medicina estetica Archivi - Pagina 9 di 14 - Cristiano Biagi

pexels-andrea-piacquadio-3764007-scaled-2-1200x1800.jpg

L’invecchiamento della pelle è un processo  irreversibile come lo scorrere del tempo, c’è di buono che possiamo ric0noscerne i segni che lo causano e combatterlo con i giusti trattamenti. Inizio col dire che tutto nasce dalla diminuzione della produzione di collagene, la proteina responsabile dell’elasticità dei tessuti. Questo processo inizia a verificarsi, più o meno lentamente a seconda della genetica, intorno ai 25 anni d’età per proseguire durante l’arco della vita. Vediamo cosa succede e come correre ai ripari. 

Invecchiamento e rughe: ecco le zone rivelatrici

Il viso è senz’altro la zona del corpo su cui i segni del tempo si notano in modo più evidente. Non mi riferisco ai segni d’espressione, quanto proprio alla perdita di tono ed elasticità più marcata che si manifesta nelle rughe profonde. In genere, le rughe naso-labiali e le palpebre leggermente raggrinzite possono essere un segnale che fa la propria comparsa anche dopo i 30 anni, seguito dalle rughe della zona perioculare e della marionetta che danno un aspetto triste e appesantito al viso. Inoltre, la perdita di luminosità della pelle conferisce un aspetto decisamente più anziano al volto.  Fortunatamente, la medicina estetica è una preziosa alleata che contribuisce a rallentare gli effetti dell’invecchiamento. Eseguire una biostimolazione durante il cambio di stagione, ad esempio, può aiutare a far recuperare un aspetto più luminoso e fresco alla pelle del viso. Inoltre, il giusto mix di utilizzo del botox e dell’acido ialuronico nei punti giusti aiuta ad ottenere un effetto naturale e un aspetto più giovanile. 

Consigli e indicazioni 

Non bisogna però pensare alla sola terapia a base di trattamenti iniettivi, anche l’effettuazione di un peeling al momento opportuno può aiutare a mantenere i risultati ottenuti. In più, con il resurfacing e le laserterapie è possibile riuscire a rallentare efficacemente lo scorrere delle lancette dell’orologio. Avere cura della propria pelle è importante, come lo è osservare uno stile di vita che contempli un’assunzione adeguata di vitamine del gruppo A, C ed E perché una pelle sana è una pelle più fresca e giovane. 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


pexels-engin-akyurt-1458248-scaled-2-1200x1800.jpg

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia rigenerativa che aiuta i tessuti a ricostruirsi tramite l’effetto dei fattori di crescita di derivazione piastrinica. Le piastrine sono naturalmente presenti nel nostro sangue e liberano sostanze in grado di riparare i tessuti del corpo umano quando vengono danneggiati. Le sue applicazioni sono utili e prive di rischi in quanto il plasma viene prelevato dal paziente e opportunamente trattato per poi essere iniettato. 

 

PRP e applicazioni dermatologiche comuni 

Il PRP è utilizzato con grande efficacia in dermatologia e viene applicato da solo o in sinergia con altre metodiche soprattutto se si parla di terapie contro l’invecchiamento cutaneo. Spesso rappresenta una soluzione efficace contro l’alopecia non cicatriziale o areata sia negli uomini che nelle donne. 

Il PRP stimola la produzione di collagene e di acido ialuronico che donano alla pelle un aspetto più tonico e giovanile senza alterare la morfologia dei tratti somatici. Talvolta, viene anche utilizzato come terapia contro la vitiligine, sebbene la sua efficacia non sia astata ancora provata scientificamente. L’iniezione avviene per via intradermica sui distretti corporei interessati. 

Quanto dura il PRP e quante sedute sono necessarie? 

Il numero di sedute necessarie varia caso per caso, a seconda delle applicazioni terapeutiche e delle aree da trattare.  L’azione riparatrice del PRP richiede comunque un certo lasso di tempo, i processi di riparazione non sono immediati. Di contro, è possibile sul medio periodo avere dei risultati soddisfacenti. In media, per un’applicazione dermatologica contro l’invecchiamento, l’effetto del PRP può giungere fino ai 18 mesi. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 


pexels-daniel-dan-7558834-scaled-2-1200x1800.jpg

Per dimagrimento localizzato si intende spesso la perdita di cellule adipose in aree circoscritte del corpo. Un fenomeno che può essere reso possible solo facendo ricorso alla chirurgia estetica in quanto gli adipociti, per loro stessa natura, non sono tutti uguali e si depositano in specifici punti del corpo in base ai soggetti. Con questo post voglio fare chiarezza sull’argomento e aiutare i pazienti ad orientarsi rispetto alle informazioni a cui si può accedere

Dimagrimento localizzato e lipolisi 

Come anticipavo, le cellule di grasso o adipociti tendono a depositarsi in alcuni distretti corporei specifici come addome, glutei e fianchi piuttosto che in altri. Questa tendenza varia da soggetto a soggetto, i fattori che ne condizionano l’esito sono principalmente legati al metabolismo, all’età, al genere, allo stile di vita e alla predisposizione genetica. Le cellule adipose sono dotate di recettori adrenergici di due tipi: alpha e beta. Gli adipociti di tipo beta risultano maggiormente sensibili all’azione lipolitica degli ormoni e quindi sono più predisposti a scomparire mediante la lipolisi. Questo processo metabolico consiste nello svuotamento dell’adipocita di parte degli acidi grassi in esso contenuti, rendendoli quindi disponibili al nostro organismo. I recettori alpha, invece sono più resistenti alla lipolisi e creano i fastidiosi accumuli. 

 

Trattamenti e protocolli consigliati. 

Accanto a una dieta equilibrata e la giusta attività fisica è possibile abbinare del trattamenti di medicina estetica quali le laserterapie come ultrashape o il lipodissolve  che possono avere un’azione mirata e indolore. Per i casi di accumuli adiposi più severi e diffusi difficili da risolvere con dieta e movimento fisico, è possibile ricorrere alla laserlipolisi o alla liposcultura in abbinata ad altri interventi di chirurgia estetica come l’addominoplastica in caso di grandi volumi.  

Foto di Daniel Dan su Pexels

 


pexels-cottonbro-4153188-1-scaled-3-1200x1800.jpg

L’epilazione laser è un trattamento sempre più richiesto dalle persone che vogliono risolvere l’inestetismo dei peli superflui in modo duraturo. Solitamente si consiglia di  effettuare i cicli di sedute durante l’autunno o l’inverno in quanto l’esposizione solare può danneggiare la pelle trattata. Vediamo come ci si prepara al trattamento. 

Come prepararsi all’epilazione laser

Prima di sottoporsi all’epilazione laser è fondamentale che la pelle non sia abbronzata in quanto la melanina colpita dal raggio potrebbe avere come risultante delle variazioni del pigmento della pelle.  Se non si prende questa precauzione, la pelle abbronzata trattata potrebbe coprirsi di aree depigmentate ossia le macchie chiare. Una buona idratazione ed esfoliazione della pelle può essere un valido aiuto per proteggere la cute da eventuali irritazioni e agevolare la normalizzazione della pelle dopo l’esposizione al laser. 

 

Indicazioni terapeutiche 

Di norma, sono occorrono più sedute, tra le 5 e le 7 sessioni, affinché i follicoli che possano arrivare alla fase di anagen ed essere esposti efficacemente all’azione del laser. Le zone del corpo da trattare possono essere le più disparate, inoltre per ridurre al minimo i fastidi, il laser è provvisto di un sistema di raffreddamento che rende il trattamento indolore. 
In alcuni casi sporadici la pelle potrà restare leggermente edematosa e arrossata che si risolve spontaneamente. Non sono necessarie cure particolari dopo il trattamento.

Foto di Cottonbro su Pexels

 


pexels-daniel-xavier-839633-1200x800.jpg

Il peeling è un trattamento estremamente efficace per migliorare l’aspetto della pelle, promuovendo la rigenerazione del tessuto epiteliale mediante esfoliazione. Questo protocollo infatti permette di rimuovere rimuovere non solo le cellule morte ma anche gli strati più superficiali della nostra pelle provocando un’accelerazione del ricambio cellulare. Ecco come si effettua e quali sono i suoi benefici effetti. 

Peeling: come agisce e perché fa bene alla pelle

Il peeling può essere effettuato in presenza di problematiche dermatologiche quali macchie cutanee, pelle asfittica e spenta, lievi esiti cicatriziali da acne. In genere, vengono miscelate o usate singolarmente delle sostanze acide quali l’acido glicolico, mandelico, lattico ecc. per ottenere un effetto rigenerante profondo per la pelle. L’azione degli acidi conferisce alla pelle un aspetto rigenerato e fresco, talvolta può accadere che nei giorni successivi all’applicazione la pelle possa presentare un’esfoliazione più o meno visibile. 

In alcuni casi può comparire anche un rossore localizzato, segno della risposta infiammatoria a livello dei vari strati della pelle. Questo meccanismo stimola la produzione di collagene ed elastina che conferiscono alla pelle un aspetto giovane e sano. I benefici non riguardano solo gli strati superficiali della pelle ma quelli che si trovano più in profondità grazie all’azione biostimolante

Dopo l’applicazione e il tempo di posa che varia a seconda dell’effetto che si desidera ottenere, il peeling viene rimosso e la pelle trattata con sostanze restitutive e idratanti 

Quando fare il peeling 

Sarebbe opportuno sottoporsi al peeling durante le stagioni fredde in quanto l’azione degli acidi sulla pelle può entrare in conflitto con l’esposizione solare. Vi sono però delle formulazioni specifiche che possono essere applicate anche duramente l’estate. Consiglio di effettuare il trattamento soprattutto durante i cambi di stagione proprio per promuovere la rinascita della pelle.

Foto di Daniel Xavier su Pexels

 











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





© Copyright 2026 – Cristiano Biagi