mastopessi Archivi - Pagina 4 di 4 - Cristiano Biagi

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Tante voci, molta confusione, troppa disinformazione. Sono fermamente intenzionato a rassicurare tutte le donne con questo articolo circa i controlli e la prevenzione dopo l’impianto di protesi mammarie.

Sul web e nella convinzione di molti c’è il dubbio che questi dispositivi provochino il cancro al seno. Niente di più falso. vediamo insieme perché. 

Protesi mammarie e cancro al seno

 

Secondo le statistiche pubblicate dal Ministero dell Salute nel 2020, il linfoma anaplastico a grandi cellule, correlato all’impianto di protesi mammarie ha un’incidenza dello 0,0046%.

In altre parole, si è manifestato in 4,6 casi su un campione di 100.000 pazienti che hanno effettuato un intervento con impianto di protesi. Si può pertanto affermare che si tratta di una patologia estremamente rara, al netto delle oscillazioni su base annua rispetto ai dati.

Le protesi sono dispositivi sanitari sicuri, sempre sotto la lente di ingrandimento di ricerche e studi scientifici volti ad aumentarne in modo ulteriore la sicurezza e la biocompatibilità. Inoltre è importante precisare che non vi sono evidenze scientifiche della correlazione tra patologie tumorali e l’utilizzo di protesi mammarie.

Al contrario, spesso vengono impiegate nella mastoplastica ricostruttiva talvolta in combinazione o in sostituzione del lipofilling

 

Quando fare i controlli delle protesi mammarie

 

La prevenzione viene prima di tutto. Tutte le donne che hanno effettuato un impianto devono effettuare i controlli di routine per la sicurezza della propria salute. Le protesi di ultima generazione sono assolutamente compatibili con l’effettuazione degli esami di prevenzione. Tengo a specificare che c’è un modo molto specifico per individuare il  linfoma anaplastico a grandi cellule: i sintomi.

Il segno più evidente e chiaro è si manifesta in media 7 anni dopo l’intervento e  presenta un evidente rigonfiamento del seno.

Questo sintomo è noto come sieroma tardivo freddo. Naturalmente, nel caso consiglio di mettersi in contatto con il proprio chirurgo per valutare l’espianto che mette in sicurezza il seno senza bisogno di sottoporsi ad altre terapie. 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Il benessere psicofisico delle pazienti mi sta molto a cuore. Soprattutto quando un nuovo seno riesce a donare a una donna una percezione di sé più vicina ai propri desideri. Sono molto felice di raccogliere e pubblicare le parole di Nadia che raccontano del suo nuovo modo di sentirsi, in seguito alla mastopessi additiva. 

Mastopessi additiva per sentirsi nuovamente bella  

 

“Mi sono avvicinata alla chirurgia estetica quasi per caso, dopo aver deciso di ripartire da me in seguito a un lungo periodo di vicissitudini familiari. Mi sentivo assolutamente a disagio col mio seno ed ero arrivata addirittura a detestare il mare e le occasioni mondane.  Nonostante l’inevitabile ansia mista a trepidazione, seguendo le preziose indicazioni del dottore ho potuto affrontare il mio percorso di rinascita (sia pre che post intervento) con serenità e positività. Ora posso affermare con sicurezza che mi sento completa e assolutamente in armonia col mio corpo. Affidatevi sempre a professionisti che vi ispirano fiducia e serietà e non abbiate paura di migliorarvi sempre, perché affidandovi a professionisti fantastici sarete guidati al meglio in ogni momento. “

 

Parole di speranza 

Riuscire a riconciliarsi con la propria femminilità in seguito a un intervento chirurgico è un percorso che segna profondamente una donna. Riesce a darle nuova speranza e l’aiuta a guardare con fiducia al futuro. Per questo motivo non mi stancherò mai di ripetere alle pazienti che l’importante è saper ascoltare se stesse, trovando nel profondo le vere motivazioni che spingono a ricercare il cambiamento. Come ha fatto Nadia che, con coraggio, ha preso in mano il proprio destino. 

 

 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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Un intervento molto richiesto è senza dubbio il lifting del seno, ossia la mastopessi. Le cause di un aspetto cadente della mammella possono essere molteplici: in linea generale, il fenomeno della ptosi è connesso al passare degli anni. Con l’invecchiamento, i legamenti di Cooper, che hanno la funzione di “reggiseno naturale”, perdono tono e cedono alla forza di gravità determinando l’effetto di “caduta verso il basso”.

Se a questo si aggiungono drastici cambiamenti di peso o una o più gravidanze, la ptosi si accelera.

Molto spesso il seno cadente appare anche svuotato e con un fastidioso effetto di pelle in eccesso. Il protocollo più efficace è l’intervento chirurgico, in quanto il mantenimento di un peso forma o un’attività fisica concentrata nella regione pettorale non danno i risultati sperati.

Il processo di ptosi è fisiologico e i fattori genetici e individuali ne determinano il decorso. 

 

Quali sono i vantaggi del lifting del seno  

Ho parlato diffusamente della mastopessi e delle modalità operative anche qui . Oggi vorrei approfondire sui benefici che dà alle pazienti.

La mastopessi rialza e ridisegna la forma delle mammelle con vero e proprio effetto lifting. I tessuti mammari sono alleggeriti dall’eliminazione della cute in eccesso nella parte inferiore. Inoltre, la posizione del capezzolo e delle areole risulta rialzata con un effetto più armonico, in molti casi si ricorre al loro rimodellamento.

L’importante è che nel corso della prima visita chirurgica, la paziente indichi al chirurgo i propri desideri e le aspettative. Spesso a quest’intervento si abbina una mastoplastica additiva o un lipofilling per riequilibrare i volumi e dare un aspetto più pieno alla mammella. Nel caso in cui il seno sia già molto grande, si preferisce ridurlo. 

La figura risulta immediatamente più giovane e armonica. Basti pensare che il dolore è minimo o assente, perché il “lavoro chirurgico” si limita ad un rimodellamento dei tessuti superficiali, cioè pelle, grasso e ghiandola.

Negli interventi associati all’impianto retromuscolare di protesi, la paziente può avvertire un senso di fastidio o tensione pettorale, di breve durata, legato allo stress cui è stato sottoposto il muscolo. Nulla che non si possa controllare con comuni farmaci analgesici.

 

Come comportarsi dopo l’intervento? 

Come per tutti gli interventi chirurgici al seno, dopo la mastopessi bisognerà indossare uno specifico reggiseno sostenitivo per circa un mese, evitando bruschi movimenti con la parte alta del corpo e le braccia per circa 20 giorni. Una volta trascorso questo periodo e previa costante supervisione chirugica, la paziente potrà tornare a svolgere le proprie attività sportive. 

 

Foto di Jernej Graj su  Unsplash

 


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Con l’arrivo della bella stagione, molte donne hanno il desiderio di migliorare il proprio corpo magari con un nuovo seno che le faccia sentire a proprio agio. La mastoplastica additiva in estate può essere eseguita senza alcun timore né controindicazione. Nell’immaginario comune, l’estate è la stagione meno adatta per dedicarsi a procedure delicate ma nel caso degli interventi di chirurgia del seno non è così. Ogni donna può sottoporsi a un intervento di mastoplastica quando lo desidera, anche in piena estate. L’importante è seguire alcuni consigli e indicazioni per affrontarla al meglio.

Tengo a precisare che gli interventi di chirurgia estetica sono programmabili e quindi le pazienti più timorose potranno decidere di fissare l’operazione per l’inizio dell’estate. Molte prediligono la bella stagione perché offre la possibilità di dedicare del tempo a se stesse e di non avere pensieri in merito alla richiesta di permessi e giorni di malattia al lavoro.

 

Mastoplastica additiva: intervento e convalescenza estivi

 

La mastoplastica additiva, correttiva o riduttiva non hanno prescrizioni particolari durante l’estate, i tempi di recupero sono relativamente brevi per cui si può mettere da parte ogni paura. Bisogna però osservare una speciale attenzione durante la convalescenza. All’assiduo controllo post-operatorio, bisogna affiancare una particolare cautela nel trattamento degli esiti cicatriziali. La cura delle cicatrici deve essere seguita con costanza: fin dai primi giorni con l’attenta copertura delle stesse e, nel corso delle settimane, applicando creme e unguenti protettive consigliate dal chirurgo anche quando l’area è completamente coperta dagli indumenti. La pelle beneficerà dell’azione topica delle applicazioni e manterrà la propria elasticità. Naturalmente per le prime settimane non bisogna sottoporsi a stress fisici, né sollevare pesi.

Lo stesso discorso vale per la mastopessi e per gli interventi di chirurgia del seno in generale che sono molto gestibili, soprattutto nel post-operatorio. L’uso dei reggiseni specifici con finalità terapeutiche non comporta alcuna controindicazione nella stagione estiva.

Il consiglio che sento di dare a tutte le donne che desiderino affrontare la chirurgia del seno è posticipare la partenza per le vacanze di almeno 2-3 settimane. Questo, non solo per seguire la fase post operatoria ma anche per consentire un recupero più completo possibile e godersi le attività ricreative senza alcuna preoccupazione.

 

Quali sono gli interventi che possono attendere

 

Gli unici interventi in merito a cui ci sono più riserve sono: liposcultura, lifting del viso, blefaroplastica e rinoplastica. La liposcultura prevede l’utilizzo di una guaina contenitiva per almeno 30 giorni dopo l’intervento, con il caldo estivo sarebbe molto faticoso e fastidioso indossarla. Il lifting del viso richiede di non esporsi al sole per almeno 60 giorni dopo l’intervento, una condizione che non si concilia con l’estate. Inoltre, blefaroplastica e rinoplastica richiedono la protezione completa dal sole per un minimo di 30 giorni e l’utilizzo di creme ad alto SFP. In abbinata, si consiglia anche l’uso di cappelli e occhiali.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels











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