, non era sicuramente il massimo.

Ora, ho una forma, un fisico nel quale mi riconosco e ammetto con un pizzico di superbia che passo molto tempo a guardarmi allo specchio 😂, cosa che prima per me era causa di malessere e disgusto verso me stessa.

Il dottor Biagi ha eseguito una mastoplastica additiva con protesi motiva con 400 cc, per nulla eccessivo e con il risultato che davvero speravo, ha inoltre eseguito l’addominoplastica e rimosso così quell’odiosa pelle in eccesso, potrei dire un lavoro sublime e a regola d’arte; Pre operatorio molto accurato e “su misura”, post operatorio fantastico, zero dolore, nessun problema e recupero molto veloce, e che dire delle cicatrici? Impercettibili dopo soli 40 giorni, una lieve linea precisa e bassa sopra al pube, da fianco a fianco, davvero copribile con un semplice perizoma a filo, stessa cosa per le cicatrici alle areole, poco marcate e talmente sottili che solo chi lo sa le riesce a vedere.

Insomma posso davvero dire senza esagerare che il dottor Biagi mi ha ridato la felicità e quella sicurezza che ogni donna dovrebbe avere, oltre ad un fisico armonioso.”

Foto di Guilherme Almeida da Pexels


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26 Novembre 2021 TadminAtestimonianze

Pubblichiamo la testimonianza di una nostra paziente, aiutata a riprendersi dopo un episodio di Breast Illness.

 

Ho voluto scrivere questa lettera per condividere il mio momento di dolore vissuto in seguito a una mastoplastica additiva. Il mio è un esempio di malasanità come succede spesso in Italia e nel mondo, spesso si vede anche in televisione che fanno interviste a persone che sono state rovinate da interventi mal riusciti. A volte è colpa di medici negligenti, spesso anche di chi si fa operare pensando di risparmiare. La gente non capisce quanto sia importante affidarsi solo alle cure di professionisti esperti.

Se ne sente sempre parlare in tv, anche a Striscia la notizia, di episodi di malasanità. Medici che lasciano le garze nello stomaco delle persone, strumenti dimenticati, infezioni, gente lasciata sulle barelle e pensavo che fosse un’esagerazione dei giornalisti. Invece è successo anche a me.

Ho fatto un intervento al seno e poi mi si è rotta una protesi. Ho ancora i brividi a ripensare a quel momento. Il dolore fisico ed emotivo di quel periodo non lo auguro a nessuno. Dopo l’intervento ho cominciato a stare sempre peggio. Avevo dolori ovunque, respiro corto, stanchezza, vuoti di memoria. Sembravo un cadavere che camminava.

Ho deciso di farmi vedere da un medico specializzato, ma mai volevo tornare da quello che mi aveva operato.

Ho preso appuntamento dal dott. Biagi che dopo avermi visitata si è reso conto che tutti i miei sintomi portavano a una unica risposta: la BREAST ILLNESS. Un termine medico che racchiude tutti i sintomi che possono presentarsi dopo un aumento del seno con protesi. Mi ha spiegato che può succedere con qualsiasi tipo di impianto, al silicone, con soluzione salina, con tutto quello che c’è sul mercato. Quindi il mio problema non dipende neanche da una scelta errata, poteva succedere comunque.

Il problema vero è stata la cattiva diagnosi, perché io stavo male ma il chirurgo non si era accorto di quello che stava succedendo e della infezione che ormai era partita.

Non sottovalutate mai i sintomi!

 

Serena O.











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