mastopessi Archivi - Pagina 3 di 3 - Cristiano Biagi

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Con l’arrivo della bella stagione, molte donne hanno il desiderio di migliorare il proprio corpo magari con un nuovo seno che le faccia sentire a proprio agio. La mastoplastica additiva in estate può essere eseguita senza alcun timore né controindicazione. Nell’immaginario comune, l’estate è la stagione meno adatta per dedicarsi a procedure delicate ma nel caso degli interventi di chirurgia del seno non è così. Ogni donna può sottoporsi a un intervento di mastoplastica quando lo desidera, anche in piena estate. L’importante è seguire alcuni consigli e indicazioni per affrontarla al meglio.

Tengo a precisare che gli interventi di chirurgia estetica sono programmabili e quindi le pazienti più timorose potranno decidere di fissare l’operazione per l’inizio dell’estate. Molte prediligono la bella stagione perché offre la possibilità di dedicare del tempo a se stesse e di non avere pensieri in merito alla richiesta di permessi e giorni di malattia al lavoro.

 

Mastoplastica additiva: intervento e convalescenza estivi

 

La mastoplastica additiva, correttiva o riduttiva non hanno prescrizioni particolari durante l’estate, i tempi di recupero sono relativamente brevi per cui si può mettere da parte ogni paura. Bisogna però osservare una speciale attenzione durante la convalescenza. All’assiduo controllo post-operatorio, bisogna affiancare una particolare cautela nel trattamento degli esiti cicatriziali. La cura delle cicatrici deve essere seguita con costanza: fin dai primi giorni con l’attenta copertura delle stesse e, nel corso delle settimane, applicando creme e unguenti protettive consigliate dal chirurgo anche quando l’area è completamente coperta dagli indumenti. La pelle beneficerà dell’azione topica delle applicazioni e manterrà la propria elasticità. Naturalmente per le prime settimane non bisogna sottoporsi a stress fisici, né sollevare pesi.

Lo stesso discorso vale per la mastopessi e per gli interventi di chirurgia del seno in generale che sono molto gestibili, soprattutto nel post-operatorio. L’uso dei reggiseni specifici con finalità terapeutiche non comporta alcuna controindicazione nella stagione estiva.

Il consiglio che sento di dare a tutte le donne che desiderino affrontare la chirurgia del seno è posticipare la partenza per le vacanze di almeno 2-3 settimane. Questo, non solo per seguire la fase post operatoria ma anche per consentire un recupero più completo possibile e godersi le attività ricreative senza alcuna preoccupazione.

 

Quali sono gli interventi che possono attendere

 

Gli unici interventi in merito a cui ci sono più riserve sono: liposcultura, lifting del viso, blefaroplastica e rinoplastica. La liposcultura prevede l’utilizzo di una guaina contenitiva per almeno 30 giorni dopo l’intervento, con il caldo estivo sarebbe molto faticoso e fastidioso indossarla. Il lifting del viso richiede di non esporsi al sole per almeno 60 giorni dopo l’intervento, una condizione che non si concilia con l’estate. Inoltre, blefaroplastica e rinoplastica richiedono la protezione completa dal sole per un minimo di 30 giorni e l’utilizzo di creme ad alto SFP. In abbinata, si consiglia anche l’uso di cappelli e occhiali.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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La mastoplastica riduttiva è un intervento di chirurgia estetica che si effettua quando il seno è eccessivamente sviluppato e cadente. Senza dubbio è la soluzione ideale per casi di ipertrofia mammaria. Questa condizione può causare dolori al collo e alla schiena per il peso eccessivo, difficoltà nel praticare sport e disagio nell’indossare indumenti.

Molte pazienti che mi richiedono questo tipo di intervento hanno molte aspettative sull’esito finale. Si tratta di un protocollo a cui si ricorre per trattare un discomfort, oltre che l’aspetto estetico del seno. Il timore di non riconoscersi più nel proprio corpo spesso induce le pazienti più ritrose a tentennare. Come chirurgo etico oltre che estetico, consiglio di considerare l’intervento. Una donna serena è una donna in buona salute, che non deve aver paura di entrare in sintonia con il proprio corpo anche attraverso il recupero delle proporzioni armoniche del seno.

 

Quando si fa la mastoplastica riduttiva

La mastoplastica riduttiva è un intervento che punta all’eliminazione dell’eccesso. Si agisce a livello del solco mammario, rimuovendo le cellule adipose in eccesso e la cute e riducendo le dimensioni della ghiandola. Il nuovo volume del seno è deciso insieme alla paziente mantenendo un rapporto di proporzione con la fisicità che sia funzionale all’eliminazione di disturbi e discomfort. A questo protocollo si affianca spesso una mastopessi che ha il ruolo di risollevare il seno e di correggere dimensioni e posizionamento dell’areola e del capezzolo. I risultati sono permanenti e naturali, grazie anche alla scelta delle giuste protesi per il rimodellamento del seno che acquisisce un aspetto più armonioso. Le incisioni possono essere praticate intorno alla circonferenza dell’areola, in verticale e a forma d’ancora in base alla riduzione per lasciare cicatrici più lievi possibile.

 

Tempi di recupero

Come per gli altri interventi di chirurgia del seno, la mastoplastica riduttiva ha un tempo di recupero specifico. Si consiglia l’utilizzo di un reggiseno post-operatorio nei primi 30 giorni, di dormire in posizione supina e la ripresa graduale delle attività sociali, lavorative e sportive in base al grado di sforzo che richiedono. In linea di massima, per valutare il risultato finale dell’intervento è consigliabile attendere intorno ai 4 mesi, per poter dare alle mammelle la possibilità di assumere l’aspetto più stabile e naturale.

Foto di Madelin Berry su Pexels


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Nella chirurgia del seno, la scelta delle protesi mammarie è il primo passo per rimodellare il décolleté. Molte pazienti sembrano avere le idee confuse a riguardo, soprattutto sul risultato finale. La ricerca di un seno da copertina deve fare i conti con la fisicità di ogni donna che, a mio parere, dev’essere valorizzata nel modo più naturale e rispettoso possibile.

Il seno rappresenta uno dei punti cardine della percezione della femminilità, soprattutto per una donna che vuole e deve sentirsi a proprio agio con il suo corpo.

Gli interventi estetici di mastoplastica e di mastopessi devono molto del loro successo a una corretta scelta delle protesi mammarie.

 

Quanti tipi di protesi esistono?

 

Come tutti sanno, esistono tre tipi di protesi: rotonde, ergonomiche e anatomiche. Naturalmente, a seconda della scelta si otterranno risultati differenti. Ad esempio, le protesi rotonde sono utilizzate per aumentare il volume sulla parte superiore del seno. Sono molto richieste perché offrono un risultato più visibile.

Le protesi anatomiche consentono di ottenere un effetto più naturale perché consentono un riempimento e una proiezione della parte bassa della mammella, conferendo al seno una classica forma “a goccia”. La parte superiore del seno è meno evidenziata.

Infine, le protesi ergonomiche si discostano dalle prime due perché sono costituite da un gel più morbido che consente loro di seguire i movimenti della donna. In questo caso, anche quando la paziente si trova in posizione eretta tendono a collocarsi verso il basso offrendo un risultato estetico intermedio.

 

Come scegliere quella giusta

 

Personalmente, consiglio alle pazienti di perseguire un risultato che punti alla valorizzazione del corpo, senza eccessi. La forma e la tipologia di protesi varia a seconda della fisicità della donna. L’effetto naturale è da prediligere, soprattutto perché offre un risultato che salvaguarda le proporzioni. In questo caso, spesso si usano le protesi anatomiche oppure ergonomiche. Le più aggiornate sono caratterizzate da una superficie nanotesturizzata e da un sistema di fissazione chiamato true fixation. Grazie alla particolare struttura in microrilievi, risultano quasi lisce e questa caratteristica le rende più sicure, in quanto c’è una notevole riduzione del rischio di contrattura capsulare. Inoltre, il seno risulta morbidissimo al tatto. L’innovazione principale del sistema di fissazione consiste in due “tab” poste sulla superficie posteriore che appoggia sul torace, attraverso cui passano le suture. In tal modo, le protesi hanno una maggiore aderenza ai tessuti che ne impedisce la rotazione.

Un’altra peculiarità è la presenza di linee radioopache che consentono di verificare il loro posizionamento con una semplice mammografia.

 

C’è un seno per ogni stagione della vita

 

La chirurgia del seno è un percorso che accompagna una donna per tutto l’arco della vita. Le protesi non durano per sempre. Per quanto a lungo possa durare un impianto, è fondamentale monitorarne lo stato insieme al proprio chirurgo e valutarne la sostituzione quando necessario.

 

Foto di Marina Ryazantseva su Pexels











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