chirurgia estetica Archivi - Pagina 9 di 12 - Cristiano Biagi

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Orecchie grandi, piccole, a sventola e così via. Hanno una grande importanza nella definizione delle linee del viso e se ben armonizzate possono regalare un aspetto piacevole.

L’ otoplastica è l’intervento che consente di modificare la forma, la dimensione e l’ attaccatura delle orecchie, migliorando l’armonia del viso e influendo moltissimo sulla serenità psicologica l’autostima di ogni paziente che la richiede.

Quando è necessaria l’otoplastica

 

Questa procedura consente non solo di regalare nuova armonia al viso ma anche di riposizionare e rimodellare le orecchie gravemente malformate e di correggere anche i difetti post traumatici dei padiglioni auricolari.

Si tratta di un intervento indicato, a partire dai 7 anni d’età, in tutti i casi in cui le orecchie costituiscono un elemento di disagio e in presenza di imperfezioni o protuberanze. Si agisce sulla cartilagine delle orecchie che viene rimodellata, ricreando l’aspetto di un orecchio normale inoltre  il padiglione auricolare viene “riavvicinato” al cranio.

In alcuni casi è possibile ridurre le dimensioni dei lobi oppure correggere il così detto “lobo bifido” spesso provocato dall’uso di orecchini troppo pesanti. In queste circostanze, il foro sul lobo si presenta troppo ampio o addirittura appare diviso in due.

L’otoplastica è molto sicura. Viene spesso praticata in giovanissima età, per favorire un maggiore sviluppo dell’autostima nei bambini che possono avere problemi relazionali con i coetanei.

 

Precauzioni e indicazioni terapeutiche

L’intervento non ha alcuna ripercussione sull’udito, viene eseguito in anestesia locale, dura circa un ora, è indolore e termina con una fasciatura leggera, mantenuta per pochi giorni. Le cicatrici restano nascoste dietro l’orecchio, a livello dell’attaccatura.

I profili laterali del volto risultano più armoniosi fra di loro; l’orecchio appare più aderente alla testa. I risultati sono definitivi, molto soddisfacenti e sono già visibili dopo poche settimane, quando le orecchie tornano ad essere morbide ed elastiche come prima.

Foto di Agung Pandit Wiguna su Pexels

 


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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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Accompagnare le donne nel viaggio verso i loro desideri di bellezza è la mia missione. La cosa che mi rende più felice è vivere insieme a loro questo importante percorso. Trovo che sia giusto lasciare alle pazienti la parola, lasciando che esprimano le proprie emozioni. Da ognuna di esse ho ricevuto l’opportunità di dare nuova linfa al loro modo di percepire il rapporto con il proprio corpo attraverso la mastoplastica additiva . Pubblico le loro testimonianze con piacere, affinché tutte le donne possano comprendere che non è mai troppo tardi. Grazie ad Alessia ed Elisa!

 

La storia di Alessia: “Realizzare un sogno dopo tanti anni”

 

Ho deciso di farlo a 37 anni, da donna adulta, è stata una scelta ponderata. Ho affidato il mio sogno al Dottor Biagi, mi ha subito dato sicurezza, fiducia, competenza. Operata a giugno 2020, post operatorio senza problemi, qualche doloretto i primi giorni, poi tutto in discesa. Avevo chiesto un seno naturale e naturale è, chi non mi conosceva prima non pensa sia un seno rifatto. Rifarei questa scelta mille volte, mi sono regalata una forma che non avevo, quel tassello mancante. Grazie al dottore e alla sua segretaria!”

 

Le parole di Elisa: “Ripartire da me, per risentirmi di nuovo donna”

 

Erano anni che non riuscivo più ad accettarmi. Da tempo dentro al mondo del fitness con allenamenti e alimentazione sempre più di alto livello, ero passata dall’avere una terza di seno, al non avere più nulla. Un corpo tonico, un gluteo tondo, un corpo femminile in tutto. Poi guardavo la parte alta e tutta la femminilità svaniva. Fino all’ultimo anno, nel quale non volevo più nemmeno togliermi la maglietta dalla vergogna. Credo che la chirurgia estetica possa aiutare molto le persone a ritrovare sé stesse, per sentirsi belle e a proprio agio. Un intervento che personalmente mi ha cambiato davvero la vita. Le lacrime che ho versato dall’emozione non le dimenticherò mai. Consiglio a tutte le donne che stanno soffrendo come ho sofferto io, di fare la mastoplastica additiva se possibile. Amatevi. E fatevelo questo regalo, perché ve lo meritate. Da una donna, col cuore.”

 

Foto di Magda Ehlers su Pexels

 


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“Dottore, dopo la mastoplastica additiva posso tornare in palestra?”. “La preparazione atletica può creare problemi?”. Queste sono solo alcune delle domande che le pazienti mi pongono prima e dopo l’intervento di mastoplastica additiva circa la ripresa delle attività sportive. Con questo post voglio fare chiarezza e rassicurare tutte le donne che hanno mille dubbi in proposito. Un seno trattato con mastoplastica additiva ha bisogno della stessa protezione di un seno che è stato sottoposto a nessuna operazione. Le ghiandole e i tessuti mammari devono essere comunque salvaguardati da forti urti e traumi che possano comprometterne la funzionalità.

 

Equilibrio e buonsenso

 

Le discipline sportive hanno un differente carico sui pettorali a seconda che si tratti di nuoto, pallavolo, bodybuilding o di yoga e pilates. Le attività aerobiche ad alto sforzo che richiedono un impegno della muscolatura pettorale dovrebbero essere praticate a un intervallo di almeno 8 settimane dall’intervento. In tal modo, il risveglio muscolare sarà graduale e il seno si abituerà gradatamente ai carichi di sforzo.

Non vi sono prescrizioni particolari rispetto ai tipi di sport da praticare, anche perché le protesi di ultima generazione sono state pensate per resistere a sollecitazioni forti. Inoltre, credo sia giusto specificare che, in linea di massima, sia le protesi anatomiche che quelle rotonde possono sostenere adeguatamente l’attività sportiva. Un altro importante mito da sfatare è il posizionamento delle protesi: molti sostengono che la collocazione sottoghiandolare sia la soluzione migliore ma non è sempre così. Non tutte le pazienti hanno una quantità di tessuto ghiandolare che consenta questo tipo d’impianto preservando un effetto naturale. Per questo motivo si predilige il posizionamento sottomuscolare, parziale o totale, che meglio si adatta alle esigenze sportive delle pazienti.

Agonismo e mastoplastica additiva

 

Le donne che praticano sport a livello agonistico hanno uno sviluppo muscolare differente rispetto alle altre. L’intensa attività muscolare tende a incrementare la crescita di alcune parti anatomiche, le spalle ad esempio, le braccia e le gambe rispetto al seno che tendenzialmente resta uguale. Nelle sportive la mastoplastica additiva può aiutare ad armonizzare il corpo, regalando al seno una proporzione coerente con il resto del corpo.

Foto di Nathan Cowley su Pexels

 


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Gli accumuli adiposi su cosce e glutei hanno una soluzione: il lifting delle cosce. Questo intervento consiste nell’asportazione del grasso e della cute in eccesso e nel rimodellamento della zona trattata. Le cosce hanno un aspetto più tonico e snello, anche le gambe in generale godono dell’effetto di alleggerimento e recuperano leggerezza. Tengo a precisare che l’intervento è molto indicato per chi soffre di ptosi cutanea (rilassamento della pelle) nell’area interessata e spesso dovuta a un brusco e importante calo di peso o all’invecchiamento.

 

Un intervento risolutivo

 

Molte pazienti richiedono un’azione snellente sulla circonferenza delle cosce, un intervento completo comprende anche la tonificazione dell’interno delle cosce ed è la soluzione più armonica. Si effettua un’incisione all’altezza della piega glutea fin quasi all’inguine. Le cellule adipose e la cute in eccesso vengono asportati e la pelle viene stirata in alto e suturata. Spesso consiglio, a seconda della situazione clinica delle pazienti, di abbinare anche una liposcultura di punti critici come la regione dorso-lombare e delle cosce e dei glutei, andando ad alleggerire anche l’adipe presente all’altezza delle ginocchia. Il risultato è soddisfacente per le pazienti che vedono le proprie gambe finalmente più giovani, leggere e scattanti. L’intervento ha una durata media di un’ora-due ore e mezzo e si esegue in day hospital. Le cicatrici sono molto sottili e possono essere nascoste dalla biancheria intima senza alcun problema.

 

L’importanza di un sano stile di vita

 

Il post-operatorio richiede un minimo di 24-48 ore di riposo, trascorse le quali è possibile riprendere a camminare. Le attività sportive possono essere reintrodotte con gradualità. Il lifting delle cosce offre un risultato permanente, tuttavia non mi stanco mai di ricordare a tutte le pazienti di adottare e mantenere uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata. La giusta attività fisica può aiutare a migliorare non solo lo stato di salute in generale, ma anche a conferire un aspetto più luminoso alla pelle delle cosce e delle gambe.

 

Foto di Yan Krukov su Pexels











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