TadminA, Autore presso Cristiano Biagi - Pagina 6 di 59

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La mastoplastica addittiva è più di un intervento di chirurgia estetica, per molte pazienti con un seno piccolo o non corrispondente alle proprie aspettative è il modo più semplice per ritrovare il proprio benessere psicofisico e scrivere una nuova pagina della vita. Quella di una donna più sicura di sé, libera di piacersi e di sentirsi a proprio agio con il suo corpo. La storia di Monica, una paziente da sempre insoddisfatta dal volume del proprio seno, è emblematica di questo genere di situazione. La sua testimonianza può essere d’aiuto a tutte le donne che hanno il medesimo desiderio.

“La mastoplastica additiva che mi ha insegnato a piacermi”

La mastoplastica additiva è stata per Monica come un desiderio che si avvera: “Il mio era quello di guardarmi allo specchio e osservare il seno piuttosto che evitarlo o coprirlo subito uscendo dalla doccia, era quello di stare a contatto con mio marito senza tenere il reggiseno e la maglia durante la nostra intimità, era quello di non girare più infiniti negozi per trovare un costume adatto, era quello di piacermi ed essere a mio agio con il mio corpo.” Un’esigenza che nasce ha radici profonde, fin dall’adolescenza e la prima giovinezza: “Avevo 16 anni quando ho iniziato a desiderare un seno per non sentirmi esclamare “tavola da surf” e oggi ho 39 anni e finalmente il mio sogno si è avverato.”

“Sono passati quasi 2 mesi ma sono già super soddisfatta del seno che il Dott. Biagi è riuscito a donarmi. Ha ascoltato, compreso, rispettato ed accolto la mia necessità, ha eseguito un’operazione fantastica nella quale ho avuto una ripresa velocissima e durante tutto il post-operazione sono stata rassicurata e rincuorata spesso da Natascia. Non solo il mio fisico, ma soprattutto il mio cuore e la mia mente ringraziano!”

Oltre i timori, con fiducia

Ringrazio dal profondo del cuore Monica e tutte le pazienti che si sono affidate a me e alla mia équipe, la loro fiducia è una grande responsabilità che dà alla mia missione una forza maggiore: esaltare la naturale bellezza delle donne. Quella che le rende più serene e sicure di raggiungere il completo benessere.

Foto di Vinicius Wiesenhofer da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Contrattura capsulare“. Il solo sentire pronunciare queste parole fa correre un brivido lungo la schiena di tutte le pazienti che vorrebbero sottoporsi a una mastoplastica additiva. Durante la mia esperienza ho incontrato alcune pazienti che si erano rivolte a me per risolvere questo problema, subentrato dopo un impianto protesico non riuscito. Tengo a precisare che è possibile ovviare a questa complicanza osservando un approccio molto scrupoloso durante la prima visita e consigliando al meglio la paziente. Rifarsi il seno dovrebbe regalare nuove speranze e nuovi sogni senza ombre. e per questo motivo è molto importante la fase preliminare all’intervento.

Questione di scelta e di tecniche operatorie

Fortunatamente, con le protesi di ultima generazione è sempre più difficile incorrere in casi di contrattura capsulare da rottura degli impianti, tuttavia è saggio mantenere un certo equilibrio nella scelta della protesi. Soprattutto in fatto di mastoplastica additiva, non bisogna eccedere con l’aumento dei volumi per scongiurare qualsiasi rischio. Quanto a tecnica operatoria, sarebbe preferibile adottare una scelta di impianto sottomuscolare per una maggiore sicurezza. È importante prendersi cura di se stesse anche dopo l’intervento evitando di fumare nelle due settimane successive all’intervento e massaggiare le protesi per i primi 30 giorni per una decina di minuti due volte al giorno. In tal modo si può prevenire la complicanza e persino curarla nello stadio iniziale. Inoltre, è buona norma non compiere sforzi fisici e indossare il reggiseno postoperatorio per tutto il tempo prescritto, evitando di frequentare luoghi ad alta concentrazione batterica come saune e piscine rispettando i tempi di ripresa.

Oltre le indicazioni terapeutiche

Se molto nasce dalle scelte relative al professionista sanitario, alle protesi e al seguire le indicazioni terapeutiche, è anche vero che una predisposizione serena e consapevole all’intervento chirurgico aiuta ogni paziente ad affrontare tutte le fasi di recupero al meglio.

Foto di Carlos Santiago da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastoplastica riduttiva è la soluzione ideale per le donne che vivono con disagio il volume e l’aspetto del seno. Mentre molte ambiscono ad avere un decolletè più generoso, vi sono anche pazienti che arrivano a sviluppare veri e propri complessi, rifiutandosi di indossare un costume da bagno a causa di un seno troppo grande. Senza contare che un seno troppo grande tende a portare disturbi muscolari. Condivido con gioia l’esperienza di Sara, una paziente che ha deciso di effettuare questo intervento per ritrovare finalmente la propria serenità.

“Finalmente un seno piccolino, contenuto e sollevato”

“A gennaio 2023 ho subìto un intervento di mastoplastica riduttiva con tecnica Torek. A parte la gentilezza e la professionalità, il Dottor Biagi è una persona chiara nelle spiegazioni, competente e molto disponibile. Il mio seno era ormai troppo grande, cadente e senza una forma ben precisa ma ora posso ritenermi più che soddisfatta del lavoro svolto. Ho finalmente un seno piccolino, contenuto e sollevato. L’intervento è andato benissimo come anche il post operatorio, leggermente doloroso ma gestibilissimo e che tutt’ora sta proseguendo bene. Sia io che il Dottore siamo molto soddisfatti del risultato. Sono stata ricoverata nella struttura di Padova dove ringrazio tutte le infermiere per essersi prese cura di me durante la nottata non poco turbolenta. Ottima struttura e personale qualificato. Vorrei dire due parole anche per Natascia che è stata meravigliosa. Disponibile fin dalla prima visita, sempre pronta a dare supporto. Persona speciale, molto empatica e simpatica.”

Il giusto supporto

Stare vicino alla paziente, ascoltarla e comprendere le profonde ragioni che spingono una donna a rivolgersi alla chirurgia estetica è fondamentale nel mio lavoro e sono lieto che testimonianze come questa possano aiutare le donne più timorose a concedersi un’opportunità.

Foto di Narishsltnv da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La chirurgia estetica in età avanzata suscita un acceso dibattito etico e terapeutico che coinvolge professionisti sanitari, pazienti e opinione pubblica. Mentre molti guardano a questa tematica con sufficienza, attribuendo alla chirurgia estetica una connotazione frivola, credo invece che il discorso meriti un giusto approfondimento. Le persone che si rivolgono al bisturi dopo i 70 anni non sono solo alla ricerca di una nuova freschezza ma chiedono di poter vivere la vita, che si è per fortuna allungata, senza disagi e compromessi. La chirurgia estetica aiuta a superare anche problematiche funzionali che, con l’avanzare dell’età, rendono la vita quotidiana più complicata. Basti pensare alla sfera quotidiana, come i disagi generati dalle patologie che necessitano di una blefaroplastica oppure alla chirurgia intima che aiuta gli uomini e le donne a ridurre considerevolmente le conseguenze di menopausa e andropausa.

Gli interventi più richiesti

Tengo a chiarire che, come è giuro, tra uomini e donne ci sono esigenze differenti entrambe con un tratto comune: il desiderio di recupero del tono tissutale, con la riduzione di rughe profonde. Molte persone, attente alla cura del viso, privilegiano il lifting. Le donne spesso richiedono una riduzione del seno in quanto spesso è associato alla giovinezza, in metta inversione di tendenza rispetto all’aumento del seno richiesto dalle più giovani. Anche gli uomini fanno attenzione al petto e richiedono il trattamento della ginecomastia, spesso causata da fattori ereditari, importanti aumenti di peso e ptosi. Gli accumuli di adipe vengono risolti con una liposcultura che dia, proporzionalmente all’età, un effetto snellente armonico che conferisca alla figura un aspetto armonico.

Un approccio più consapevole

Le pazienti e i pazienti che ricorrono alla chirurgia estetica in età avanzata richiedono un tangibile miglioramento del proprio aspetto, senza la pretesa di far tornare indietro il tempo troppo bruscamente. Il desiderio di sentirsi in forma è pienamente realizzato, con un approccio più maturo e consapevole.

Foto di Mikhail Nihlov da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Le macchie solari sono spesso un cruccio per molte pazienti, soprattutto nel periodo estivo. Inizio col dire che l’esposizione al sole non va demonizzata, al contrario può essere amica della pelle e delle ossa in quanto contribuisce ad aumentare le riserve di vitamina D, indispensabili per il corretto funzionamento del nostro sistema immunitario. Purtroppo però, i raggi del sole con un’esposizione eccessiva sono anche causa di fotoinvecchiamento, in particolare gli UV innescano un processo infiammatorio che, alla lunga, danneggia la pelle con la comparsa di macchie e rughe.

I benefici della medicina estetica nel trattamento delle macchie solari

Le soluzioni terapeutiche per curare le macchie solari sono strettamente legate appunto alla causa che le ha generate. In base all’estensione e alla profondità della macchia è possibile affidarsi sia ai peeling chimici tradizionali, come il TCA, che alla luce pulsata ad alta energia (ideale per le macchie delle mani e del decolleté), oppure usare il laser. Tra le laserterapie più efficaci è possibile usare il laser Q-Switched per la cura delle macchie profonde o il laser CO2 per le macchie “in rilievo”. Naturalmente, a seconda dei casi, è possibile combinare le varie terapie. i inoltre possibile combinare le varie terapie, in tempi differenti. Se correttamente eseguite, queste procedure sono assolutamente sicure e molto efficaci per la risoluzione dell’inestetismo.

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Consigli e indicazioni

La terapia pre e post trattamento e la cura della pelle saranno fondamentali. Nella fase preparatoria è fondamentale applicare lozioni leviganti specifiche sia proteggerla dai raggi UV con l’uso di una crema a SFP elevato. Nella fase successiva, è consigliabile proteggere la pelle da eventuali arrossamenti con prodotti ad hoc e controllare l’esposizione al sole, evitando, per quanto possibile, l’esposizione alla luce diretta.

Foto di Anna Nekrashevich da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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