mastoplastica correttiva Archivi - Pagina 2 di 3 - Cristiano Biagi

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La mastoplastica, in tutte le sue peculiarità, è un intervento chirurgico che non ha particolari stagionalità, sebbene per consuetudine molti consiglino di effettuarla in autunno e in inverno. La ragione è presto spiegata e sta nella gestione del post operatorio. In quest’articolo è mia intenzione fare chiarezza su quest’argomento e aiutare così le donne che desiderino o possano sottoporsi a quest’intervento anche durante la bella stagione.

 

Mastoplastica e indicazioni post operatorie

La mastoplastica, come ormai tutti sanno, richiede l’astensione dall’esposizione solare, una precauzione che è più difficile da seguire durante la stagione estiva. Per le pazienti che affrontano il post operatorio in estate è importante coprire bene le zone trattate ed evitare assolutamente l’esposizione al sole. Il processo cicatriziale, infatti, necessita di questa precauzione per avvenire in piena tranquillità e per rendere ancora meno percettibili e sottili le cicatrici.  Inoltre, lo speciale reggiseno contenitivo da indossare dopo l’intervento, potrebbe risultare fastidioso con l’avvento delle alte temperature. Trascorrere il proprio tempo in ambienti raffrescati può alleviare l’effetto del caldo e della  sudorazione.

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Programmare l’intervento con anticipo

Il consiglio che sento di dare a tutte è quello di programmare con congruo anticipo l’intervento insieme al chirurgo. In tal modo si potrà scegliere il periodo più idoneo per l’effettuazione dell’intervento conciliandolo con le esigenze della paziente. L’importante è informarsi sul protocollo operatorio e post operatorio al fine di valutare con saggezza ed equilibrio quando entrare in sala operatoria. Consideriamo sempre una consuetudine generale: le fasi post operatorie possono essere gestite con maggior comfort in autunno e in inverno. Per questo motivo gli interventi chirurgici estetici, in quanto non urgenti, possono essere programmati.

Foto di Los Muertos Crew da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mammella tuberosa è un problema per molte donne che, in alcuni casi, mostrano ancora ritrosia nei confronti degli interventi di mastoplastica correttiva. C’è il retaggio sbagliato che addita la mammella tuberosa come una caratteristica con cui bisogna convivere. Niente di più sbagliato, ogni donna ha il diritto di vedersi bella e di sentirsi a proprio agio con il suo corpo. Pubblico per questo la testimonianza di Alessia, sperando che la sua testimonianza possa infondere coraggio nelle pazienti che ancora sono afflitte da questa condizione.

Rinascere correggendo la mammella tuberosa

“Mi sono affidata al Dottor Biagi per la correzione del seno tuberoso e devo dire che non avrei potuto fare scelta migliore. Chirurgo affidabile che sa ascoltare i pazienti e che sa consigliare ciò che è meglio per avere ottimi risultati, esaustivo nello spiegare ciò che verrà fatto nell’intervento, riesce ad avere un rapporto non distaccato mettendoti a proprio agio. Disponibile e comprensivo durante il post intervento. Di sicuro sarà il mio chirurgo di fiducia. Un grazie anche all’assistente Natascia, direi un’ottima squadra.” [/vc_column_text][button size=”medium” style=”white” target=”_self” hover_type=”default” text=”Prenota la tua prima visita” link=”https://www.cristianobiagi.it/per-la-tua-prima-visita-subito/” margin=”10px 10px 10px 10px” border_radius=”50″][vc_empty_space css=”.vc_custom_1673625070368{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]

La mastoplastica correttiva è importante

Gli interventi di mastoplastica correttiva hanno una grande importanza in casi come quello di Alessia. Al pari con le altre procedure chirurgiche, la mastoplastica correttiva rappresenta una soluzione definitiva che non può essere ignorata, soprattutto se la donna si sente lesa nel proprio benessere psicofisico a causa di una condizione patologica. Foto di Valeria Boltneria su Pexels

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La cosa che più amo del mio lavoro  è la possibilità di restituire la fiducia e il sorriso alle pazienti che lo hanno perso. Soprattutto con la mastoplastica correttiva in seguito a esiti operatori insoddisfacenti o con complicanze. La storia di Sara, affetta da breast illness dovuta a un intervento sbagliato di mastoplastica additiva, mi ha dato l’opportunità di restituire il benessere psicofisico a una donna. Spero che la sua testimonianza possa dare forza e fiducia a tutte le donne che si trovano nella stessa situazione. 

Una nuova vita senza dolori con la mastoplastica correttiva

“Come tante persone, anch’io sono stata vittima di un grave caso di malasanità e chirurghi che usano il bisturi come arma a doppio taglio. Da una parte ti possono migliorare la vita ma se capiti dal lato apposto ti distruggono la vita.

Il tutto è iniziato con la rottura delle mie prime protesi del seno che mi hanno innescato la Breast Illness. I primi sintomi erano il ciclo che non si fermava più, stanchezza e irritabilità per poi, con il passare del tempo, trasformarsi in un mostro che mi mangiava il corpo dall’ interno. Non riuscivo più a camminare e persino tenere una penna in mano era troppo difficile.

L’ infiammazione era così elevata che non avevo più memoria, non riuscivo più ad alzarmi ed anche la parola non c’era più! Stavo vivendo con foglietti per ricordare, la roba la dovevo mettere a vista d’occhio per ricordare e non inciamparci sopra. Persino l’aria mi sembrava pesante e dolorosa! Non so veramente come ringraziare il chirurgo Cristiano Biagi che è stato l’unico che mi ha salvato la vita. Ha usato il suo bisturi per donarmi un nuova vita senza dolori.”

Foto di Maksim Goncharenok su Pexels

 


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Il capezzolo è una parte anatomica fondamentale nel seno perché definisce la funzionalità della ghiandola mammaria. L’allattamento non potrebbe avvenire senza di esso. Ricordiamo che ha anche una funzione estetica, infatti, con la sua forma determina anche l’aspetto del seno in generale. Gli inestetismi del capezzolo sono una fonte di disagio per le donne che ne soffrono, sia in ambito estetico che funzionale. Vi sono tre principali tipologie di anomalia del capezzolo: introflesso, ipertrofico e piatto e in ogni caso è possibile curarle con la chirurgia estetica.

 

Introflesso, ipertrofico e piatto: le tre anomalie principali

 

Pur avendone già parlato qui, il capezzolo introflesso ha un aspetto rientrante, appare ripiegato su se stesso, può essere causato da dotti galattofori troppo corti o retratti. In molti casi presenta un senso di fuoriuscita deviato verso destra o sinistra ed essendo completamente invertito, ostacola la fuoriuscita di secrezioni. Nelle condizioni meno gravi si parla di capezzolo piatto in quanto, attraverso la stimolazione mediante il freddo o l’attacco del neonato, si estroflette senza compromettere l’allattamento. Si parla, invece, di capezzolo ipertrofico quando il tessuto dei dotti galattofori si sviluppa in modo anomalo. In questo caso, l’aspetto può essere più allungato, prominente  o avere un diametro maggiore. Dal punto di vista funzionale, il capezzolo ipertrofico non provoca alcun disturbo ma può causare un disagio psicologico connesso all’estetica.

 

La mastoplastica correttiva per il capezzolo

 

Le modalità di intervento sono differenti, a seconda delle condizioni cliniche della paziente e dell’anomalia da trattare. Nel caso del capezzolo introflesso e piatto, si procede con un’incisione periareolare volta a liberare le aderenze dei dotti galattofori e a fermarlo all’esterno. Per l’ipertrofico la procedura è differente: si riduce la superficie con incisioni alla base e all’apice. In questo modo se ne preserva la sensibilità e la funzionalità. Le operazioni svolgono in anestesia totale e dopo 15-20 giorni è possibile tornare alla propria vita quotidiana.

Foto di cottonbro su Pexels


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Con l’arrivo della bella stagione, molte donne hanno il desiderio di migliorare il proprio corpo magari con un nuovo seno che le faccia sentire a proprio agio. La mastoplastica additiva in estate può essere eseguita senza alcun timore né controindicazione. Nell’immaginario comune, l’estate è la stagione meno adatta per dedicarsi a procedure delicate ma nel caso degli interventi di chirurgia del seno non è così. Ogni donna può sottoporsi a un intervento di mastoplastica quando lo desidera, anche in piena estate. L’importante è seguire alcuni consigli e indicazioni per affrontarla al meglio.

Tengo a precisare che gli interventi di chirurgia estetica sono programmabili e quindi le pazienti più timorose potranno decidere di fissare l’operazione per l’inizio dell’estate. Molte prediligono la bella stagione perché offre la possibilità di dedicare del tempo a se stesse e di non avere pensieri in merito alla richiesta di permessi e giorni di malattia al lavoro.

 

Mastoplastica additiva: intervento e convalescenza estivi

 

La mastoplastica additiva, correttiva o riduttiva non hanno prescrizioni particolari durante l’estate, i tempi di recupero sono relativamente brevi per cui si può mettere da parte ogni paura. Bisogna però osservare una speciale attenzione durante la convalescenza. All’assiduo controllo post-operatorio, bisogna affiancare una particolare cautela nel trattamento degli esiti cicatriziali. La cura delle cicatrici deve essere seguita con costanza: fin dai primi giorni con l’attenta copertura delle stesse e, nel corso delle settimane, applicando creme e unguenti protettive consigliate dal chirurgo anche quando l’area è completamente coperta dagli indumenti. La pelle beneficerà dell’azione topica delle applicazioni e manterrà la propria elasticità. Naturalmente per le prime settimane non bisogna sottoporsi a stress fisici, né sollevare pesi.

Lo stesso discorso vale per la mastopessi e per gli interventi di chirurgia del seno in generale che sono molto gestibili, soprattutto nel post-operatorio. L’uso dei reggiseni specifici con finalità terapeutiche non comporta alcuna controindicazione nella stagione estiva.

Il consiglio che sento di dare a tutte le donne che desiderino affrontare la chirurgia del seno è posticipare la partenza per le vacanze di almeno 2-3 settimane. Questo, non solo per seguire la fase post operatoria ma anche per consentire un recupero più completo possibile e godersi le attività ricreative senza alcuna preoccupazione.

 

Quali sono gli interventi che possono attendere

 

Gli unici interventi in merito a cui ci sono più riserve sono: liposcultura, lifting del viso, blefaroplastica e rinoplastica. La liposcultura prevede l’utilizzo di una guaina contenitiva per almeno 30 giorni dopo l’intervento, con il caldo estivo sarebbe molto faticoso e fastidioso indossarla. Il lifting del viso richiede di non esporsi al sole per almeno 60 giorni dopo l’intervento, una condizione che non si concilia con l’estate. Inoltre, blefaroplastica e rinoplastica richiedono la protezione completa dal sole per un minimo di 30 giorni e l’utilizzo di creme ad alto SFP. In abbinata, si consiglia anche l’uso di cappelli e occhiali.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels











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