trattamenti Archivi - Pagina 10 di 11 - Cristiano Biagi

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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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Qualche volta accade che i tatuaggi lascino posto a qualche ripensamento, soprattutto se a distanza di tempo. La rimozione tatuaggi è tra i trattamenti più richiesti specialmente nei casi in cui i pigmenti si sono deteriorati rendendoli più simili a delle macchie sbiadite.

Il trattamento per la rimozione tatuaggi con laserterapia richiede diversi accorgimenti a seconda delle condizioni cliniche in cui si trova il paziente. Le uniche controindicazioni sussistono per chi ha un fototipo di pelle scura o abbronzata.

Rimozione tatuaggi: l’effetto del laser sui pigmenti

 

In genere, il trattamento si esegue esponendo l’area interessata al  laser q-switched caratterizzato dalla selettività termocinetica secondo cui, mediante delle peculiari lunghezze d’onda, si può ottenere un determinato effetto biologico con minimo danno sui tessuti circostanti. La luce laser, opportunamente regolata a seconda dei colori presenti, colpisce soltanto il pigmento del tatuaggio frammentandolo, senza ledere la pelle circostante. L’efficacia del laser si apprezza particolarmente sui colori molto scuri. Il numero di sedute necessarie varia a seconda dei colori presenti nel tatuaggio, da quanti anni è stato fatto e dalla profondità del pigmento. Inoltre, più il tatuaggio è scuro e recente, più il pigmento è superficiale, minore sarà il numero delle sedute. Il trattamento può dare una sensazione di calore che si può attutire con l’applicazione di una crema anestetica. Generalmente la parte trattata può apparire arrossata ma l’infiammazione tende a sparire dopo qualche ora. In alcuni casi possono svilupparsi degli edemi e delle anomalie nella pigmentazione che si risolvono in autonomia dopo pochi giorni.

 

Quante sedute sono necessarie?

 

Ogni tatuaggio è diverso,  il numero di sedute è proporzionale all’estensione dell’area da trattare. L’effetto è visibile al termine di cu ciclo di trattamenti. Se le zone interessate sono fotoesposte consiglio l’applicazione di una protezione solare a schermo totale.

Foto di Spencer Selover su Pexels

 


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Con l’arrivo dell’estate, braccia e gambe sono protagoniste ma talvolta possono mostrare spiacevoli inestetismi come i capillari evidenti. Le lesioni vascolari con il loro aspetto così appariscente sono una fonte di disagio per molte persone.

In presenza di emangiomi, spider nevi e capillari su viso e corpo, il protocollo più indicato è senza dubbio la laserterapia con laser vascolare. Vediamo nello specifico in cosa consiste e quali sono i benefici per i pazienti.

 

Capillari addio: il ruolo della laserterapia

 

Il trattamento delle lesioni vascolari si basa sull’assorbimento ottico da parte del cromoforo dei vasi sanguigni che è l’ossiemoglobina. L’energia laser di una definita lunghezza d’onda, Nd:Yag 1064nm, assorbita dall’ossiemoglobina, si trasforma in calore determinando un danno termico sulle strutture vascolari. In tal modo, si favorisce il processo di cauterizzazione delle aree interessate, provocando la recessione del fastidioso inestetismo causato dalla lesione. Il laser può risultare leggermente fastidioso a seconda delle zone con una sensazione di calore più o meno percettibile. Il sistema è comunque dotato di refrigerazione a getto d’aria fredda che elimina la sensazione di fastidio ed è possibile ovviare utilizzando una pomata anestetica. L’area trattata risulta arrossata per qualche ora.
Nei giorni successivi si possono avere gonfiori e piccole vescicole che si risolvono nel giro di pochi giorni. A lungo termine non permangono cicatrici; si possono verificare alterazioni del normale colore della pelle (iper/ ipopigmentazioni) che regrediscono in poche settimane. A seconda della situazione clinica, possono essere necessarie da una a tre sedute con un intervallo di 4/6 settimane. Il trattamento mostra i suoi frutti nel corso delle settimane.

 

Controindicazioni nel trattamento dei capillari evidenti

 

Questo protocollo non è amico dell’esposizione solare infatti è necessario evitarla per almeno 30 giorni dalla seduta. Inoltre, è sconsigliato per chi ha un fototipo di pelle molto scura o abbronzata e se il trattamento è effettuato su una zona molto esposta come il viso o le mani, è consigliato utilizzare sempre uno schermo solare totale. Nei giorni successivi è necessario applicare una pomata antibiotica e antinfiammatoria.

Foto di Ekaterina Bolovtsova su Pexels

 


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Molte persone sognano di poter fermare il tempo con una pelle dall’aspetto giovane e sano. La radiofrequenza consente di rallentare il processo d’invecchiamento della pelle, stimolando i tessuti a livello del derma attraverso l’emissione di particolari onde. In quest’articolo approfondirò il tema, toccando le diverse applicazioni e le modalità di esecuzione.

Ogni paziente ha delle specifiche esigenze che spesso vengono alla luce con maggiore evidenza durante il primo colloquio.

 

Radiofrequenza per il viso e il corpo

 

La radiofrequenza è un protocollo non invasivo particolarmente consigliato alle pazienti più timorose e che mostrano i primi segni di invecchiamento. La lassità cutanea e tissutale del viso e del corpo può essere efficacemente trattata. Zampe di gallina, rughe profonde e segni d’espressione saranno notevolmente attenuate. Anche il rilassamento del mento potrà beneficiare dell’azione tonificante delle onde di radiofrequenza, indicate anche per l’attenuazione del cosiddetto “collare di Venere”. Tengo a specificare che la radiofrequenza si rivela molto utile nel trattamento di inestetismi e problematiche dermatologiche come le cicatrici acneiche. La versatilità di questo protocollo consente di trattare con successo anche le altre aree del corpo quali: addome e braccia, interno coscia, glutei, cellulite e smagliature e cicatrici. Contrariamente alle laserterapie, la radiofrequenza può essere effettuata in tutti i periodi dell’anno in quanto non ci sono controindicazioni all’esposizione solare.

 

 

Precauzioni e indicazioni terapeutiche

 

Sarebbe bene evitare di sottoporsi alla radiofrequenza se si soffre di cardiopatie, in presenza di materiali metallici in prossimità delle aree da trattare e in caso di gravidanza presunta o accertata. Una seduta può durare dai 10 ai 30 minuti, viene ripetuta dopo 7-15 giorni per un massimo di 6 sessioni consecutive. Durante la seduta è possibile avvertire una sensazione di calore che si attenua in pochi minuti, talvolta può permanere un lieve rossore che si risolve da solo nel giro di poche ore.

Foto di Вячеслав Шах_Гусейнов su Pexels

 


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I trattamenti anticellulite con l’arrivo dell’estate, sono sicuramente i più richiesti. Molte pazienti mi chiedono chiarimenti sui protocolli non invasivi per molti motivi. In primo luogo per l’assenza dei tempi di recupero e poi perché, tra le più timorose, c’è molta preoccupazione sull’intervento chirurgico. In genere, si sceglie il trattamento idoneo alla condizione clinica e alla severità delle adiposità localizzate.

La medicina estetica offre molte soluzioni che consistono in procedure iniettive come la mesoterapia e il lipodissolve. Guardiamole più da vicino per conoscerle meglio e fare chiarezza sui benefici e sulle indicazioni terapeutiche.

 

Mesoterapia per gambe più snelle

 

La mesoterapia è un protocollo molto conosciuto e richiesto. Lo scopo principale del trattamento consiste nell’eliminazione dei liquidi in eccesso per rivitalizzare e dare tono ed elasticità a gambe, cosce, glutei e addome. Le microiniezioni intradermiche di sostanze che agiscono sul microcircolo e, in parte, sul grasso sottocutaneo, riducono la ritenzione dei liquidi e migliorano la texture della pelle. Inestetismi come l’effetto “buccia d’arancia” o la “pelle a materasso” tendono a scomparire.

L’effetto riducente degli attivi iniettati dà i suoi frutti sugli accumuli adiposi con grande efficacia. Talvolta, la mesoterapia può essere abbinata al linfodrenaggio o alla liposcultura. Il numero di sedute varia da 8 a 15 e possono durare 15-30 minuti. Il trattamento è indolore e non lascia cicatrici, in alcuni casi possono comparire dei piccoli ematomi che si riassorbono nel giro di pochi giorni.

La frequenza delle sedute è settimanale e, una volta concluso il primo ciclo, si consiglia una seduta mensile per il mantenimento dei risultati ottenuti.

Lipodissolve per ridurre le adiposità localizzate

 

Il lipodissolve è una tecnica che sfrutta l’azione della fosfatidilcolina, iniettata a livello del grasso sottocutaneo, per ridurre gli inestetismi della cellulite. Questo protocollo può essere un’alternativa alla liposcultura nel caso in cui si prediligano le procedure non invasive per combattere i depositi di adipe localizzato. La fosfatidilcolina è un fosfolipide presente nell’organismo che favorisce l’eliminazione e la conversione dei grassi in energia. Per questo motivo garantisce un’elevata tollerabilità e una grande sicurezza. La silohuette appare rimodellata in modo molto naturale, i punti critici trattati hanno un aspetto tonico e snello. Il numero di sedute varia da 5 a 8 con frequenza bisettimanale, nel giro di poche applicazioni si potrà riscontrare una sensibile riduzione dei volumi.

Il trattamento è assolutamente indolore e ha una durata di 15-20 minuti per seduta per un massimo di 4 aree da trattare. Dopo ciascuna seduta è possibile tornare alle proprie attività sociali e sportive.

Foto di Anna Shvets da Pexels











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