mastoplastica Archivi - Pagina 2 di 3 - Cristiano Biagi

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Anche una donna sportiva, piena di vita può avere il desiderio di un seno nuovo e la piena serenità nel realizzarlo. Jenny aveva questo desiderio e sono stato più che felice di aiutarla a realizzarlo.

Nel sorriso di una paziente soddisfatta c’è la storia di una donna che ha vinto le proprie paure. 

 

L’esperienza di Jenny e la sua mastoplastica additiva

 

“Sono una ragazza intraprendente, solare dinamica. Fin da bambina mi è sempre piaciuto praticare sport, fino ad arrivare all’agonismo nella pallavolo.

Successivamente, dopo un infortunio, mi sono iscritta in palestra e la sala pesi è diventata la mia seconda casa, si può dire! Purtroppo però la palestra oltre a scolpire il fisico, porta anche dei prezzi da pagare, soprattutto se ha a che fare con il fisico femminile.

Mi vedevo muscolosa al punto giusto, ma alla fine il seno era sparito.  Insieme al dottor Biagi abbiamo deciso quale forma e dimensione sarebbe stata ideale per il mio fisico.

Il giorno dell’intervento non ero né agitata né timorosa di quello che mi sarebbe aspettato, in quanto il Dottore professionalmente, spiegandomi nei minimi dettagli quello che sarebbe stato l’intervento di mastoplastica e mastopessi additiva, mi ha pienamente tranquillizzata.

Io ho fatto ridurre anche i capezzoli perché troppo grandi a mio gusto e anche in questo devo dire alla fine è stato un meraviglioso risultato.”

 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Con l’arrivo della bella stagione, molte donne hanno il desiderio di migliorare il proprio corpo magari con un nuovo seno che le faccia sentire a proprio agio. La mastoplastica additiva in estate può essere eseguita senza alcun timore né controindicazione. Nell’immaginario comune, l’estate è la stagione meno adatta per dedicarsi a procedure delicate ma nel caso degli interventi di chirurgia del seno non è così. Ogni donna può sottoporsi a un intervento di mastoplastica quando lo desidera, anche in piena estate. L’importante è seguire alcuni consigli e indicazioni per affrontarla al meglio.

Tengo a precisare che gli interventi di chirurgia estetica sono programmabili e quindi le pazienti più timorose potranno decidere di fissare l’operazione per l’inizio dell’estate. Molte prediligono la bella stagione perché offre la possibilità di dedicare del tempo a se stesse e di non avere pensieri in merito alla richiesta di permessi e giorni di malattia al lavoro.

 

Mastoplastica additiva: intervento e convalescenza estivi

 

La mastoplastica additiva, correttiva o riduttiva non hanno prescrizioni particolari durante l’estate, i tempi di recupero sono relativamente brevi per cui si può mettere da parte ogni paura. Bisogna però osservare una speciale attenzione durante la convalescenza. All’assiduo controllo post-operatorio, bisogna affiancare una particolare cautela nel trattamento degli esiti cicatriziali. La cura delle cicatrici deve essere seguita con costanza: fin dai primi giorni con l’attenta copertura delle stesse e, nel corso delle settimane, applicando creme e unguenti protettive consigliate dal chirurgo anche quando l’area è completamente coperta dagli indumenti. La pelle beneficerà dell’azione topica delle applicazioni e manterrà la propria elasticità. Naturalmente per le prime settimane non bisogna sottoporsi a stress fisici, né sollevare pesi.

Lo stesso discorso vale per la mastopessi e per gli interventi di chirurgia del seno in generale che sono molto gestibili, soprattutto nel post-operatorio. L’uso dei reggiseni specifici con finalità terapeutiche non comporta alcuna controindicazione nella stagione estiva.

Il consiglio che sento di dare a tutte le donne che desiderino affrontare la chirurgia del seno è posticipare la partenza per le vacanze di almeno 2-3 settimane. Questo, non solo per seguire la fase post operatoria ma anche per consentire un recupero più completo possibile e godersi le attività ricreative senza alcuna preoccupazione.

 

Quali sono gli interventi che possono attendere

 

Gli unici interventi in merito a cui ci sono più riserve sono: liposcultura, lifting del viso, blefaroplastica e rinoplastica. La liposcultura prevede l’utilizzo di una guaina contenitiva per almeno 30 giorni dopo l’intervento, con il caldo estivo sarebbe molto faticoso e fastidioso indossarla. Il lifting del viso richiede di non esporsi al sole per almeno 60 giorni dopo l’intervento, una condizione che non si concilia con l’estate. Inoltre, blefaroplastica e rinoplastica richiedono la protezione completa dal sole per un minimo di 30 giorni e l’utilizzo di creme ad alto SFP. In abbinata, si consiglia anche l’uso di cappelli e occhiali.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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Mammella tuberosa. Una diagnosi che molte donne accolgono con il timore e con la preoccupazione di potersi sentire a proprio agio con il proprio corpo. La mammella tuberosa è una malformazione della ghiandola mammaria. Il seno si sviluppa protendendosi in avanti come se fosse “incarcerato” da una spessa cotenna. Le parti laterali del seno risultano quindi schiacciate rispetto alla classica forma semicircolare. Un seno oppure entrambi risultano avere una base stretta, un aspetto cadente con areole spesso molto grandi.

La mammella tuberosa può interessare anche pazienti giovani che oltre subirne le conseguenze fisiche, devono confrontarsi con un disagio anche psicologico. Inoltre, la mammella tuberosa, nei casi più severi, può pregiudicare anche l’allattamento. Il protocollo principe per la risoluzione di quest’anomalia: la mastoplastica correttiva.

 

 

Mastoplastica correttiva per mammella tuberosa

 

L’intervento consiste in un’incisione periareolare, dove si isola la ghiandola mammaria liberandola dalle aderenze e allargandola. Questa tecnica, chiamata espansione ghiandolare consente di operare agevolmente e, a seconda dei casi, di suturare la ghiandola nella posizione idonea. Viene poi posizionata una protesi, la cui forma e il volume è stato precedentemente scelto insieme alla paziente. Il più delle volte vengono scelte delle protesi anatomiche leggermente proiettate in avanti. Per una simmetrizzazione corretta dei seni, in caso di mammelle tuberose con volumi differenti, consiglio sempre la scelta di due protesi diverse per un risultato finale più armonico. Un altro elemento importante è la correzione dell’areola, in taluni casi abbinando una mastopessi.

Si tratta di un intervento complesso che, se eseguito nel modo appropriato, dà risultati permanenti e naturali molto soddisfacenti.

Un seno proporzionato per una maggiore serenità

 

Un esito chirurgico positivo offre molti benefici alle pazienti, psicologici e fisici. La sensazione di inadeguatezza si dissolve, la donna può riprendere le proprie attività sociali e lavorative, avendo cura di seguire i protocolli di convalescenza e di non fare sforzi importanti entro i primi 15-20 giorni dall’intervento. Le suture, in particolare quelle in corrispondenza dei punti trans cutanei, dovranno essere controllate frequentemente dal chirurgo.

Foto di Pixabay su Pexels


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Mastoplastica e mantenimento dei risultati accendono la curiosità delle pazienti che hanno scelto di regalarsi un nuovo seno. Credo sia giusto dire che la mastoplastica è l’inizio di un percorso che dura una vita: le protesi durano a lungo ma non sono eterne e la loro manutenzione e sostituzione è essenziale per avere sempre un seno adatto alla fisicità nelle diverse stagioni della vita. Il mio ruolo di chirurgo etico mi spinge ad approfondire questo argomento per fare chiarezza e rassicurare le pazienti più timorose. Naturalmente ogni percorso di mastoplastica ha la sua storia, ogni donna ha la sua storia e vi sono degli accorgimenti specifici che variano caso per caso.

 

 

Come mantenere i risultati di una mastoplastica?

 

Sembra una banalità ma nel corso della mia esperienza non mi stanco mai di ripeterlo: uno stile di vita sano è sicuramente un’ottima base per il mantenimento sia dei risultati della mastoplastica che per il proprio stato di salute. Smettere di fumare può ridurre il rischio di contrarre infezioni post operatorie. L’esito dell’intervento chirurgico, specialmente nella primissima fase post operatoria, può essere influenzato dall’interazione con farmaci e integratori quindi sarebbe auspicabile, laddove necessario, stilare un piano terapeutico condiviso. Un altro importantissimo fattore è l’esposizione al sole e l’uso di lampade abbronzanti, soprattutto in merito al processo di cicatrizzazione. Utilizzare regolarmente una crema con un alto valore di protezione solare (almeno SFP 30), può aiutare a proteggere la pelle. Bisogna applicarla anche anche quando si è completamente vestiti nella regione trattata, nonostante la progressiva scomparsa delle cicatrici.

Una volta passato il tempo prescritto per l’inizio delle attività fisiche, consiglio di praticare uno sport. Non deve essere necessariamente molto faticoso ma un minimo di movimento può aiutare a mantenere il proprio peso forma. Inoltre, è importante applicare creme e unguenti che migliorino tono ed elasticità della pelle anche dopo la fase della cicatrizzazione. Una delle raccomandazioni che faccio sempre è quella di mantenere una buona idratazione. Bere la giusta quantità d’acqua aiuta a proteggere lo stato di salute dei tessuti.

Visite di controllo e prevenzione

 

Tengo a ricordare l’importanza della prevenzione: è giusto che ogni paziente si sottoponga a periodici esami di controllo senologici. La mastoplastica è un intervento assolutamente sicuro e non interferisce con gli esiti diagnostici di ecografie e mammografie, basta segnalarne la presenza al medico.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels


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Mastoplastica e allattamento sono al centro di tante domande delle pazienti.  La mastoplastica è l’intervento di gran lunga più legato alla percezione della femminilità da parte delle stesse pazienti. Il fatto che sia molto richiesto lo dimostra. La nascita di un bambino è un evento straordinario che trasforma profondamente il corpo e la psiche di una donna. La neomamma è in un turbine di emozioni e ansie, soprattutto per quanto riguarda il seno che diventa fondamentale nella quotidianità per la nutrizione.

Le donne che si sono sottoposte a un intervento di mastoplastica prima della gravidanza possono allattare in tutta sicurezza e tranquillità perché i protocolli di chirurgia del seno sono elaborati con lo scopo di mantenere inalterate tutte le funzionalità della mammella proprio per queste eventualità. In questo caso è importante attendere 6 mesi almeno dopo l’intervento, per consentire il giusto recupero e successivamente cercare una gravidanza.

Mastoplastica e allattamento possono coesistere anche in modo felice, a patto che vengano rispettate alcune condizioni imprescindibili.

 

Collocazione delle protesi e allattamento

 

Voglio rassicurare le pazienti che desiderano sottoporsi a una mastoplastica e successivamente avere l’opportunità di allattare: è possibile farlo. Come avevo già scritto qui, tutto dipende dalla collocazione delle protesi: con un’incisione nel solco sottomammario, sia sul piano retroghiandolare che sul piano retromuscolare parziale, i dotti galattofori mantengono la propria funzionalità. Per questo motivo, consiglio alle mie pazienti di considerare quest’importante vantaggio.

Anche con un’incisione periareolare è possibile preservare i dotti galattofori, in quanto l’area interessata è periferica e non va a ledere le strutture sottostanti al capezzolo.

 

Chirurgia del seno dopo l’allattamento

 

Accade che in alcuni casi, dopo l’allattamento, il seno cambi aspetto. Basta pensare al seno svuotato o cadente. Per svuotamento della mammella s’intende un cambio di volume sensibile della ghiandola e del tessuto adiposo. Quando si parla di seno cadente, si considera la ptosi ossia un rilassamento delle fasce muscolari che sostengono la mammella, dopo un importante aumento di volume. A seconda dei casi, si può optare per una mastoplastica additiva (con o senza lipofilling) o correttiva per eliminare lo svuotamento. Per quanto riguarda il seno cadente, si potrebbe considerare una mastopessi con l’ausilio di protesi.

 

Quando sottoporsi all’intervento

 

Importantissimi sono i tempi: consiglio di attendere almeno 6 mesi dalla fine dell’allattamento. In tal modo si avrà una maggiore stabilità ormonale e il seno potrà rientrare in una volumetria pre-gravidanza.

Foto di Clayder Duque su Pexels











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