Chirurgia volto Archivi - Pagina 3 di 5 - Cristiano Biagi

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 Gli occhi sono lo specchio dell’anima ed esprimono tutte le emozioni e le espressioni. Danno carattere al volto ma, purtroppo, il tempo passa anche per lo sguardo. Palpebre appesantite, zampe di gallina e altri fastidiosi inestetismi sono i nemici di uno sguardo fresco e giovane. Molte pazienti mi chiedono quale sia il protocollo più indicato: blefaroplastica o botox? La risposta è semplice: entrambe ma separatamente e solo quando indicate. Vediamo insieme quali sono le differenze e quando sono consigliate. 

Blefaroplastica: quando è indicata? 

 

La blefaroplastica è un intervento chirurgico che ha lo scopo di migliorare la zona delle palpebre e del contorno occhi. Può essere effettuata sulla sola palpebra superiore o inferiore o entrambe. In genere, si ricorre a questo tipo di intervento quando l’eccesso di cute o di grasso impedisce la completa apertura degli occhi. L’operazione consiste nell’asportazione dei tessuti e dell’adipe in esubero e, in casi selezionati, nella modificazione della forma degli occhi mediante la cantopessi. Subito dopo l’operazione è possibile avvertire leggeri disturbi come bruciore e gonfiore che si risolvono con l’uso di colliri antibiotici specifici. Le cicatrici sono molto sottili e ben nascoste nelle pieghe cutanee e nella rima palpebrale. Il risultato è permanente e molto soddisfacente: lo sguardo è più aperto, il contorno occhi più giovane e il campo visivo riacquisisce la giusta estensione. In molti casi, si associa anche un lifting delle sopracciglia alla blefaroplastica come intervento completivo.

L’intervento dura dai 30 minuti alle 2 ore, a seconda che si tratti di blefaroplastica superiore o inferiore oppure completa. Il tutto avviene in day-hospital ed è possibile riprendere la propria attività sociale e lavorativa sin da subito. La guarigione completa avviene solitamente in una settimana; per i primi giorni è possibile coprire i lividi con il makeup ed è consigliabile indossare occhiali da sole protettivi.

Botox per il contorno occhi: quando e perché farlo  

 

Solitamente si ricorre al trattamento con tossina botulinica per contrastare l’effetto di invecchiamento dell’area perioculare. Zampe di gallina e rughe più o meno profonde nella zona perioculare e glabellare trovano una soddisfacente risoluzione con questo protocollo iniettivo. Bisogna precisare che si tratta di un effetto distensivo per i tessuti e le fasce muscolari, indicata soprattutto per attenuare i segni del tempo. In altri casi, come l’effetto “palpebra cadente” è consigliabile sottoporsi a una blefaroplastica. 

 

Foto di Jan Krnc  su Pexels

 


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Rinoplastica e rinofiller suscitano sempre tanti dubbi e domande nelle pazienti. Ci sono differenze sull’efficacia? Possono essere fatti in alternativa l’uno all’altro? Con questo articolo intendo fare chiarezza e rassicurare le pazienti che desiderano migliorare l’aspetto del proprio profilo. La scelta tra queste due procedure deve essere effettuata con consapevolezza e la guida del chirurgo. In genere, si consiglia di ricorrere al filler quando si hanno piccole correzioni da effettuare come l’orientamento della punta del naso. In altri casi che richiedono un intervento strutturale più consistente, è consigliabile pensare a una rinoplastica. 

 

Rinoplastica e rinofiller: le differenze principali

Ho parlato della rinoplastica anche qui ma tengo a specificare che si tratta di un intervento chirurgico finalizzato a modificare la struttura del naso. Si agisce separando la struttura osteo cartilagineo dalla cute, rimodellandola secondo la nuova forma. Poi la cute viene collocata in sede e suturata, spesso vengono applicati degli appositi cerotti stringenti per evitare che gli esiti cicatriziali siano visibili. Inoltre, si ricorre all’uso di un supporto in gesso o una placchetta a protezione del naso, soprattutto se è stata eseguita una settoplastica. 

Va da sé che la rinoplastica è l’intervento di elezione per chi risente di malformazioni, inestetismi e disturbi legati alla forma del naso. 

Il rinofiller invece aiuta a correggere alcuni piccoli inestetismi e imperfezioni del naso, grazie alla sua azione riempitiva dell’acido ialuronico.

La maggiore efficacia si riscontra nell’orientamento della punta del naso o nei piccoli difetti estetici dovuti alla parte cartinaginea del naso. 

 

Durata dei risultati 

La rinoplastica ha un effetto permanente, molto migliorativo per chi la sceglie. Seguendo tutte le prescrizioni e indicazioni postoperatorie, tutto sarà più semplice. Il rinofiller a base di acido ialuronico dura tra i 5 e i 10 mesi circa, un arco di tempo dopo il quale bisogna ripetere il trattamento per mantenere i risultati ottenuti. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 


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Orecchie grandi, piccole, a sventola e così via. Hanno una grande importanza nella definizione delle linee del viso e se ben armonizzate possono regalare un aspetto piacevole.

L’ otoplastica è l’intervento che consente di modificare la forma, la dimensione e l’ attaccatura delle orecchie, migliorando l’armonia del viso e influendo moltissimo sulla serenità psicologica l’autostima di ogni paziente che la richiede.

Quando è necessaria l’otoplastica

 

Questa procedura consente non solo di regalare nuova armonia al viso ma anche di riposizionare e rimodellare le orecchie gravemente malformate e di correggere anche i difetti post traumatici dei padiglioni auricolari.

Si tratta di un intervento indicato, a partire dai 7 anni d’età, in tutti i casi in cui le orecchie costituiscono un elemento di disagio e in presenza di imperfezioni o protuberanze. Si agisce sulla cartilagine delle orecchie che viene rimodellata, ricreando l’aspetto di un orecchio normale inoltre  il padiglione auricolare viene “riavvicinato” al cranio.

In alcuni casi è possibile ridurre le dimensioni dei lobi oppure correggere il così detto “lobo bifido” spesso provocato dall’uso di orecchini troppo pesanti. In queste circostanze, il foro sul lobo si presenta troppo ampio o addirittura appare diviso in due.

L’otoplastica è molto sicura. Viene spesso praticata in giovanissima età, per favorire un maggiore sviluppo dell’autostima nei bambini che possono avere problemi relazionali con i coetanei.

 

Precauzioni e indicazioni terapeutiche

L’intervento non ha alcuna ripercussione sull’udito, viene eseguito in anestesia locale, dura circa un ora, è indolore e termina con una fasciatura leggera, mantenuta per pochi giorni. Le cicatrici restano nascoste dietro l’orecchio, a livello dell’attaccatura.

I profili laterali del volto risultano più armoniosi fra di loro; l’orecchio appare più aderente alla testa. I risultati sono definitivi, molto soddisfacenti e sono già visibili dopo poche settimane, quando le orecchie tornano ad essere morbide ed elastiche come prima.

Foto di Agung Pandit Wiguna su Pexels

 


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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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La chirurgia estetica mininvasiva consiste nell’insieme di protocolli operativi che non necessitano  di ricovero. Queste tecniche permettono anche alle pazienti più timorose di affidarsi con tranquillità alle cure del chirurgo per ritrovare la propria naturale bellezza. Le applicazioni della chirurgia estetica mininvasiva sono molte e i vantaggi sono ancora più interessanti.

In primo luogo, le incisioni praticate sono davvero minime e consentono di operare con efficacia e precisione le diverse aree del corpo. Un altro fattore importante è costituito dalla rapidità dell’esecuzione e dei tempi di recupero: non sono necessarie lunghe sessioni, spesso questi interventi si tengono in regime ambulatoriale o di day hospital. Le pazienti possono tornare alle proprie attività lavorative e sociali dopo un’attesa breve che può variare da poche ore a pochi giorni, a seconda dell’intervento scelto.

 

Interventi per il volto

 

Sicuramente la chirurgia estetica mininvasiva ha fatto del volto il suo fiore all’occhiello. Primi tra tutti vi sono il minilifting e il lifting con fili di sospensione. Questi interventi sono particolarmente efficaci in pazienti dall’aspetto giovanile che iniziano ad avere qualche rilassamento dei tessuti nella regione perioculare o sotto il mento. I risultati sono subito visibili e molto naturali: il viso appare immediatamente più fresco e giovane, mentre la pelle del collo acquisisce il tono e l’elasticità desiderati. Le cicatrici sono praticamente invisibili perché le incisioni si collocano prevalentemente tra i capelli o dietro le orecchie.

Questi protocolli rappresentano la soluzione ideale per ottenere un ringiovanimento del viso in tempi brevi.

 

Interventi per il corpo

 

Per quanto riguarda le altre aree del corpo, la chirurgia estetica mininvasiva può offrire soluzioni efficaci nei casi in cui sia presente adipe in eccesso. Basti pensare alla laserlipolisi che rimodella il corpo sciogliendo il grasso in maniera localizzata o al lipofilling che consente di ottenere risultati molto naturali. Le linee del corpo risultano esteticamente armoniche le proporzionate, l’addome e i tessuti appaiono tonici e giovani. Con l’ausilio del laser è possibile intervenire in maniera semplice e veloce. Le applicazioni in modalità ablativa o frazionata sono da intendersi mininvasive proprio in grazia del loro effetto immediato e permanente.

 

Un metodo che funziona in casi specifici

 

Occorre fare una precisazione importante: non sempre la chirurgia estetica mininvasiva può essere applicata. Vi sono interventi per i quali può essere risolutiva e altri casi in cui è meglio considerare un intervento chirurgico più approfondito, ad esempio per i protocolli di mastoplastica e addominoplastica. La cosa più saggia da fare è lasciarsi guidare dalla professionalità del chirurgo.

Foto di Anastasia Tooming su Pexels











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