mastopessi Archivi - Pagina 2 di 3 - Cristiano Biagi

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La mastopessi consente di ottenere risultati permanenti nell’ambito dell’armonizzazione del seno, sia in termini di volumi che di forme. Consideriamo che spesso la mastopessi è eseguita in concomitanza con la mastoplastica additiva o riduttiva per riequilibrare l’aspetto generale delle mammelle. Ho avuto l’onore di accompagnare tante donne in questo percorso e oggi pubblico con piacere le parole di Eleonora, una paziente che riponeva tutte le proprie speranze di avere un seno all’altezza delle sue aspettative in quest’intervento. Dopo allattamenti e variazioni di peso, aveva iniziato a guardarsi allo specchio senza entusiasmo fino ad arrivare al punto di svolta: decidere di sottoporsi all’intervento.

“Grazie alla mastopessi, mi sento finalmente donna”

“La mia partenza non era delle migliori, allattamenti e variazioni di peso avevano svuotato il mio seno e mi sentivo in forte disagio. Quasi non riuscivo a specchiarmi senza perdere il sorriso. Sono bastati 10 minuti di visita con il dottore, scrupoloso ma anche attento ai miei desideri di risultato, e una volta fissato l’intervento ho finalmente realizzato il mio sogno. Sono entrata la mattina in clinica e uscita nel pomeriggio tranquillamente, 2/3 giorni di fastidio più per i drenaggi che per l’intervento, risolvibile con antidolorifico che ho smesso di prendere già dopo 3 giorni. Dopo un mese e mezzo ho un seno bellissimo, protesi già morbide e cicatrici dopo la round block perfette. Nel post operatorio sono stata seguita alla perfezione, grazie anche alla disponibilità di Natascia che ho assillato per ogni domanda possibile e lei prontamente mi ha sempre risposto con gentilezza e velocemente. Il dottore scrupolosissimo anche nelle visite dopo l’intervento. Non ho mai fatto scelta più giusta!”

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Ritrovare la serenità dopo l’intervento

L’atteggiamento determinato di Eleonora e la fiducia nei risultati ha consentito una reazione psicologica molto positiva che ha influito molto sul suo recupero. L’espressione sorridente di una paziente e la gioia che traspare dalle sue parole sono, come sempre, importantissime per un chirurgo che crede nella propria missione: portare alla luce la naturale bellezza di ogni donna.

Foto di Manuel Guillén Vega da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Pubblico sempre con piacere le storie delle pazienti che si sono affidate a me perché dietro ogni loro storia c’è un pezzo della mia esperienza umana e professionale. Alina e Cristina sono due donne che hanno ritrovato la serenità attraverso un intervento di chirurgia estetica. Un seno nuovo ha significato per loro molto più di un miglioramento estetico, si è trattato di un vero e proprio cambiamento di vita. 

 

Mastopessi e armonia: la storia di Alina 

“Ho scelto il dottor Biagi per  sottopormi finalmente a una mastopessi che tanto ho desiderato fare. Mi sono sentita subito a mio agio, ho sperimentato cosa vuol dire affidarsi alle cure di un chirurgo che sa ascoltarti e consigliarti il meglio. Che dire? Sono contentissima del risultato! Finalmente il mio seno è armonioso e proporzionato. Il ricovero è durato un solo giorno e non ho sofferto quasi per nulla i dolori post operatori e questo è merito solo del chirurgo e della sua equipe. Veramente soddisfatta!”

Mastoplastica additiva per ritrovare la serenità: la scelta di Cristina

“Le ragioni che mi hanno spinto a scegliere il trattamento di mastoplastica additiva, sono state molteplici ma al cento di tutto c’era il desiderio di piacersi di più, trovarsi maggiormente a proprio agio con il corpo rendendolo maggiormente armonioso con le proprie forme. La scelta del chirurgo non è stata casuale in quanto volevo trovare una persona che mi potesse seguire in tutto il percorso ma soprattutto che mi trasmettesse fiducia e che mi supportasse sempre. Sicuramente ero molto tesa, ma alla fine sono rimasta molto soddisfatta!”

Foto di Aleksey Bystrov su Pexels

 


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Le protesi sono elementi fondamentali nel percorso verso mastoplastica e mastopessi, tanto per il chirurgo quanto per la paziente. Per personale inclinazione sono molto scrupoloso nel consigliare l’impianto ottimale ad ogni paziente. In particolare credo che sia giusto compiere una scelta oculata ed equilibrata, affidandosi alle ultime tecnologie in tema di protesi mammarie. Ecco cosa consiglio alle pazienti che si accingono ad affrontare un intervento. 

Come scegliere le protesi 

Nella scelta della protesi ideale concorrono diversi fattori, occorre ricordare che la mastoplastica additiva e la mastopessi provocano una ridefinizione delle proporzioni tra il seno e il torace, inoltre il tipo di rimodellamento desiderato e il tipo di tessuti della paziente e la sua fisicità sono fattori che possono influenzare molto la scelta

In genere le protesi proiettano verso l’alto l’areola, soprattutto quelle di tipo anatomico esaltano lo slancio del profilo, ma sono consigliate per dare un effetto armonico ad un volume più importante, sicuramente non per dare pienezza ad un seno molto piccolo.

Maggiore è la grandezza dell’impianto mammario scelto e minore è l’influenza del tessuto originale del seno, inoltre è importante preservare l’equilibrio tra la forma scelta e il volume che si vuole aggiungere per avere un effetto naturale. 

L’esperienza con Joy Motiva 

Tra le protesi che spesso vengono scelte dalle mie pazienti e che hanno offerto risultati soddisfacenti ci sono sicuramente le protesi ergonomiche Joy Motiva. Ne ho parlato più diffusamente qui e visitando la sezione dedicata ai prima e dopo potrete apprezzarne le caratteristiche.

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Un intervento molto richiesto è senza dubbio il lifting del seno, ossia la mastopessi. Le cause di un aspetto cadente della mammella possono essere molteplici: in linea generale, il fenomeno della ptosi è connesso al passare degli anni. Con l’invecchiamento, i legamenti di Cooper, che hanno la funzione di “reggiseno naturale”, perdono tono e cedono alla forza di gravità determinando l’effetto di “caduta verso il basso”.

Se a questo si aggiungono drastici cambiamenti di peso o una o più gravidanze, la ptosi si accelera.

Molto spesso il seno cadente appare anche svuotato e con un fastidioso effetto di pelle in eccesso. Il protocollo più efficace è l’intervento chirurgico, in quanto il mantenimento di un peso forma o un’attività fisica concentrata nella regione pettorale non danno i risultati sperati.

Il processo di ptosi è fisiologico e i fattori genetici e individuali ne determinano il decorso. 

 

Quali sono i vantaggi del lifting del seno  

Ho parlato diffusamente della mastopessi e delle modalità operative anche qui . Oggi vorrei approfondire sui benefici che dà alle pazienti.

La mastopessi rialza e ridisegna la forma delle mammelle con vero e proprio effetto lifting. I tessuti mammari sono alleggeriti dall’eliminazione della cute in eccesso nella parte inferiore. Inoltre, la posizione del capezzolo e delle areole risulta rialzata con un effetto più armonico, in molti casi si ricorre al loro rimodellamento.

L’importante è che nel corso della prima visita chirurgica, la paziente indichi al chirurgo i propri desideri e le aspettative. Spesso a quest’intervento si abbina una mastoplastica additiva o un lipofilling per riequilibrare i volumi e dare un aspetto più pieno alla mammella. Nel caso in cui il seno sia già molto grande, si preferisce ridurlo. 

La figura risulta immediatamente più giovane e armonica. Basti pensare che il dolore è minimo o assente, perché il “lavoro chirurgico” si limita ad un rimodellamento dei tessuti superficiali, cioè pelle, grasso e ghiandola.

Negli interventi associati all’impianto retromuscolare di protesi, la paziente può avvertire un senso di fastidio o tensione pettorale, di breve durata, legato allo stress cui è stato sottoposto il muscolo. Nulla che non si possa controllare con comuni farmaci analgesici.

 

Come comportarsi dopo l’intervento? 

Come per tutti gli interventi chirurgici al seno, dopo la mastopessi bisognerà indossare uno specifico reggiseno sostenitivo per circa un mese, evitando bruschi movimenti con la parte alta del corpo e le braccia per circa 20 giorni. Una volta trascorso questo periodo e previa costante supervisione chirugica, la paziente potrà tornare a svolgere le proprie attività sportive. 

 

Foto di Jernej Graj su  Unsplash

 











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