chirurgia plastica Archivi - Pagina 2 di 2 - Cristiano Biagi

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Mastoplastica e allattamento sono al centro di tante domande delle pazienti.  La mastoplastica è l’intervento di gran lunga più legato alla percezione della femminilità da parte delle stesse pazienti. Il fatto che sia molto richiesto lo dimostra. La nascita di un bambino è un evento straordinario che trasforma profondamente il corpo e la psiche di una donna. La neomamma è in un turbine di emozioni e ansie, soprattutto per quanto riguarda il seno che diventa fondamentale nella quotidianità per la nutrizione.

Le donne che si sono sottoposte a un intervento di mastoplastica prima della gravidanza possono allattare in tutta sicurezza e tranquillità perché i protocolli di chirurgia del seno sono elaborati con lo scopo di mantenere inalterate tutte le funzionalità della mammella proprio per queste eventualità. In questo caso è importante attendere 6 mesi almeno dopo l’intervento, per consentire il giusto recupero e successivamente cercare una gravidanza.

Mastoplastica e allattamento possono coesistere anche in modo felice, a patto che vengano rispettate alcune condizioni imprescindibili.

 

Collocazione delle protesi e allattamento

 

Voglio rassicurare le pazienti che desiderano sottoporsi a una mastoplastica e successivamente avere l’opportunità di allattare: è possibile farlo. Come avevo già scritto qui, tutto dipende dalla collocazione delle protesi: con un’incisione nel solco sottomammario, sia sul piano retroghiandolare che sul piano retromuscolare parziale, i dotti galattofori mantengono la propria funzionalità. Per questo motivo, consiglio alle mie pazienti di considerare quest’importante vantaggio.

Anche con un’incisione periareolare è possibile preservare i dotti galattofori, in quanto l’area interessata è periferica e non va a ledere le strutture sottostanti al capezzolo.

 

Chirurgia del seno dopo l’allattamento

 

Accade che in alcuni casi, dopo l’allattamento, il seno cambi aspetto. Basta pensare al seno svuotato o cadente. Per svuotamento della mammella s’intende un cambio di volume sensibile della ghiandola e del tessuto adiposo. Quando si parla di seno cadente, si considera la ptosi ossia un rilassamento delle fasce muscolari che sostengono la mammella, dopo un importante aumento di volume. A seconda dei casi, si può optare per una mastoplastica additiva (con o senza lipofilling) o correttiva per eliminare lo svuotamento. Per quanto riguarda il seno cadente, si potrebbe considerare una mastopessi con l’ausilio di protesi.

 

Quando sottoporsi all’intervento

 

Importantissimi sono i tempi: consiglio di attendere almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento. In tal modo si avrà una maggiore stabilità ormonale e il seno potrà rientrare in una volumetria pre-gravidanza.

Foto di Clayder Duque su Pexels


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La liposcultura è l’intervento di chirurgia estetica che consente di rimodellare il corpo attraverso la rimozione localizzata degli accumuli adiposi. Spesso si pensa a questo tipo di protocollo un po’ più a ridosso dell’estate, quando molte persone si preparano ad andare al mare e percepiscono una sensazione di disagio nel mostrare il proprio corpo. Esaltare il naturale aspetto sano e rivelare la bellezza di ognuno fa parte dei valori della mia etica professionale, perciò consiglio di sottoporsi a liposcultura dopo un’attenta valutazione chirurgica.

La liposcultura non ha la finalità di far perdere peso ma elimina solo l’adipe che crea disarmonie estetiche, come ad esempio le fastidiose culotte de cheval, i cuscinetti addominali o gli accumuli nella zona dorso lombare ecc.

Gli interventi estetici di liposcultura offrono un risultato che conferisce un aspetto snello e sano, conforme alla fisicità da trattare.

 

Quando arriva il momento giusto?

 

Ogni intervento estetico ha i propri protocolli e tempi di recupero che vanno rispettati, per permettere un esito soddisfacente. Le condizioni in cui le pazienti mi chiedono una liposcultura sono quelle che coinvolgono depositi di adipe connessi a fattori ereditari o costituzionali. Si fa ricorso alla liposcultura anche quando anche la dieta e l’esercizio fisico non riescono a produrre risultati.

Oggi si interviene prevalentemente sullo strato superficiale per consentire la massima retrazione della pelle che permette al corpo di riadattarsi al modellamento. In genere, le incisioni sono praticate in zone invisibili e hanno un’estensione trascurabile (circa 3-4 mm).

I tempi di recupero della liposcultura sono molto veloci, dopo qualche giorno si può tornare alle proprie attività lavorative e sociali. È importante indossare una guaina elastocompressiva e non esporre al sole per qualche settimana le aree trattate. Per questo motivo, è consigliabile pensare alla liposcultura con un po’ di anticipo.

 

Valutare un intervento combinato

 

Mi viene richiesto spesso se, insieme alla liposcultura è possibile effettuare anche una mastoplastica. Naturalmente, a seconda delle condizioni cliniche di ogni paziente, è possibile eseguire anche interventi al seno per un risultato ancora più armonioso. Per poter correggere la forma o il volume delle mammelle, accanto alle protesi, si ricorre anche alla tecnica del lipofilling, applicata con successo in molti casi.

 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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Nella chirurgia del seno, la scelta delle protesi mammarie è il primo passo per rimodellare il décolleté. Molte pazienti sembrano avere le idee confuse a riguardo, soprattutto sul risultato finale. La ricerca di un seno da copertina deve fare i conti con la fisicità di ogni donna che, a mio parere, dev’essere valorizzata nel modo più naturale e rispettoso possibile.

Il seno rappresenta uno dei punti cardine della percezione della femminilità, soprattutto per una donna che vuole e deve sentirsi a proprio agio con il suo corpo.

Gli interventi estetici di mastoplastica e di mastopessi devono molto del loro successo a una corretta scelta delle protesi mammarie.

 

Quanti tipi di protesi esistono?

 

Come tutti sanno, esistono tre tipi di protesi: rotonde, ergonomiche e anatomiche. Naturalmente, a seconda della scelta si otterranno risultati differenti. Ad esempio, le protesi rotonde sono utilizzate per aumentare il volume sulla parte superiore del seno. Sono molto richieste perché offrono un risultato più visibile.

Le protesi anatomiche consentono di ottenere un effetto più naturale perché consentono un riempimento e una proiezione della parte bassa della mammella, conferendo al seno una classica forma “a goccia”. La parte superiore del seno è meno evidenziata.

Infine, le protesi ergonomiche si discostano dalle prime due perché sono costituite da un gel più morbido che consente loro di seguire i movimenti della donna. In questo caso, anche quando la paziente si trova in posizione eretta tendono a collocarsi verso il basso offrendo un risultato estetico intermedio.

 

Come scegliere quella giusta

 

Personalmente, consiglio alle pazienti di perseguire un risultato che punti alla valorizzazione del corpo, senza eccessi. La forma e la tipologia di protesi varia a seconda della fisicità della donna. L’effetto naturale è da prediligere, soprattutto perché offre un risultato che salvaguarda le proporzioni. In questo caso, spesso si usano le protesi anatomiche oppure ergonomiche. Le più aggiornate sono caratterizzate da una superficie nanotesturizzata e da un sistema di fissazione chiamato true fixation. Grazie alla particolare struttura in microrilievi, risultano quasi lisce e questa caratteristica le rende più sicure, in quanto c’è una notevole riduzione del rischio di contrattura capsulare. Inoltre, il seno risulta morbidissimo al tatto. L’innovazione principale del sistema di fissazione consiste in due “tab” poste sulla superficie posteriore che appoggia sul torace, attraverso cui passano le suture. In tal modo, le protesi hanno una maggiore aderenza ai tessuti che ne impedisce la rotazione.

Un’altra peculiarità è la presenza di linee radioopache che consentono di verificare il loro posizionamento con una semplice mammografia.

 

C’è un seno per ogni stagione della vita

 

La chirurgia del seno è un percorso che accompagna una donna per tutto l’arco della vita. Le protesi non durano per sempre. Per quanto a lungo possa durare un impianto, è fondamentale monitorarne lo stato insieme al proprio chirurgo e valutarne la sostituzione quando necessario.

 

Foto di Marina Ryazantseva su Pexels


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La chirurgia estetica è un percorso importante per molte donne. Le pazienti che decidono di sottoporsi a un intervento compiono un viaggio verso se stesse. Nella particolare situazione che stiamo vivendo, la chirurgia estetica pone tanti interrogativi alle donne che desiderano avvicinarsi a questo tipo di procedura, soprattutto in relazione al vaccino anti COVID.

Spesso le pazienti mi chiedono: “Posso sottopormi a un intervento di chirurgia estetica dopo o prima di aver ricevuto il vaccino anti COVID?” La risposta è rassicurante: sì, senza alcun dubbio.

Gli interventi estetici si possono essere eseguiti in tutta tranquillità e senza rischi. Come per tutte le procedure elettive, sarà necessario rispettare un protocollo specifico.

 

Bellezza in sicurezza

 

Nel documento pubblicato dalla SICPRE, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica sono indicate delle procedure specifiche.

Generalmente, a seconda del vaccino anti COVID, è bene attendere 14 giorni tra l’inoculazione e gli interventi. Questo intervallo andrebbe rispettato tra la prima e la seconda dose e in attesa della terza. Per quanto riguarda i vaccini Pfizer/BionTech è consigliabile evitare i trattamenti tra la prima e la seconda dose. 

Personalmente consiglio alle mie pazienti di attendere almeno tre settimane o un mese, per un’ulteriore cautela volta a rassicurare nel modo più assoluto anche le persone con una maggiore e comprensibile ritrosia.

A questo punto l’importanza della scelta del chirurgo e il rapporto di fiducia che si crea diventa ancora più importante. Conoscere esattamente la storia clinica della paziente e accompagnarla in questo percorso saranno elementi decisivi per il corretto esito di un intervento.

 

Programmare gli interventi con saggezza

 

Il ricorso allo smartworking, l’incremento delle videochiamate e la sedentarietà imposte dalla pandemia hanno indotto molte donne a riflettere sul proprio aspetto. Per questo motivo, in questi ultimi mesi, sono aumentate le richieste di interventi di chirurgia estetica combinati, cioè focalizzati su più parti del corpo (ad esempio: mastoplastica e liposcultura). La programmazione consente di ridurre gli ingressi in sala operatoria e di raggiungere prima il proprio obiettivo di bellezza.

Il tutto, nel pieno rispetto delle prescrizioni vaccinali.

 

Foto di Artem Podrex su Pexels











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