chirurgia estetica Archivi - Pagina 3 di 10 - Cristiano Biagi

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La mastoplastica riduttiva è la soluzione ideale per le donne che vivono con disagio il volume e l’aspetto del seno. Mentre molte ambiscono ad avere un decolletè più generoso, vi sono anche pazienti che arrivano a sviluppare veri e propri complessi, rifiutandosi di indossare un costume da bagno a causa di un seno troppo grande. Senza contare che un seno troppo grande tende a portare disturbi muscolari. Condivido con gioia l’esperienza di Sara, una paziente che ha deciso di effettuare questo intervento per ritrovare finalmente la propria serenità.

“Finalmente un seno piccolino, contenuto e sollevato”

“A gennaio 2023 ho subìto un intervento di mastoplastica riduttiva con tecnica Torek. A parte la gentilezza e la professionalità, il Dottor Biagi è una persona chiara nelle spiegazioni, competente e molto disponibile. Il mio seno era ormai troppo grande, cadente e senza una forma ben precisa ma ora posso ritenermi più che soddisfatta del lavoro svolto. Ho finalmente un seno piccolino, contenuto e sollevato. L’intervento è andato benissimo come anche il post operatorio, leggermente doloroso ma gestibilissimo e che tutt’ora sta proseguendo bene. Sia io che il Dottore siamo molto soddisfatti del risultato. Sono stata ricoverata nella struttura di Padova dove ringrazio tutte le infermiere per essersi prese cura di me durante la nottata non poco turbolenta. Ottima struttura e personale qualificato. Vorrei dire due parole anche per Natascia che è stata meravigliosa. Disponibile fin dalla prima visita, sempre pronta a dare supporto. Persona speciale, molto empatica e simpatica.”

Il giusto supporto

Stare vicino alla paziente, ascoltarla e comprendere le profonde ragioni che spingono una donna a rivolgersi alla chirurgia estetica è fondamentale nel mio lavoro e sono lieto che testimonianze come questa possano aiutare le donne più timorose a concedersi un’opportunità.

Foto di Narishsltnv da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La chirurgia estetica in età avanzata suscita un acceso dibattito etico e terapeutico che coinvolge professionisti sanitari, pazienti e opinione pubblica. Mentre molti guardano a questa tematica con sufficienza, attribuendo alla chirurgia estetica una connotazione frivola, credo invece che il discorso meriti un giusto approfondimento. Le persone che si rivolgono al bisturi dopo i 70 anni non sono solo alla ricerca di una nuova freschezza ma chiedono di poter vivere la vita, che si è per fortuna allungata, senza disagi e compromessi. La chirurgia estetica aiuta a superare anche problematiche funzionali che, con l’avanzare dell’età, rendono la vita quotidiana più complicata. Basti pensare alla sfera quotidiana, come i disagi generati dalle patologie che necessitano di una blefaroplastica oppure alla chirurgia intima che aiuta gli uomini e le donne a ridurre considerevolmente le conseguenze di menopausa e andropausa.

Gli interventi più richiesti

Tengo a chiarire che, come è giuro, tra uomini e donne ci sono esigenze differenti entrambe con un tratto comune: il desiderio di recupero del tono tissutale, con la riduzione di rughe profonde. Molte persone, attente alla cura del viso, privilegiano il lifting. Le donne spesso richiedono una riduzione del seno in quanto spesso è associato alla giovinezza, in metta inversione di tendenza rispetto all’aumento del seno richiesto dalle più giovani. Anche gli uomini fanno attenzione al petto e richiedono il trattamento della ginecomastia, spesso causata da fattori ereditari, importanti aumenti di peso e ptosi. Gli accumuli di adipe vengono risolti con una liposcultura che dia, proporzionalmente all’età, un effetto snellente armonico che conferisca alla figura un aspetto armonico.

Un approccio più consapevole

Le pazienti e i pazienti che ricorrono alla chirurgia estetica in età avanzata richiedono un tangibile miglioramento del proprio aspetto, senza la pretesa di far tornare indietro il tempo troppo bruscamente. Il desiderio di sentirsi in forma è pienamente realizzato, con un approccio più maturo e consapevole.

Foto di Mikhail Nihlov da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Nell’immaginario comune una donna con un seno florido e prosperoso è considerata più attraente. Le percezioni e i condizionamenti culturali lasciano però il tempo che trovano. Quando un seno è troppo grande, con una volumetria assai accentuata rispetto al resto del corpo, può causare diversi problemi e tensioni muscolari alla colonna vertebrale. Spesso, purtroppo, ai disturbi fisici si abbinano quelli psicologici come la sensazione di disagio nella percezione di sé e nella vita di relazione. La chirurgia estetica può aiutare efficacemente le donne che soffrono di ipertrofia mammaria con la mastoplastica riduttiva.

I benefici della mastoplastica riduttiva

Inizio con dire che tanto il volume quanto la forma del seno sono determinati geneticamente. Avere un seno troppo grande è dunque una caratteristica ereditaria e lo sviluppo eccessivo delle mammelle può essere trattato in modo efficace chirurgicamente. La mastoplastica riduttiva (di cui ho parlato anche qui) ridisegna e riproporziona il seno in tutta sicurezza, senza particolari controindicazioni ed è raccomandata in caso di cervico-dorsalgie e disturbi dermatologici dovuti al peso delle mammelle. L’intervento non inficia in alcun modo la capacità di allattare in quanto l’azione chirurgica non interferisce con la ghiandola residua, dotti galattofori e capezzoli. Inoltre, per la riduzione del tessuto, il rischio di tumore della mammella diminuisce.

Cicatrici e indicazioni terapeutiche

L’estensione delle cicatrici della mastoplastica riduttiva è legata a due fattori principali: la tecnica operatoria (periareolare, talvolta accompagnate da incisioni verticali e orizzontali) e importanza del volume ridotto. Più “cadente ” sarà il seno, più estese saranno le cicatrici. Naturalmente le incisioni saranno adeguatamente effettuate per consentirne l’assorbimento e nascondere e cicatrici il più possibile. Come è giusto, è importante curare le cicatrici postoperatorie con accorgimenti specifici da seguire dopo tutte le mastoplastiche e in alcuni casi con creme e cerotti speciali.

Foto di Cottonbro studio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastopessi, come molti sapranno, è la procedura chirurgica ideale per risollevare e rimodellare un seno cadente. Le cause della ptosi mammaria possono essere molteplici come una repentina variazione di peso, allattamento o predisposizione ereditaria. Molte pazienti sono preoccupate dalla visibilità delle cicatrici, in questo articolo voglio rassicurarle e approfondire il tema, parlando più diffusamente delle tecniche chirurgiche che consentono di ridurre al minimo le cicatrici. Tengo a specificare che, in base alle caratteristiche dell’intervento, c’è una gestione differente dell’intervento e degli esiti cicatriziali.

Mastopessi, tutte le tecniche chirurgiche

In genere, quanto si effettua una mastopessi senza protesi, vi sono tre incisioni principali: periareolare (per ptosi da leggere a moderate), verticale (per eliminare eccessi cutanei e sollevare tessuti) e orizzontale (a T rovesciata per facilitare l’occultamento della cicatrice). Con la tecnica multiplane si può ottenere un sensibile sollevamento delle mammelle senza cicatrici in zone visibili con l’inserimento di una protesi, anche di dimensioni ridotte. Le incisioni multiplane sono praticate in punti interni nascosti che non esitano in cicatrici visibili. L’unico micro taglio è nella parte bassa del seno che serve per la collocazione della protesi. Per ottenere un risultato più naturale è consigliabile scegliere insieme al chirurgo la tipologia di protesi e la forma in base alla fisicità della paziente, evitando aumenti di volume eccessivi.

Cura delle cicatrici

Un intervento chirurgico attua una modificazione della struttura fisica dell’area tratta ma, grazie alla cura attenta e scrupolosa degli esiti cicatriziali, è possibile ridurre al minimo anche i più piccoli segni e farli progressivamente scomparire rendendo omogenea la pelle. L’applicazione di creme specifiche, l’attenzione nella protezione dall’esposizione solare e la cura quotidiana della pelle possono effettivamente aiutare la pelle a recuperare tono e uniformità.

Foto di Elizabeth Tarasova da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Ogni persona desidera sentirsi bene con se stessa, sia livello fisico che a livello psicologico, soprattutto quando di tratta di ridefinire il rapporto con la propria immagine corporea. In molti casi, grazie alla mia esperienza, la chirurgia estetica ha giocato un ruolo fondamentale nel raggiungimento di quest’obiettivo. Migliorare la propria forma fisica e decidere di affidarsi a un professionista sanitario per farlo, richiede un profondo dialogo con se stessi. In questo articolo, esploreremo il connubio tra benessere psicofisico e chirurgia estetica, sottolineando come tale approccio possa essere un percorso verso una maggiore armonia personale.

Il ruolo della chirurgia estetica

La chirurgia estetica può essere una soluzione efficace per risolvere conflitti e inquietudini riguardo a imperfezioni del viso o del corpo che possono influenzare negativamente l’autostima e la qualità di vita del paziente. Un nuovo seno, un corpo più snello e armonico in molti casi sono più di un’esigenza puramente velleitaria e aiutano il conseguimento di una maggiore armonia personale. Ricordiamo sempre che il benessere psicofisico si basa sulla consapevolezza che mente e corpo sono strettamente interconnessi. Quando ci sentiamo bene mentalmente, siamo più motivati a prenderci cura del nostro corpo. Allo stesso modo, un corpo che si sente in salute e soddisfatto può contribuire positivamente al nostro equilibrio emotivo.

Speranze e aspettative realistiche

Naturalmente, in tutto ci vuole equilibrio. La chirurgia estetica non è la bacchetta magica per tutti i problemi di autostima o immagine corporea. È importante avere aspettative realistiche riguardo i risultati e comprendere che i protocolli chirurgici possono migliorare l’aspetto fisico, ma non affrontare questioni psicologiche profonde. In casi molto delicati, è consigliabile abbinare all’ascolto del proprio chirurgo anche una consulenza psicologica propedeutica all’ingresso in sala operatoria.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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