chirurgia estetica Archivi - Pagina 8 di 12 - Cristiano Biagi

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Tante voci, molta confusione, troppa disinformazione. Sono fermamente intenzionato a rassicurare tutte le donne con questo articolo circa i controlli e la prevenzione dopo l’impianto di protesi mammarie.

Sul web e nella convinzione di molti c’è il dubbio che questi dispositivi provochino il cancro al seno. Niente di più falso. vediamo insieme perché. 

Protesi mammarie e cancro al seno

 

Secondo le statistiche pubblicate dal Ministero dell Salute nel 2020, il linfoma anaplastico a grandi cellule, correlato all’impianto di protesi mammarie ha un’incidenza dello 0,0046%.

In altre parole, si è manifestato in 4,6 casi su un campione di 100.000 pazienti che hanno effettuato un intervento con impianto di protesi. Si può pertanto affermare che si tratta di una patologia estremamente rara, al netto delle oscillazioni su base annua rispetto ai dati.

Le protesi sono dispositivi sanitari sicuri, sempre sotto la lente di ingrandimento di ricerche e studi scientifici volti ad aumentarne in modo ulteriore la sicurezza e la biocompatibilità. Inoltre è importante precisare che non vi sono evidenze scientifiche della correlazione tra patologie tumorali e l’utilizzo di protesi mammarie.

Al contrario, spesso vengono impiegate nella mastoplastica ricostruttiva talvolta in combinazione o in sostituzione del lipofilling

 

Quando fare i controlli delle protesi mammarie

 

La prevenzione viene prima di tutto. Tutte le donne che hanno effettuato un impianto devono effettuare i controlli di routine per la sicurezza della propria salute. Le protesi di ultima generazione sono assolutamente compatibili con l’effettuazione degli esami di prevenzione. Tengo a specificare che c’è un modo molto specifico per individuare il  linfoma anaplastico a grandi cellule: i sintomi.

Il segno più evidente e chiaro è si manifesta in media 7 anni dopo l’intervento e  presenta un evidente rigonfiamento del seno.

Questo sintomo è noto come sieroma tardivo freddo. Naturalmente, nel caso consiglio di mettersi in contatto con il proprio chirurgo per valutare l’espianto che mette in sicurezza il seno senza bisogno di sottoporsi ad altre terapie. 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Il benessere psicofisico delle pazienti mi sta molto a cuore. Soprattutto quando un nuovo seno riesce a donare a una donna una percezione di sé più vicina ai propri desideri. Sono molto felice di raccogliere e pubblicare le parole di Nadia che raccontano del suo nuovo modo di sentirsi, in seguito alla mastopessi additiva. 

Mastopessi additiva per sentirsi nuovamente bella  

 

“Mi sono avvicinata alla chirurgia estetica quasi per caso, dopo aver deciso di ripartire da me in seguito a un lungo periodo di vicissitudini familiari. Mi sentivo assolutamente a disagio col mio seno ed ero arrivata addirittura a detestare il mare e le occasioni mondane.  Nonostante l’inevitabile ansia mista a trepidazione, seguendo le preziose indicazioni del dottore ho potuto affrontare il mio percorso di rinascita (sia pre che post intervento) con serenità e positività. Ora posso affermare con sicurezza che mi sento completa e assolutamente in armonia col mio corpo. Affidatevi sempre a professionisti che vi ispirano fiducia e serietà e non abbiate paura di migliorarvi sempre, perché affidandovi a professionisti fantastici sarete guidati al meglio in ogni momento. “

 

Parole di speranza 

Riuscire a riconciliarsi con la propria femminilità in seguito a un intervento chirurgico è un percorso che segna profondamente una donna. Riesce a darle nuova speranza e l’aiuta a guardare con fiducia al futuro. Per questo motivo non mi stancherò mai di ripetere alle pazienti che l’importante è saper ascoltare se stesse, trovando nel profondo le vere motivazioni che spingono a ricercare il cambiamento. Come ha fatto Nadia che, con coraggio, ha preso in mano il proprio destino. 

 

 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Quando si parla di viso molte donne mi chiedono di fermare il tempo. Naturalmente non ho questo potere, l’invecchiamento è un processo fisiologico che però può essere rallentato. La tecnica operativa che consente di ottenere risultati senz’altro soddisfacenti è il deep-plane. Si tratta di un lifting che agisce a livello dei tessuti più profondi del volto riposizionandoli in modo da avere un aspetto molto più giovanile.

Cos’è e come si esegue il deep plane 

 

Nel lifting deep plane la trazione viene effettuata sui tessuti muscolari sotto la cute. Le fasce muscolari tendono a “spingere verso l’alto” la pelle a cui sono collegate per cui i tessuti si riposizionano riducendo la ptosi, i solchi e le tanto odiate rughe. Riportando i muscoli a un posizionamento tipico di un’età più giovanile, si ottiene un risultato molto naturale ed armonico.

L’intervento si effettua in anestesia generale. Gli esiti cicatriziali sono praticamente minimi e invisibili perché le incisioni si praticano intorno al cuoio capelluto scorrendone tutti i margini fino a giungere dietro l’orecchio. Seguendo questo percorso, è possibile riposizionare i tessuti non solo del viso ma anche del collo, definendo la mandibola e conferendo all’area interessata un effetto snellente molto efficace.  

Quando fare il lifting deep-plane?

Per un risultato più naturale, consiglio di sottoporsi al lifting deep plane nella fascia d’eta che va tra i 45 e i 60 anni. In questo modo l’effetto risulterà piacevolmente armonico e lontano da qualsiasi artificio. Come è naturale, il tempo continuerà a trascorrere interessando la tenuta dei tessuti ma il punto di partenza sarà spostato all’indietro di diversi anni con un vantaggio notevole. 

Un intervento sicuro

Questo protocollo offre un risultato naturale e riduce al minimo i rischi di complicanze post-operatorie.  Si tratta di una procedura sicura, ormai consolidata e applicata con pieno successo in moltissimi casi. Tengo a precisare che il deep plane offre molti vantaggi perché offre una panoramica su tutta la regione maxillo facciale, preservando i nervi da ogni trauma. 

Il risultato? Una convalescenza con minore incidenza di ecchimosi e gonfiori. Inoltre, dopo l’intervento ogni paziente deve portare per circa una settimana una guaina compressiva, da abbinare a una terapia farmacologica a base di antibiotici e anti-infiammatori.

 

Foto di Pikx By Panther su Pexels

 


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La mia professione mi consente di conoscere molte persone ed esperienze diverse. Tengo molto a raccontare quest’esperienza legata alla chirurgia del volto. Si tratta della storia di Gaia e del suo percorso verso la riscoperta di sé. La paziente si è lasciata alle spalle lo spettro dell’anoressia e, in seguito a un percorso di recupero del peso, non era pienamente serena e soddisfatta della forma del proprio viso. Ecco le sue parole: 

Una bichectomia per dare un volto al futuro

 

“A causa di un repentino aumento di peso richiesto dal percorso post anoressia(fatto un paio d’anni fa), il mio volto aveva accumulato adipe in maniera anomala rispetto alla mia conformazione normopeso. Ho eseguito una bichectomia con liposuzione al mento e contorno mandibolare.

Finalmente mi riconosco…era il tassello mancante per tornare a piacermi e ricominciare!”

Assottigliare la forma del suo viso e restituire un volto al suo futuro mi ha dato la grande opportunità di comprendere quanto sia importante l’ascolto delle pazienti. Uno sguardo, una parola che trema e un desiderio di rinascere che sono più forti di ogni cosa, hanno portato Giada ad affidarsi senza timore all’intervento. Guardarla sorridere e vedere brillare i suoi occhi di gioia dopo l’operazione, da dato ancora più forza alle mie convinzioni. 

Non è mai troppo tardi 

 

L’importante è ascoltare se stessi e lasciar parlare il proprio cuore. Come chirurgo ho il privilegio di accompagnare ogni donna in questo percorso in qualsiasi stagione della vita. Non è mai troppo tardi per guardarsi allo specchio e decidere che è arrivata l’ora di sorridere alla propria immagine, avvicinandola a ciò che si desidera. 

 

Foto di Mateus Souza su Pexels

 


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Molte persone che decidono di approcciare alla chirurgia estetica vedono il chirurgo come una sorta di mago. Una persona capace di far scomparire tutto ciò che crea disagio con il proprio aspetto. Mi spiace deludere le aspettative di molti pazienti ma non è esattamente così. Il chirurgo estetico è un professionista sanitario che utilizza le proprie competenze per il miglioramento dell’aspetto fisico dei pazienti. Persegue il benessere dei propri pazienti perché un corpo in cui ci si sente a proprio agio rende una persona più serena.  

Chirurgo plastico e chirurgo estetico: analogie e differenze

Molti pensano che il chirurgo estetico sia sinonimo di chirurgo plastico ma non è proprio così. Entrambi sono professionisti sanitari che aiutano a ricostruire e a correggere lesioni che influiscono sull’aspetto esteriore delle persone. Mentre il chirurgo plastico ripristina attraverso il bisturi la funzionalità di organi o apparati alterati nella morfologia, il chirurgo estetico modifica e migliora, alcune aree del corpo umano attraverso interventi chirurgici mirati.
Spesso le due figure si fondono, infatti spesso i chirurghi estetici che hanno avuto esperienze di chirurgia plastica sono molto attenti soprattutto agli interventi ricostruttivi e al loro impatto sulla psiche del paziente. 

Un altro aspetto importante è quello della prevenzione. Spesso il chirurgo estetico attua protocolli di prevenzione in ottica estetica, basti pensare ai trattamenti per rallentare il fisiologico processo di invecchiamento cutaneo. 

Chirurgia estetica ed etica: un approccio consapevole

 

La più grande responsabilità di un chirurgo estetico è proprio nel consigliare, ascoltare e sostenere i pazienti lungo tutto il percorso terapeutico. Agire con consapevolezza e rispetto è fondamentale per affrontare i protocolli con la dovuta cautela. Entrare in sala operatoria deve essere una scelta ponderata, che nasce da una profonda esigenza senza seguire i capricci delle mode o canoni di bellezza irreali. Sono sempre stato convinto che ogni persona abbia il proprio fascino e che la mia missione sia quella di aiutare questa bellezza ad emergere, lasciando dietro malesseri e disturbi che ledono la serenità. 

 

Foto di Karolina Grabowska su Pexels

 











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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