chirurgia estetica Archivi - Pagina 10 di 12 - Cristiano Biagi

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La prova costume mette a dura prova anche le persone più sicure di se stesse. Soprattutto quando si tratta di scoprire la pancia e solo all’idea ci si sente a disagio. L’addominoplastica è l’intervento più indicato per ridurre le adiposità localizzate sul ventre. L’operazione consiste nella rimozione del grasso e della cute ed è consigliata in casi specifici come la cura della diastasi dei retti provocata dalle gravidanze o in seguito a una forte perdita di peso. Credo sia giusto specificare che l’addominoplastica non serve a controllare il peso ma a curare l’impatto delle oscillazioni della forma fisica.

L’addominoplastica è un grande intervento che, nella maggioranza dei casi, dà risultati permanenti e molto soddisfacenti. Ecco cosa può includere.

 

Come si esegue e quali indicazioni terapeutiche seguire

 

Le tecniche di esecuzione dell’intervento sono molteplici a seconda se si sceglie di trattare l’addome in maniera parziale o totale. In genere, si agisce con un’incisione poco sopra il livello del pube, la cui entità è legata alla quantità di tessuto adiposo da asportare. Una volta rimosso il grasso e la pelle in accesso, si procede a trattare le fasce muscolari. Questa è la fase più importante e delicata: i muscoli vengono avvicinati e poi ancorati da una plastica. Spesso la procedura è completata da una liposcultura della regione dorso-lombare per un risultato ancora più efficace e migliorativo per la silhouette. L’intervento, nel complesso, ha una durata compresa tra le 2 e le 4 ore. Il post operatorio include una terapia farmacologica analgesica e, in taluni casi, l’utilizzo di una guaina contenitiva. L’unica cicatrice presente sarà quella nella regione dell’incisione che, con la dovuta cura delle ferite e assidue medicazioni, esiterà in una sottilissima linea, perfettamente coperta anche da slip di ridotte dimensioni.

 

Quando è possibile riprendere le proprie attività

 

Il recupero è pressoché immediato, tanto che ogni paziente potrà alzarsi dopo sole due ore dall’intervento. Si consiglia cautela nei movimenti e molto riposo. Durante la prima settimana si possono svolgere delle leggere faccende domestiche, avendo cura di non fare sforzi e sollevare pesi. La ripresa delle attività sociali e sportive procederà gradualmente e con cautela dopo la prima settimana.

Foto di Karolina Grabowska su Pexels


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Lipofilling al seno sì o no? La risposta corretta è sì ma solo in alcuni casi specifici. Ho già parlato di questo argomento qui, tuttavia è giusto rassicurare le donne che leggono spesso notizia contrastanti in merito a questa procedura. Il lipofilling consiste nel prelievo di cellule adipose da parti del corpo come addome, che vengono trapiantate nell’area da trattare. Dal momento che si tratta di cellule adipose è fondamentale agire con precisione e accuratezza rispetto ai volumi da restituire al corpo, per un effetto più naturale possibile.

Tengo a precisare che il lipofilling al seno non sostituisce una mastoplastica additiva laddove richiesta.

 

 

Ecco in quali casi è indicato

 

Il lipofilling al seno è la soluzione ideale per trattare uno svuotamento della mammella inseguito all’allattamento o a un perdita di peso drastica. In questo caso, è fondamentale che il punto di iniezione in cui inoculare le cellule adipose sia individuato con estrema precisione. Un altro fattore è la corretta sterilizzazione e depurazione del grasso, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di infezione. Inoltre, un cattivo accumulo di grasso potrebbe portare alla deformazione del seno, alla formazione di noduli e granulomi e a sintomatologie dolorose. Nei casi più gravi, un eccesso di iniezione di grasso potrebbe generare una necrosi del tessuto mammario. In genere, sarebbe ragionevole raggiungere l’aumento di appena una taglia con il lipofilling, considerando che non si tratta di un intervento duraturo in quanto circa il 30% delle cellule viene riassorbito dall’organismo. Per un risultato di maggiore durata e con meno rischi è utile valutare una mastoplastica additiva.

 

 

Quando è meglio non farlo

 

La non invasività del lipofilling rappresenta una sirena irresistibile per le pazienti più timorose ma questo aspetto non deve trarre in inganno. Questa procedura è assolutamente sconsigliata per il trattamento del seno cadente o ptosi mammaria. Le iniezioni di grasso non vanno a correggere le asimmetrie, anzi potrebbero aggravare la situazione perché aggiungono un volume che tende a pesare ul seno. Una mastopessi additiva, invece, sarebbe risolutiva e restituirebbe alla paziente che soffre di ptosi un seno più armonico e bello.

Foto di Evelyn Chong su Pexels


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Chirurgia estetica e femminilità fanno parte del mio vivere quotidiano. Come chirurgo estetico etico sono cosciente del grande ruolo che ha la mia figura di professionista per le mie pazienti. Molte donne mi chiedono di aiutarle a cambiare per restituire loro il benessere psicofisico per potersi riconciliare con la propria femminilità. La prima visita è fondamentale proprio per questa ragione: ascoltare le pazienti consente di arrivare al cuore dell’esigenza di cambiamento. La chirurgia estetica non è un vezzo e ogni intervento offre delle indicazioni precise sul modo di intendere la femminilità di ciascuna paziente.

Tutte le istanze di cambiamento devono essere ascoltate ed affrontate con la giusta cautela e delicatezza. Molto spesso, dietro la richiesta di un seno più prorompente o di labbra più sensuali e un corpo snellissimo ci sono delle dinamiche psicologiche complesse.

 

 

Il giusto equilibrio e gli interventi adatti

 

Non sono uno psicologo ma in quanto chirurgo etico credo che sia indispensabile entrare in sintonia con la paziente, creando un rapporto di fiducia e sicurezza. La chirurgia estetica è come un viaggio che ogni donna compie verso se stessa e che attraversa tutte le fasi della vita. Bisogna prendere per mano con professionalità e sensibilità la paziente e guidarla verso l’intervento più idoneo. Ad esempio, spiegare nei minimi dettagli le procedure con i relativi limiti può essere molto importante per dare alla paziente una visione realistica dei risultati attesi. Non accetterei di praticare una mastoplastica additiva su una quarta misura, al contrario, consiglierei un diverso intervento che esalti la naturale bellezza del seno, salvaguardando l’armonia e le proporzioni del corpo. Mi è accaduto di effettuare più di una mastoplastica correttiva per correggere gli esiti operatori di altri interventi. In quei casi, nel corso della mia carriera ho potuto constatare la grande importanza del ruolo di guida che ha il chirurgo.

 

 

Quando il chirurgo etico dice no

 

Se una paziente sostiene di non poter uscire a causa del proprio seno o copre gli specchi per non vedere la propria immagine, il discorso cambia. In questo caso, si tratta di dismorfofobia. Una patologia che distorce la percezione del proprio corpo e che necessita l’intervento di uno psicologo o di uno psicoterapeuta. Naturalmente, stiamo parlando di situazioni particolari. Nel campo della chirurgia estetica è sempre più frequente che arrivino richieste di interventi che partono più da condizionamenti esterni che da esigenze oggettive. Voler somigliare a una diva del cinema, a una famosa modella o a una showgirl non è un buon motivo per ricorrere al bisturi. Un chirurgo estetico etico ha il dovere di dire di no. Soprattutto perché ha a cuore la salute della paziente e vuole esaltarne la naturale bellezza.

Foto di Yan Kukrov su Pexels


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Mastoplastica e psicologia sono molto più vicine di quanto si pensi.  Si tratta di un protocollo che è molto di più un intervento di chirurgia estetica. Rappresenta un sogno, un’aspirazione, in taluni casi, una necessità della donna che sente di volere un corpo più vicino al suo modo di essere.

Sono molte le pazienti che si rivolgono a me, piene di domande e dubbi, sia sull’intervento che sul suo esito. Il mio ruolo non è solo quello di rispondere ai loro interrogativi ma anche di sostenerle in questo percorso che le accompagnerà lungo tutto l’arco della propria vita. In quanto chirurgo etico, la mia missione è proprio quella di aiutare la naturale bellezza di ogni donna a liberarsi ed esprimersi in un aspetto più naturale e rispettoso possibile.

Mastoplastica e psicologia nel percorso verso il nuovo seno

Quando una paziente sceglie di rivolgersi a un chirurgo è mossa da motivazioni profonde che riguardano la propria identità. Questo accade soprattutto dopo la guarigione da una patologia tumorale o in seguito a incidenti o traumi. Il sentimento di ansia e aspettativa è legato alle fasi immediatamente precedenti all’intervento. La donna si chiede quale sarà il risultato finale, con un misto di paura e speranza. Dopo subentra la paura del dolore e dell’anestesia che può essere sconfitta attraverso la massima trasparenza del chirurgo. Spiegare come si svolge la mastoplastica in tutti i suoi dettagli può essere molto rassicurante per la paziente. Infine, si teme di non riconoscersi più nella propria immagine. La mastoplastica modifica l’aspetto esteriore in una forma migliore e spesso occorre qualche settimana per abituarsi al nuovo seno. La psicologia della paziente affronta un momento delicato, in cui si abbandona un immagine del corpo che crea un disagio e si impara ad amare una nuova forma di sé.

Il ruolo della chirurgia estetica etica

Sono convinto che la chirurgia estetica debba esaltare il fascino e la naturale bellezza di ogni donna, attraverso il rispetto del corpo e delle proporzioni. Per questo motivo respingo gli eccessi, soprattutto nel caso della mastoplastica, dove il seno e la percezione della femminilità della donna cambiano. Mastoplastica e psicologia sono importantissime, come la scelta del chirurgo che guida la paziente verso la sua nuova idea di bellezza.

Foto di Dmitriy Ganin su Pexels


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La mastoplastica riduttiva è un intervento di chirurgia estetica che si effettua quando il seno è eccessivamente sviluppato e cadente. Senza dubbio è la soluzione ideale per casi di ipertrofia mammaria. Questa condizione può causare dolori al collo e alla schiena per il peso eccessivo, difficoltà nel praticare sport e disagio nell’indossare indumenti.

Molte pazienti che mi richiedono questo tipo di intervento hanno molte aspettative sull’esito finale. Si tratta di un protocollo a cui si ricorre per trattare un discomfort, oltre che l’aspetto estetico del seno. Il timore di non riconoscersi più nel proprio corpo spesso induce le pazienti più ritrose a tentennare. Come chirurgo etico oltre che estetico, consiglio di considerare l’intervento. Una donna serena è una donna in buona salute, che non deve aver paura di entrare in sintonia con il proprio corpo anche attraverso il recupero delle proporzioni armoniche del seno.

 

Quando si fa la mastoplastica riduttiva

La mastoplastica riduttiva è un intervento che punta all’eliminazione dell’eccesso. Si agisce a livello del solco mammario, rimuovendo le cellule adipose in eccesso e la cute e riducendo le dimensioni della ghiandola. Il nuovo volume del seno è deciso insieme alla paziente mantenendo un rapporto di proporzione con la fisicità che sia funzionale all’eliminazione di disturbi e discomfort. A questo protocollo si affianca spesso una mastopessi che ha il ruolo di risollevare il seno e di correggere dimensioni e posizionamento dell’areola e del capezzolo. I risultati sono permanenti e naturali, grazie anche alla scelta delle giuste protesi per il rimodellamento del seno che acquisisce un aspetto più armonioso. Le incisioni possono essere praticate intorno alla circonferenza dell’areola, in verticale e a forma d’ancora in base alla riduzione per lasciare cicatrici più lievi possibile.

 

Tempi di recupero

Come per gli altri interventi di chirurgia del seno, la mastoplastica riduttiva ha un tempo di recupero specifico. Si consiglia l’utilizzo di un reggiseno post-operatorio nei primi 30 giorni, di dormire in posizione supina e la ripresa graduale delle attività sociali, lavorative e sportive in base al grado di sforzo che richiedono. In linea di massima, per valutare il risultato finale dell’intervento è consigliabile attendere intorno ai 4 mesi, per poter dare alle mammelle la possibilità di assumere l’aspetto più stabile e naturale.

Foto di Madelin Berry su Pexels











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