lipofilling Archivi - Cristiano Biagi

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Il lipofilling consiste nell’iniezione di grasso autologo, previo ciclo di purificazione, nelle parti del corpo quali il viso e il seno, ad esempio. Mi viene spesso richiesta questa tecnica da molte pazienti che preferiscono evitare l’impianto protesico, ma anche da donne che desiderano enfatizzare il contouring della mammella dopo una mastoplastica ad impianto protesico. In quest’articolo approfondirò i vantaggi e le indicazioni di questo protocollo.

I vantaggi del lipofilling

Inizio col dire che, visto che si utilizzano le cellule adipose della stessa paziente, i rischi di rigetto vengono praticamente azzerati, inoltre l’effetto finale è sicuramente naturale. I risultati sono permanenti e durevoli, l’operazione ha una durata che va dalle due alle quattro ore, può essere eseguita anche in anestesia locale con una convalescenza che dura circa 7-10 giorni. Come per tutti gli interventi di mastoplastica additiva, si potrà apprezzarne il risultato stabilizzato intorno ai 3-6 mesi dopo l’operazione. molto dipende dalla quantità di grasso asportato ed è proporzionale all’aumento del seno. [/vc_column_text][button size=”medium” style=”white” target=”_self” hover_type=”default” text=”Prenota la tua prima visita” link=”https://www.cristianobiagi.it/per-la-tua-prima-visita-subito/” margin=”10px 10px 10px 10px” border_radius=”50″][vc_empty_space css=”.vc_custom_1673625070368{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column][/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_column_text]

Indicazioni terapeutiche post-intervento

Nonostante si tratti di un’operazione che non prevede un post-intervento doloroso, è bene evitare sforzi fisici e attività sportiva per la prima settimana e successivamente per i 30 giorni dopo. L’alimentazione e la cura del corpo giocano un ruolo importantissimo, il peso dev’essere mantenuto stabile per evitare che il volume dato dal tessuto adiposo innestato subisca dei cali. Consiglio spesso, quando possibile, l’esecuzione di massaggi linfodrenanti nelle zone di prelievo del grasso per aiutare il progressivo riequilibrio delle forme.   Foto di Владимир Васильев su Pexels

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Stress, privazione del sonno, rughe d’espressione molto marcate tendono a dare un aspetto molto più stanco e anziano allo sguardo. Molte pazienti mi richiedono trattamenti e protocolli chirurgici mirati per ottenere uno sguardo giovane, eliminando la fatica e attenuando i segni del tempo. Tengo a specificare che le opzioni sono molteplici e ognuna dev’essere scelta caso per caso, a seconda degli obiettivi di bellezza e della condizione di partenza. Ecco come donare nuova freschezza a uno sguardo stanco e spento.  

 

Sguardo giovane con la medicina e la chirurgia estetica

Borse e occhiaie sono spesso create da uno stile di vita ad alto stress, dal ristagno di liquidi e dalla forza di gravità. Quell’effetto così antiestetico di rigonfiamento causato dalle borse risente inevitabilmente anche dl processo di ptosi dei tessuti. Per l’eliminazione delle borse è possibile sottoporti a una blefaroplastica, inferiore, superiore o completa. L’intervento chirurgico è particolarmente consigliato soprattutto nei casi in cui l’apertura degli occhi risulta difficoltosa, al punto di ridurre il campo visivo. 

Per quanto riguarda invece i trattamenti di medicina estetica, potrebbe essere consigliabile sottoporsi a un ciclo di radiofrequenza e laserterapie. Anche i filler all’acido ialuronico e l’uso della tossina botulinica possono essere due validi protocolli per correggere la stanchezza dello sguardo. 

 

Consigli e indicazioni post trattamento

A prescindere dal protocollo consigliato dal chirurgo, è importante osservare uno stile di vita sano, curando l’igiene del sonno, l’alimentazione ed evitando il fumo. Seguendo questi accorgimenti e sottoponendosi a periodici controlli post trattamento è possibile mantenere più a lungo i risultati ottenuti. 

 

Foto di Miyicahel Tamburini su Pexels

 


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Il Brazilian butt lift è tra gli interventi più richiesti per il rimodellamento del lato B. Negli ultimi anni c’è stato un grande ritorno alle forme più generose e molte donne vorrebbero un sedere da star. Glutei rotondi, alti e sporgenti come quelli delle modelle latine e delle donne brasiliane. Vediamo in cosa consiste questo protocollo. 

 

Brazialian butt lift: cos’è e in cosa consiste

Il Brazilian butt Lift è una procedura chirurgica che rimodella le forme dei glutei e i volumi con la tecnica del lipofilling. Le cellule adipose in eccesso, adeguatamente purificate, si iniettano nelle natiche per aumentarne le dimensioni. Solitamente si abbina anche un effetto lifting a questa procedura, sollevando e rimodellando la forma dei glutei.

La liposcultura propedeutica all’intervento regala un effetto ancora più armonico, soprattutto se il grasso viene prelevato da addome, fianchi e cosce. L’intervento ha una durata media che va dalle 2 alle 6 ore e richiede una convalescenza postoperatoria di circa 4 settimane. 

Indicazioni terapeutiche 

Durante le settimane di recupero, è consigliabile indossare una guaina contenitiva da tenere per almeno 30 giorni. In questo stesso periodo si sconsiglia l’attività sportiva. Gli esiti cicatriziali sono minimi in quanto si praticano piccole incisioni che servono all’inserimento delle cannule nelle aree interessate. 

 

Foto di Anastasia Onegina su Pexels

 


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Un intervento molto richiesto è senza dubbio il lifting del seno, ossia la mastopessi. Le cause di un aspetto cadente della mammella possono essere molteplici: in linea generale, il fenomeno della ptosi è connesso al passare degli anni. Con l’invecchiamento, i legamenti di Cooper, che hanno la funzione di “reggiseno naturale”, perdono tono e cedono alla forza di gravità determinando l’effetto di “caduta verso il basso”.

Se a questo si aggiungono drastici cambiamenti di peso o una o più gravidanze, la ptosi si accelera.

Molto spesso il seno cadente appare anche svuotato e con un fastidioso effetto di pelle in eccesso. Il protocollo più efficace è l’intervento chirurgico, in quanto il mantenimento di un peso forma o un’attività fisica concentrata nella regione pettorale non danno i risultati sperati.

Il processo di ptosi è fisiologico e i fattori genetici e individuali ne determinano il decorso. 

 

Quali sono i vantaggi del lifting del seno  

Ho parlato diffusamente della mastopessi e delle modalità operative anche qui . Oggi vorrei approfondire sui benefici che dà alle pazienti.

La mastopessi rialza e ridisegna la forma delle mammelle con vero e proprio effetto lifting. I tessuti mammari sono alleggeriti dall’eliminazione della cute in eccesso nella parte inferiore. Inoltre, la posizione del capezzolo e delle areole risulta rialzata con un effetto più armonico, in molti casi si ricorre al loro rimodellamento.

L’importante è che nel corso della prima visita chirurgica, la paziente indichi al chirurgo i propri desideri e le aspettative. Spesso a quest’intervento si abbina una mastoplastica additiva o un lipofilling per riequilibrare i volumi e dare un aspetto più pieno alla mammella. Nel caso in cui il seno sia già molto grande, si preferisce ridurlo. 

La figura risulta immediatamente più giovane e armonica. Basti pensare che il dolore è minimo o assente, perché il “lavoro chirurgico” si limita ad un rimodellamento dei tessuti superficiali, cioè pelle, grasso e ghiandola.

Negli interventi associati all’impianto retromuscolare di protesi, la paziente può avvertire un senso di fastidio o tensione pettorale, di breve durata, legato allo stress cui è stato sottoposto il muscolo. Nulla che non si possa controllare con comuni farmaci analgesici.

 

Come comportarsi dopo l’intervento? 

Come per tutti gli interventi chirurgici al seno, dopo la mastopessi bisognerà indossare uno specifico reggiseno sostenitivo per circa un mese, evitando bruschi movimenti con la parte alta del corpo e le braccia per circa 20 giorni. Una volta trascorso questo periodo e previa costante supervisione chirugica, la paziente potrà tornare a svolgere le proprie attività sportive. 

 

Foto di Jernej Graj su  Unsplash

 


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Quando una donna sconfigge una grave malattia come un tumore alla mammella ha bisogno più che mai di affidarsi alle cure di un chirurgo etico. Le sofferenze fisiche e psicologiche mettono in luce la sua forza ma anche le sue fragilità e la sua delicatezza. Per questo motivo mi stanno molto a cuore i casi di mastoplastica ricostruttiva in seguito a una mastectomia.

 

Come si effettua la mastoplastica ricostruttiva

Ogni donna affronta in modo unico questo percorso. Molte sono animate dalla determinazione di recuperare la propria femminilità reagendo alle ferite fisiche e psicologiche che lascia una malattia. Le condizioni di partenza sono differenti a seconda della procedura sottrattiva utilizzata. Una quadrantectomia che prevede l’asportazione di una sola parte di un seno necessita una ricostruzione diversa da un caso di mastectomia bilaterale.

Nel trattamento della quadrantectomia si punta a ricreare la simmetria e i volumi della mammella sana per dare un effetto più naturale possibile. Si parla di ricostruzione totale quando entrambi i seni vanno ricreati completamente. Le tecniche e i risultati finali vengono scelti con particolare cura. Alcune donne prediligono delle protesi che oltre alla forma del seno che avevano, riescono a donare un un effetto armonizzante, magari con un lieve incremento del volume.

Un’altra tecnica abbastanza diffusa consiste nello svuotamento della mammella cioè il nipple-sparing. In questo caso c’è la conservazione dei tessuti di rivestimento. In questo caso le protesi vanno inserite  sotto il muscolo pettorale.

 

Lipofilling o mastoplastica additiva?

Dipende dai casi, dai desideri della paziente e dal suo stato clinico. Molte tendono a preferire il  lipofilling in quanto consente di ricreare i volumi perduti in seguito all’intervento oncologico, rimodellando le mammelle e migliorando della qualità dei tessuti e delle cicatrici.

Secondo alcuni studi scientifici, il grasso umano è ricco di cellule staminali adulte, capaci di rigenerare in modo profondo i tessuti in cui vengono trasferite. In tal modo viene contrastata anche la Post Mastectomy Pain Syndrome (PMPS). Questo disturbo colpisce circa il 40% delle donne sottoposte a mastectomia e si manifesta con dolore compreso tra la cicatrice, l’ascella e il braccio. Una sintomatologia dolorosa resistente agli antidolorifici e agli anti-infiammatori e che l’uso del grasso può ridurre sensibilmente.

Foto di Klaus Nielsen su Pexels

 











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