chirurgia estetica Archivi - Pagina 8 di 10 - Cristiano Biagi

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Le vitamine sono importanti. Accanto ai tantissimi benefici per la salute del corpo sono essenziali anche per la pelle e, durante i cambi di stagione, ne abbiamo sempre più bisogno. Una pelle che ha un corretto apporto vitaminico è una pelle sana, compatta e luminosa che ha un aspetto senz’altro più bello e giovanile. Le vitamine possono essere assunte in diversi modi: attraverso gli integratori, da accompagnare a precise indicazioni dietistiche, oppure applicando sieri e creme ad alta concentrazione vitaminica e sottoponendosi a trattamenti periodici di biostimolazione. 

Vitamine indicate per una pelle sana e bella

Molti le conosceranno già, ma credo sia giusto parlarne nell specifico. Iniziamo dalla più conosciuta, la vitamina A, che favorisce il rinnovamento cellulare con un effetto ringiovanente in quanto è acerrima nemica dell’invecchiamento cutaneo e contrasta lo sviluppo delle macchie solari.  
La vitamina B, famosa per la sua azione fisiologica contro i radicali liberi, è perfetta per trattare le pelli acneiche grazie al suo effetto seboregolatore e riequilibrante. Immancabile ed essenziale, la vitamina C che ha un’azione fortemente antiossidativa  e migliora la grana della pelle, riequilibrando la compatezza e l’elasticità. Infine, la vitamina D che ripristina il film idrolipidico e migliora la luminosità e le difese immunitarie della pelle.

I trattamenti di biostimolazione a base di vitamine  

La biostimolazione potrà senza dubbio apportare notevoli benefici alla pelle. Il complesso vitaminico presente nel trattamento avrà un’azione importante sui tessuti e potrà dare alla pelle tutte le sostanze di cui ha bisogno. 

Foto di Shiny Diamonds su Pexels

 


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Sottoporsi a trattamenti di medicina estetica e a interventi di chirurgia richiede un grande impegno: fisico, psicologico ed economico. Nonostante le mille battaglie di noi medici, c’è ancora troppa disinformazione e superficialità intorno all’argomento ed è per questo che voglio fare chiarezza su questo tema. In quanto chirurgo e medico estetico etico tengo a specificare che ogni paziente merita di essere accompagnato nel suo per corso con il massimo della trasparenza e della fermezza, per non cadere nelle mani di chi, a fronte di un risparmio economico, può rovinare l’aspetto e la psiche delle persone. 

Sicurezza e affidabilità non hanno prezzo 

Innanzitutto è fondamentale rivolgersi a un medico specialista in chirurgia, sia essa plastica, estetica o ricostruttiva, che abbia sostenuto un corso di studi che contempli i 5 anni di specializzazione canonici. I master possono ampliare e aggiornare le conoscenze di un professionista sanitario ma non si sostituiscono a un percorso formativo più completo. Inoltre, è importante tenere presente che lo specialista è in grado di dare risposte molto precise ai quesiti dei pazienti che possono essere adeguatamente informati sui benefici, sui risultati e anche sui rischi che le procedure chirurgiche e che i trattamenti comportano. Componenti fondamentali che rendono una visita di consulto preziosa ai fini della scelta dei pazienti. Un’informazione completa e approfondita è il primo miglior servizio che possa essere offerto a una persona che desidera migliorare il proprio aspetto attraverso la medicina estetica. 

Low cost e qualità: tutto ha un equilibrio 

Spesso le persone meno informate cadono nella rete di malfattori e figura improvvisate per ragioni economiche. Dietro alla formulazione di un onorario richiesto da un professionista vi sono dei presupposti di qualità: la scelta dell’istituto di cura in cui viene effettuata la procedura, l’équipe medica che assiste il chirurgo durante l’intervento o il trattamento e, in caso di mastoplastica additiva o mastopessi, la tipologia e la qualità delle protesi impiegate. Tutti elementi che sono alla base di una riuscita soddisfacente di una procedura. 

Foto di Anna Shvets su Pexels

 


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L’otoplastica e la ricostruzione del lobo dell’orecchio sono i due protocolli più richiesti per cambiare l’aspetto delle orecchie: la ragione principale di questa scelta sta in due fattori principali: la mancanza di cicatrici evidenti e il miglioramento sensibile della forma dell’orecchio. Vediamo insieme quando è consigliato ricorrervi e quali sono gli effetti. 

 

Otoplastica e ricostruzione dei lobi a confronto

Bisogna fare una distinzione importante tra questi due interventi: l’otoplastica corregge gli inestetismi del padiglione auricolare che sono, in molti casi, di origine ereditaria e che quindi con l’operazione vengono risolti in modo definivo. Pensiamo all’orecchio a cavolfiore o alle orecchie a sventola che possono causare anche forti disagi psicologici nel paziente.  Accanto alla classica otoplastica con incisione, oggi è possibile operare anche con semplici cuciture esterne in modo meno invasivo. Sarà il chirurgo a proporre la modalità più opportuna a seconda dell’aspetto da correggere. 

La ricostruzione del lobo dell’orecchio è associata, il più delle volte allo strappo dei tessuti adiposi che lo costituiscono. Spesso questo strappo è dovuto all’esposizione da diverse sollecitazioni come l’uso di espansori o di orecchini molto pesanti. In questo caso è sufficiente suturare i margini del lobo lesionato, favorendone la rimarginazione naturale. 

Quanto dura un intervento e quali sono gli effetti? 

In genere un’intervento di otoplastica dura circa un’ora mentre una ricostruzione dei lobi può impiegare soli 30 minuti. Entrambi possono essere svolti in anestesia locale e danno risultati permanenti e molto soddisfacenti in termini di miglioramento dell’aspetto dell’orecchio. 

Foto di Cotton bro su Pexels

 


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La rigenerazione intima può essere d’aiuto soprattutto durante la delicata fase della menopausa, una stagione della vita femminile che è spesso fonte di disturbi e disagi fisici e psicologici. Ho parlato di chirurgia intima anche qui, ma oggi voglio affrontare l’argomento ponendo attenzione alla medicina rigenerativa e alle tecniche che possono aiutare ad ottenere una significativa riduzione dei discomfort dovuti alla menopausa. 

 

Rigenerazione intima, cos’è e quali vantaggi offre

Con la menopausa l’organismo della donna va incontro a importanti cambiamenti ormonali che possono provocare diversi disturbi: si va dalle classiche “vampate” di calore alla secchezza vaginale, passando per alterazioni dell’umore e dell’appetito. Con l’aumento della durata media della vita, le donne non vogliono più  accettare limitazioni, soprattutto all’intimità che desiderano vivere in modo più completo. L’obiettivo della rigenerazione intima è proprio quello di mantenere la funzionalità della sfera intima. Tra i punti focali troviamo l’idratazione dei tessuti che può essere ottenuta attraverso vari protocolli, sia iniettivi (con inoculazioni di acido ialuronico appositamente formulato) sia chirurgici tramite lipofilling.

Le cellule staminali contenute nel grasso autologo sono in grado di attivare la rigenerazione tissutale, restituendo idratazione e turgore. La purificazione delle cellule adipose è ottenuta attraverso uno specifico processo di  lavorazione che frammenta gli adipociti liberandone le caratteristiche rigenerative. 

 

Considerazioni e indicazioni terapeutiche 

Il trattamento di lipofilling consta di diverse sedute, il cui numero viene stabilito insieme al chirurgo in base ai casi. In genere, si consiglia di effettuare nuove applicazioni a distanza di 9-12 mesi dalla prima. Questo lasso di tempo può essere allungato proprio in grazia della rigenerazione cellulare attivata nei tessuti dagli adipociti purificati.

Naturalmente è possibile abbinare anche interventi di tipo estetico come la ricostruzione dei genitali esterni, soprattutto se la paziente desidera un ringiovanimento completo. 

Foto di Mikhail Nilov su Pexels

 


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La chirurgia estetica richiede attenzione e consapevolezza da parte di medico e paziente. Vi sono specifici indicazioni cliniche e consigli da elargire a chi si sottopone a un intervento. Senza trascurare gli aspetti psicologici dovuti all’ospedalizzazione e all’esito, cosa che è spesso più importante. In questo articolo voglio affrontare il tema parlandone con la giusta semplicità.

 

Prima della chirurgia estetica, un approccio sano

Parliamo degli aspetti fisici della preparazione. Sarebbe consigliabile, per chi ne ha l’abitudine, smettere di fumare almeno 2 settimane prima dell’operazione. In tal modo, l’afflusso di sangue ai capillari sarà migliore e la cicatrizzazione più efficace e veloce. L’astensione dal fumo aiuta a ridurre l’insorgenza di eventuali complicanze. Inoltre è importante elencare al medico l’eventuale assunzione di farmaci e di integratori vitaminici evitare di assumere farmaci in quanto possono essere controindicati. 

Nei 20 giorni precedenti all’intervento, consiglio di seguire un regime alimentare leggero ed equilibrato, evitando l’assunzione di alcool almeno dai 7 giorni prima di entrare in sala operatoria. Tutto questo al fine di ridurre i fattori di rischio anestesiologico quali il sovrappeso. 
Allo stesso modo è consigliabile l’astensione dal fumo per almeno 2 settimane, tenersi idratati, seguire una dieta leggera, evitare sforzi e l’esposizione al sole onde consentire una buona cicatrizzazione. In genere, dopo 7 giorni si può riprendere la vita di relazione e, trascorse in media 4 settimane, anche l’attività sportiva.

 

Gli aspetti psicologici pre e post intervento 

Anche e soprattutto l’anima e la mente devono essere pronti ad affrontare un intervento chirurgico. Per poter apprezzare i risultati finali dovrà passare qualche tempo, per cui è necessario avere pazienza e prendersi cura di sé.  Un buon esercizio può essere quello di proiettarsi mentalmente nelle nuove forme che si avranno, per abituarsi all’idea del cambiamento che verrà. 

Può essere utile anche fare sessioni di meditazione, yoga e training autogeno oppure, se lo si desidera, rivolgersi alle cure di uno psicoterapeuta. Anima e corpo insieme sono la nostra essenza e non c’è nulla di male nel cercare anche nella preparazione psicologica il supporto di un professionista. 

Foto di Lucas Pezeta su Pexels

 











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