mastoplastica additiva Archivi - Pagina 7 di 7 - Cristiano Biagi

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Lipofilling al seno sì o no? La risposta corretta è sì ma solo in alcuni casi specifici. Ho già parlato di questo argomento qui, tuttavia è giusto rassicurare le donne che leggono spesso notizia contrastanti in merito a questa procedura. Il lipofilling consiste nel prelievo di cellule adipose da parti del corpo come addome, che vengono trapiantate nell’area da trattare. Dal momento che si tratta di cellule adipose è fondamentale agire con precisione e accuratezza rispetto ai volumi da restituire al corpo, per un effetto più naturale possibile.

Tengo a precisare che il lipofilling al seno non sostituisce una mastoplastica additiva laddove richiesta.

 

 

Ecco in quali casi è indicato

 

Il lipofilling al seno è la soluzione ideale per trattare uno svuotamento della mammella inseguito all’allattamento o a un perdita di peso drastica. In questo caso, è fondamentale che il punto di iniezione in cui inoculare le cellule adipose sia individuato con estrema precisione. Un altro fattore è la corretta sterilizzazione e depurazione del grasso, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di infezione. Inoltre, un cattivo accumulo di grasso potrebbe portare alla deformazione del seno, alla formazione di noduli e granulomi e a sintomatologie dolorose. Nei casi più gravi, un eccesso di iniezione di grasso potrebbe generare una necrosi del tessuto mammario. In genere, sarebbe ragionevole raggiungere l’aumento di appena una taglia con il lipofilling, considerando che non si tratta di un intervento duraturo in quanto circa il 30% delle cellule viene riassorbito dall’organismo. Per un risultato di maggiore durata e con meno rischi è utile valutare una mastoplastica additiva.

 

 

Quando è meglio non farlo

 

La non invasività del lipofilling rappresenta una sirena irresistibile per le pazienti più timorose ma questo aspetto non deve trarre in inganno. Questa procedura è assolutamente sconsigliata per il trattamento del seno cadente o ptosi mammaria. Le iniezioni di grasso non vanno a correggere le asimmetrie, anzi potrebbero aggravare la situazione perché aggiungono un volume che tende a pesare ul seno. Una mastopessi additiva, invece, sarebbe risolutiva e restituirebbe alla paziente che soffre di ptosi un seno più armonico e bello.

Foto di Evelyn Chong su Pexels


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Chirurgia estetica e femminilità fanno parte del mio vivere quotidiano. Come chirurgo estetico etico sono cosciente del grande ruolo che ha la mia figura di professionista per le mie pazienti. Molte donne mi chiedono di aiutarle a cambiare per restituire loro il benessere psicofisico per potersi riconciliare con la propria femminilità. La prima visita è fondamentale proprio per questa ragione: ascoltare le pazienti consente di arrivare al cuore dell’esigenza di cambiamento. La chirurgia estetica non è un vezzo e ogni intervento offre delle indicazioni precise sul modo di intendere la femminilità di ciascuna paziente.

Tutte le istanze di cambiamento devono essere ascoltate ed affrontate con la giusta cautela e delicatezza. Molto spesso, dietro la richiesta di un seno più prorompente o di labbra più sensuali e un corpo snellissimo ci sono delle dinamiche psicologiche complesse.

 

 

Il giusto equilibrio e gli interventi adatti

 

Non sono uno psicologo ma in quanto chirurgo etico credo che sia indispensabile entrare in sintonia con la paziente, creando un rapporto di fiducia e sicurezza. La chirurgia estetica è come un viaggio che ogni donna compie verso se stessa e che attraversa tutte le fasi della vita. Bisogna prendere per mano con professionalità e sensibilità la paziente e guidarla verso l’intervento più idoneo. Ad esempio, spiegare nei minimi dettagli le procedure con i relativi limiti può essere molto importante per dare alla paziente una visione realistica dei risultati attesi. Non accetterei di praticare una mastoplastica additiva su una quarta misura, al contrario, consiglierei un diverso intervento che esalti la naturale bellezza del seno, salvaguardando l’armonia e le proporzioni del corpo. Mi è accaduto di effettuare più di una mastoplastica correttiva per correggere gli esiti operatori di altri interventi. In quei casi, nel corso della mia carriera ho potuto constatare la grande importanza del ruolo di guida che ha il chirurgo.

 

 

Quando il chirurgo etico dice no

 

Se una paziente sostiene di non poter uscire a causa del proprio seno o copre gli specchi per non vedere la propria immagine, il discorso cambia. In questo caso, si tratta di dismorfofobia. Una patologia che distorce la percezione del proprio corpo e che necessita l’intervento di uno psicologo o di uno psicoterapeuta. Naturalmente, stiamo parlando di situazioni particolari. Nel campo della chirurgia estetica è sempre più frequente che arrivino richieste di interventi che partono più da condizionamenti esterni che da esigenze oggettive. Voler somigliare a una diva del cinema, a una famosa modella o a una showgirl non è un buon motivo per ricorrere al bisturi. Un chirurgo estetico etico ha il dovere di dire di no. Soprattutto perché ha a cuore la salute della paziente e vuole esaltarne la naturale bellezza.

Foto di Yan Kukrov su Pexels


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Mastoplastica e psicologia sono molto più vicine di quanto si pensi.  Si tratta di un protocollo che è molto di più un intervento di chirurgia estetica. Rappresenta un sogno, un’aspirazione, in taluni casi, una necessità della donna che sente di volere un corpo più vicino al suo modo di essere.

Sono molte le pazienti che si rivolgono a me, piene di domande e dubbi, sia sull’intervento che sul suo esito. Il mio ruolo non è solo quello di rispondere ai loro interrogativi ma anche di sostenerle in questo percorso che le accompagnerà lungo tutto l’arco della propria vita. In quanto chirurgo etico, la mia missione è proprio quella di aiutare la naturale bellezza di ogni donna a liberarsi ed esprimersi in un aspetto più naturale e rispettoso possibile.

Mastoplastica e psicologia nel percorso verso il nuovo seno

Quando una paziente sceglie di rivolgersi a un chirurgo è mossa da motivazioni profonde che riguardano la propria identità. Questo accade soprattutto dopo la guarigione da una patologia tumorale o in seguito a incidenti o traumi. Il sentimento di ansia e aspettativa è legato alle fasi immediatamente precedenti all’intervento. La donna si chiede quale sarà il risultato finale, con un misto di paura e speranza. Dopo subentra la paura del dolore e dell’anestesia che può essere sconfitta attraverso la massima trasparenza del chirurgo. Spiegare come si svolge la mastoplastica in tutti i suoi dettagli può essere molto rassicurante per la paziente. Infine, si teme di non riconoscersi più nella propria immagine. La mastoplastica modifica l’aspetto esteriore in una forma migliore e spesso occorre qualche settimana per abituarsi al nuovo seno. La psicologia della paziente affronta un momento delicato, in cui si abbandona un immagine del corpo che crea un disagio e si impara ad amare una nuova forma di sé.

Il ruolo della chirurgia estetica etica

Sono convinto che la chirurgia estetica debba esaltare il fascino e la naturale bellezza di ogni donna, attraverso il rispetto del corpo e delle proporzioni. Per questo motivo respingo gli eccessi, soprattutto nel caso della mastoplastica, dove il seno e la percezione della femminilità della donna cambiano. Mastoplastica e psicologia sono importantissime, come la scelta del chirurgo che guida la paziente verso la sua nuova idea di bellezza.

Foto di Dmitriy Ganin su Pexels











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