chirurgia del seno Archivi - Pagina 9 di 11 - Cristiano Biagi

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Il benessere psicofisico delle pazienti mi sta molto a cuore. Soprattutto quando un nuovo seno riesce a donare a una donna una percezione di sé più vicina ai propri desideri. Sono molto felice di raccogliere e pubblicare le parole di Nadia che raccontano del suo nuovo modo di sentirsi, in seguito alla mastopessi additiva. 

Mastopessi additiva per sentirsi nuovamente bella  

 

“Mi sono avvicinata alla chirurgia estetica quasi per caso, dopo aver deciso di ripartire da me in seguito a un lungo periodo di vicissitudini familiari. Mi sentivo assolutamente a disagio col mio seno ed ero arrivata addirittura a detestare il mare e le occasioni mondane.  Nonostante l’inevitabile ansia mista a trepidazione, seguendo le preziose indicazioni del dottore ho potuto affrontare il mio percorso di rinascita (sia pre che post intervento) con serenità e positività. Ora posso affermare con sicurezza che mi sento completa e assolutamente in armonia col mio corpo. Affidatevi sempre a professionisti che vi ispirano fiducia e serietà e non abbiate paura di migliorarvi sempre, perché affidandovi a professionisti fantastici sarete guidati al meglio in ogni momento. “

 

Parole di speranza 

Riuscire a riconciliarsi con la propria femminilità in seguito a un intervento chirurgico è un percorso che segna profondamente una donna. Riesce a darle nuova speranza e l’aiuta a guardare con fiducia al futuro. Per questo motivo non mi stancherò mai di ripetere alle pazienti che l’importante è saper ascoltare se stesse, trovando nel profondo le vere motivazioni che spingono a ricercare il cambiamento. Come ha fatto Nadia che, con coraggio, ha preso in mano il proprio destino. 

 

 

Foto di Pixabay su Pexels

 


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La cosa che più amo del mio lavoro  è la possibilità di restituire la fiducia e il sorriso alle pazienti che lo hanno perso. Soprattutto con la mastoplastica correttiva in seguito a esiti operatori insoddisfacenti o con complicanze. La storia di Sara, affetta da breast illness dovuta a un intervento sbagliato di mastoplastica additiva, mi ha dato l’opportunità di restituire il benessere psicofisico a una donna. Spero che la sua testimonianza possa dare forza e fiducia a tutte le donne che si trovano nella stessa situazione. 

Una nuova vita senza dolori con la mastoplastica correttiva

“Come tante persone, anch’io sono stata vittima di un grave caso di malasanità e chirurghi che usano il bisturi come arma a doppio taglio. Da una parte ti possono migliorare la vita ma se capiti dal lato apposto ti distruggono la vita.

Il tutto è iniziato con la rottura delle mie prime protesi del seno che mi hanno innescato la Breast Illness. I primi sintomi erano il ciclo che non si fermava più, stanchezza e irritabilità per poi, con il passare del tempo, trasformarsi in un mostro che mi mangiava il corpo dall’ interno. Non riuscivo più a camminare e persino tenere una penna in mano era troppo difficile.

L’ infiammazione era così elevata che non avevo più memoria, non riuscivo più ad alzarmi ed anche la parola non c’era più! Stavo vivendo con foglietti per ricordare, la roba la dovevo mettere a vista d’occhio per ricordare e non inciamparci sopra. Persino l’aria mi sembrava pesante e dolorosa! Non so veramente come ringraziare il chirurgo Cristiano Biagi che è stato l’unico che mi ha salvato la vita. Ha usato il suo bisturi per donarmi un nuova vita senza dolori.”

Foto di Maksim Goncharenok su Pexels

 


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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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Il capezzolo è una parte anatomica fondamentale nel seno perché definisce la funzionalità della ghiandola mammaria. L’allattamento non potrebbe avvenire senza di esso. Ricordiamo che ha anche una funzione estetica, infatti, con la sua forma determina anche l’aspetto del seno in generale. Gli inestetismi del capezzolo sono una fonte di disagio per le donne che ne soffrono, sia in ambito estetico che funzionale. Vi sono tre principali tipologie di anomalia del capezzolo: introflesso, ipertrofico e piatto e in ogni caso è possibile curarle con la chirurgia estetica.

 

Introflesso, ipertrofico e piatto: le tre anomalie principali

 

Pur avendone già parlato qui, il capezzolo introflesso ha un aspetto rientrante, appare ripiegato su se stesso, può essere causato da dotti galattofori troppo corti o retratti. In molti casi presenta un senso di fuoriuscita deviato verso destra o sinistra ed essendo completamente invertito, ostacola la fuoriuscita di secrezioni. Nelle condizioni meno gravi si parla di capezzolo piatto in quanto, attraverso la stimolazione mediante il freddo o l’attacco del neonato, si estroflette senza compromettere l’allattamento. Si parla, invece, di capezzolo ipertrofico quando il tessuto dei dotti galattofori si sviluppa in modo anomalo. In questo caso, l’aspetto può essere più allungato, prominente  o avere un diametro maggiore. Dal punto di vista funzionale, il capezzolo ipertrofico non provoca alcun disturbo ma può causare un disagio psicologico connesso all’estetica.

 

La mastoplastica correttiva per il capezzolo

 

Le modalità di intervento sono differenti, a seconda delle condizioni cliniche della paziente e dell’anomalia da trattare. Nel caso del capezzolo introflesso e piatto, si procede con un’incisione periareolare volta a liberare le aderenze dei dotti galattofori e a fermarlo all’esterno. Per l’ipertrofico la procedura è differente: si riduce la superficie con incisioni alla base e all’apice. In questo modo se ne preserva la sensibilità e la funzionalità. Le operazioni svolgono in anestesia totale e dopo 15-20 giorni è possibile tornare alla propria vita quotidiana.

Foto di cottonbro su Pexels


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Se per una donna il seno un importante elemento che esalta la femminilità, per gli uomini in taluni casi diventa un vero e proprio disagio. Sto parlando di ginecomastia, lo sviluppo anomalo delle mammelle nell’uomo. Durante l’età puberale, grazie all’azione del testosterone, le ghiandole mammarie negli uomini vanno incontro a un processo di atrofia, per questo motivo il tessuto mammario negli uomini resta naturalmente non sviluppato. Bisogna distinguere la ginecomastia vera dalla pseudoginecomastia: quest’ultima, infatti, consiste in un accumulo adiposo nella regione mammaria che non coinvolge lo sviluppo della ghiandola. Spesso le due condizioni si presentano nello stesso momento, rendendo il processo terapeutico più lungo.

Al pari delle donne, anche gli uomini hanno bisogno di tutto il sostegno psicologico possibile per affrontare l’intervento. La chirurgia estetica è una procedura risolutiva per la ginecomastia, vediamo nel dettaglio in cosa consiste.

 

L’intervento che restituisce all’uomo la propria sicurezza

 

Dopo la prima visita chirurgica, si definisce lo stato clinico del paziente. Quest’intervento può essere effettuato in ogni fascia d’età, senza particolari controindicazioni. A seconda che si tratti di ginecomastia vera o pseudoginecomastia, il chirurgo decide come procedere. Nel primo caso, la procedura interessa la ghiandola mammaria di cui si effettua l’asportazione, nel secondo caso invece si esegue una liposcultura per ridurre l’adipe in eccesso e modellare la zona. Come avevo spiegato prima, spesso queste due condizioni sussistono in contemporanea dunque l’intervento consisterà sia in una liposcultura che nell’asportazione della ghiandola nella sua interezza. L’intervento non lascia cicatrici evidenti in quanto i punti di sutura vengono applicati tra la cute dell’areola e quella del petto. Nei giorni successivi potrebbero apparire alcuni gonfiori o ecchimosi che si risolvono spontaneamente.

L’intervento si esegue in day hospital e ha una durata massima di 2 ore. I punti vengono rimossi dopo circa 2 settimane e a partire dalla terza settimana successiva all’operazione è possibile riprendere una moderata attività sportiva.

 

Consigli e indicazioni terapeutiche

 

La ginecomastia può apparire in varie stagioni della vita, tuttavia consiglio ai pazienti di sottoporsi all’intervento dopo la pubertà. Durante questa stagione della vita, la patologia può manifestarsi ed eventualmente regredire in modo spontaneo. Vi sono anche casi di ginecomastia senile cioè dovuta all’invecchiamento, soprattutto negli individui che soffrono di obesità, a causa della progressiva riduzione dei livelli di testosterone.

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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