TadminA, Autore presso Cristiano Biagi - Pagina 7 di 59

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Nell’immaginario comune una donna con un seno florido e prosperoso è considerata più attraente. Le percezioni e i condizionamenti culturali lasciano però il tempo che trovano. Quando un seno è troppo grande, con una volumetria assai accentuata rispetto al resto del corpo, può causare diversi problemi e tensioni muscolari alla colonna vertebrale. Spesso, purtroppo, ai disturbi fisici si abbinano quelli psicologici come la sensazione di disagio nella percezione di sé e nella vita di relazione. La chirurgia estetica può aiutare efficacemente le donne che soffrono di ipertrofia mammaria con la mastoplastica riduttiva.

I benefici della mastoplastica riduttiva

Inizio con dire che tanto il volume quanto la forma del seno sono determinati geneticamente. Avere un seno troppo grande è dunque una caratteristica ereditaria e lo sviluppo eccessivo delle mammelle può essere trattato in modo efficace chirurgicamente. La mastoplastica riduttiva (di cui ho parlato anche qui) ridisegna e riproporziona il seno in tutta sicurezza, senza particolari controindicazioni ed è raccomandata in caso di cervico-dorsalgie e disturbi dermatologici dovuti al peso delle mammelle. L’intervento non inficia in alcun modo la capacità di allattare in quanto l’azione chirurgica non interferisce con la ghiandola residua, dotti galattofori e capezzoli. Inoltre, per la riduzione del tessuto, il rischio di tumore della mammella diminuisce.

Cicatrici e indicazioni terapeutiche

L’estensione delle cicatrici della mastoplastica riduttiva è legata a due fattori principali: la tecnica operatoria (periareolare, talvolta accompagnate da incisioni verticali e orizzontali) e importanza del volume ridotto. Più “cadente ” sarà il seno, più estese saranno le cicatrici. Naturalmente le incisioni saranno adeguatamente effettuate per consentirne l’assorbimento e nascondere e cicatrici il più possibile. Come è giusto, è importante curare le cicatrici postoperatorie con accorgimenti specifici da seguire dopo tutte le mastoplastiche e in alcuni casi con creme e cerotti speciali.

Foto di Cottonbro studio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La cura del corpo e le attenzioni che si dedicano alla propria persona aumentano durante l’estate. Il benessere psicofisico non va in vacanza e regalarsi dei trattamenti per la propria pelle può aiutare a sentirsi meglio. Oggi intendo approfondire il ruolo dei filler nella cura della pelle. Inizio col dire che durante  l’esposizione solare, la pelle subisce l’effetto infiammatorio dei raggi UV che causano il foto invecchiamento e riducono il tasso di idratazione presente nei tessuti. I filler, soprattutto a base di acido ialuronico, possono aiutare la pelle a restare compatta e idratata, attenuando l’effetto nocivo dei raggi solari. Naturalmente, non mi stancherò mai di raccomandarlo, bisogna sempre applicare una protezione solare con SPF alto, meglio se oltre 50.

Filler in estate: l’azione dell’acido ialuronico

L’acido ialuronico è una sostanza prodotta naturalmente dal corpo. Il suo ruolo consiste nel “catturare” le riserve di acqua presenti e veicolarle ai tessuti. La capacità di ritenzione e l’efficacia dell’acido ialuronico varia con il passare del tempo. Se a vent’anni si riesce ad avere un’idratazione ottimale, con il passare del tempo la sua capacità va a diminuire progressivamente e per questo motivo il filler può essere un valido aiuto in quanto integra, per un periodo limitato (6-12 mesi) le carenze, donando alla pelle un aspetto molto più sano e idratato. L’acido ialuronico ha il pregio di distendere e riempire le rughe, rinforzando al tempo stesso le difese della pelle contro il fotoinvecchiamento. Un validissimo aiuto anche in estate, dunque.

Consigli e indicazioni terapeutiche

Ogni trattamento ha delle specifiche cautele da considerare. Nel caso del filler in estate, è consigliabile evitare l’esposizione alla luce solare diretta dopo i primi 10-15 giorni dalla seduta. L’uso della protezione con filtro UV ad alto fattore è fortemete raccomandato.

Foto di Yan Krukau da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastopessi, come molti sapranno, è la procedura chirurgica ideale per risollevare e rimodellare un seno cadente. Le cause della ptosi mammaria possono essere molteplici come una repentina variazione di peso, allattamento o predisposizione ereditaria. Molte pazienti sono preoccupate dalla visibilità delle cicatrici, in questo articolo voglio rassicurarle e approfondire il tema, parlando più diffusamente delle tecniche chirurgiche che consentono di ridurre al minimo le cicatrici. Tengo a specificare che, in base alle caratteristiche dell’intervento, c’è una gestione differente dell’intervento e degli esiti cicatriziali.

Mastopessi, tutte le tecniche chirurgiche

In genere, quanto si effettua una mastopessi senza protesi, vi sono tre incisioni principali: periareolare (per ptosi da leggere a moderate), verticale (per eliminare eccessi cutanei e sollevare tessuti) e orizzontale (a T rovesciata per facilitare l’occultamento della cicatrice). Con la tecnica multiplane si può ottenere un sensibile sollevamento delle mammelle senza cicatrici in zone visibili con l’inserimento di una protesi, anche di dimensioni ridotte. Le incisioni multiplane sono praticate in punti interni nascosti che non esitano in cicatrici visibili. L’unico micro taglio è nella parte bassa del seno che serve per la collocazione della protesi. Per ottenere un risultato più naturale è consigliabile scegliere insieme al chirurgo la tipologia di protesi e la forma in base alla fisicità della paziente, evitando aumenti di volume eccessivi.

Cura delle cicatrici

Un intervento chirurgico attua una modificazione della struttura fisica dell’area tratta ma, grazie alla cura attenta e scrupolosa degli esiti cicatriziali, è possibile ridurre al minimo anche i più piccoli segni e farli progressivamente scomparire rendendo omogenea la pelle. L’applicazione di creme specifiche, l’attenzione nella protezione dall’esposizione solare e la cura quotidiana della pelle possono effettivamente aiutare la pelle a recuperare tono e uniformità.

Foto di Elizabeth Tarasova da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Abbronzatura perfetta. Un obiettivo comune a molte persone che amano il sole e desiderano un colorito più dorato e un aspetto più piacevole. Bisogna però ricordarsi che l’esposizione solare va affrontata con una preparazione adeguata per evitare inconvenienti e spiacevoli conseguenze. La medicina estetica fornisce molteplici soluzioni. Accanto agli irrinunciabili peeling estivi, è importante rivitalizzare i tessuti con il giusto apporto di idratazione. Ecco quali sono i consigli e i trattamenti consigliati per avere una pelle sempre sana e bella, anche in estate.

Biostimolazione e abbronzatura

Consiglio spesso di effettuare un trattamento di biostimolazione qualche settimana prima di un’intensa esposizione solare. le sostanze che entrano in gioco in questo trattamento iniettivo, come vitamine e acido ialuronico, contribuiscono a rendere la pelle visibilmente più idratata, affinandone la grana e proteggendola dagli effetti del fotoinvecchiamento. Inoltre, sarà possibile ottenere una distensione delle rughe e un maggiore tono  e compattezza dei tessuti. Per beneficiare più a lungo degli effetti del trattamento, in base all’esigenza e alle condizioni del paziente, sarebbe consigliabile effettuare un ciclo di più sedute. Naturalmente, bisogna tenere conto del fatto che l’uso della protezione solare con SFP idoneo e filtro UVA/UVB resta importante in ogni occasione di esposizione solare, anche in città.

Alimentazione e integratori per l’abbronzatura

Una pelle sana deve molto anche all’alimentazione ella corretta idratazione: bere molto e introdurre nella propria dieta frutta e verdura contribuisce a rendere l’epidermide più luminosa. Se lo si desidera è possibile assumere degli integratori che aiutino a ottenere un’abbronzatura più uniforme, stimolando la produzione di melanina e arginando gli effetti dell’infiammazione provocata dai raggi UV. È importante in ogni caso ricordare che i filtri solari devono essere sempre applicati.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Ogni persona desidera sentirsi bene con se stessa, sia livello fisico che a livello psicologico, soprattutto quando di tratta di ridefinire il rapporto con la propria immagine corporea. In molti casi, grazie alla mia esperienza, la chirurgia estetica ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento di quest’obiettivo. Migliorare la propria forma fisica e decidere di affidarsi a un professionista sanitario per farlo, richiede un profondo dialogo con se stessi. In questo articolo, esploreremo il connubio tra benessere psicofisico e chirurgia estetica, sottolineando come tale approccio possa essere un percorso verso una maggiore armonia personale.

Il ruolo della chirurgia estetica

La chirurgia estetica può essere una soluzione efficace per risolvere conflitti e inquietudini riguardo a imperfezioni del viso o del corpo che possono influenzare negativamente l’autostima e la qualità di vita del paziente. Un nuovo seno, un corpo più snello e armonico in molti casi sono più di un’esigenza puramente velleitaria e aiutano il conseguimento di una maggiore armonia personale. Ricordiamo sempre che il benessere psicofisico si basa sulla consapevolezza che mente e corpo sono strettamente interconnessi. Quando ci sentiamo bene mentalmente, siamo più motivati a prenderci cura del nostro corpo. Allo stesso modo, un corpo che si sente in salute e soddisfatto può contribuire positivamente al nostro equilibrio emotivo.

Speranze e aspettative realistiche

Naturalmente, in tutto ci vuole equilibrio. La chirurgia estetica non è la bacchetta magica per tutti i problemi di autostima o immagine corporea. È importante avere aspettative realistiche riguardo i risultati e comprendere che i protocolli chirurgici possono migliorare l’aspetto fisico, ma non affrontare questioni psicologiche profonde. In casi molto delicati, è consigliabile abbinare all’ascolto del proprio chirurgo anche una consulenza psicologica propedeutica all’ingresso in sala operatoria.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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