chirurgia del seno Archivi - Pagina 4 di 11 - Cristiano Biagi

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Nell’immaginario comune una donna con un seno florido e prosperoso è considerata più attraente. Le percezioni e i condizionamenti culturali lasciano però il tempo che trovano. Quando un seno è troppo grande, con una volumetria assai accentuata rispetto al resto del corpo, può causare diversi problemi e tensioni muscolari alla colonna vertebrale. Spesso, purtroppo, ai disturbi fisici si abbinano quelli psicologici come la sensazione di disagio nella percezione di sé e nella vita di relazione. La chirurgia estetica può aiutare efficacemente le donne che soffrono di ipertrofia mammaria con la mastoplastica riduttiva.

I benefici della mastoplastica riduttiva

Inizio con dire che tanto il volume quanto la forma del seno sono determinati geneticamente. Avere un seno troppo grande è dunque una caratteristica ereditaria e lo sviluppo eccessivo delle mammelle può essere trattato in modo efficace chirurgicamente. La mastoplastica riduttiva (di cui ho parlato anche qui) ridisegna e riproporziona il seno in tutta sicurezza, senza particolari controindicazioni ed è raccomandata in caso di cervico-dorsalgie e disturbi dermatologici dovuti al peso delle mammelle. L’intervento non inficia in alcun modo la capacità di allattare in quanto l’azione chirurgica non interferisce con la ghiandola residua, dotti galattofori e capezzoli. Inoltre, per la riduzione del tessuto, il rischio di tumore della mammella diminuisce.

Cicatrici e indicazioni terapeutiche

L’estensione delle cicatrici della mastoplastica riduttiva è legata a due fattori principali: la tecnica operatoria (periareolare, talvolta accompagnate da incisioni verticali e orizzontali) e importanza del volume ridotto. Più “cadente ” sarà il seno, più estese saranno le cicatrici. Naturalmente le incisioni saranno adeguatamente effettuate per consentirne l’assorbimento e nascondere e cicatrici il più possibile. Come è giusto, è importante curare le cicatrici postoperatorie con accorgimenti specifici da seguire dopo tutte le mastoplastiche e in alcuni casi con creme e cerotti speciali.

Foto di Cottonbro studio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastopessi, come molti sapranno, è la procedura chirurgica ideale per risollevare e rimodellare un seno cadente. Le cause della ptosi mammaria possono essere molteplici come una repentina variazione di peso, allattamento o predisposizione ereditaria. Molte pazienti sono preoccupate dalla visibilità delle cicatrici, in questo articolo voglio rassicurarle e approfondire il tema, parlando più diffusamente delle tecniche chirurgiche che consentono di ridurre al minimo le cicatrici. Tengo a specificare che, in base alle caratteristiche dell’intervento, c’è una gestione differente dell’intervento e degli esiti cicatriziali.

Mastopessi, tutte le tecniche chirurgiche

In genere, quanto si effettua una mastopessi senza protesi, vi sono tre incisioni principali: periareolare (per ptosi da leggere a moderate), verticale (per eliminare eccessi cutanei e sollevare tessuti) e orizzontale (a T rovesciata per facilitare l’occultamento della cicatrice). Con la tecnica multiplane si può ottenere un sensibile sollevamento delle mammelle senza cicatrici in zone visibili con l’inserimento di una protesi, anche di dimensioni ridotte. Le incisioni multiplane sono praticate in punti interni nascosti che non esitano in cicatrici visibili. L’unico micro taglio è nella parte bassa del seno che serve per la collocazione della protesi. Per ottenere un risultato più naturale è consigliabile scegliere insieme al chirurgo la tipologia di protesi e la forma in base alla fisicità della paziente, evitando aumenti di volume eccessivi.

Cura delle cicatrici

Un intervento chirurgico attua una modificazione della struttura fisica dell’area tratta ma, grazie alla cura attenta e scrupolosa degli esiti cicatriziali, è possibile ridurre al minimo anche i più piccoli segni e farli progressivamente scomparire rendendo omogenea la pelle. L’applicazione di creme specifiche, l’attenzione nella protezione dall’esposizione solare e la cura quotidiana della pelle possono effettivamente aiutare la pelle a recuperare tono e uniformità.

Foto di Elizabeth Tarasova da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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Rifarsi il seno non vuol dire solo, come comunemente si pensa, aumentare di una taglia il proprio decolletè ma talvolta significa voler eliminare degli inestetismi con implicazioni funzionali che possono essere una fonte di vero disagio per la donna. In quest’articolo voglio approfondire il tema della mastoplastica correttiva, un protocollo indispensabile non solo per correggere capezzoli introflessi e mammelle tuberose, ma anche per intervenire in seconda istanza su un precedente intervento chirurgico non soddisfacente.

Mastoplastica correttiva: cos’è e quando farla

La mastoplastica correttiva è un intervento sicuro che include procedure chirurgiche differenti. Si va, ad esempio, dall’intervento più breve come la correzione dei capezzoli introflessi al più complesso e articolato come la correzione delle mammelle “tuberose”. Spesso le pazienti mi richiedono delle operazioni di mastoplastica correttiva in quanto fortemente insoddisfatte dei risultati di una precedente mastopessi o mastoplastica additiva o riduttiva. In questi casi, è necessario un attento ascolto della paziente che, giustamente scottata da un’esperienza negativa, si dimostra molto timorosa e ripone grandi aspettative nell’intervento di correzione. In generale un paio di giorni di riposo, sarà possibile riprendere la normale routine quotidiana con moderazione, mentre per l’attività fisica è consigliabile attendere circa 4 settimane. Come da prassi, anche in questo caso, la paziente dovrà indossare un reggiseno contenitivo per almeno 30 giorni.

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L’importanza del risultato

Le donne che si sottopongono alla mastoplastica correttiva desiderano un risultato perfetto, in special modo se affrontano l’intervento dopo una precedente operazione non soddisfacente. In linea di massima il mio obiettivo è offrire un risultato molto naturale, sia alla vista che al tatto. Ricordo anche che dopo l’operazione si può allattare, poiché la ghiandola, l’areola e il capezzolo stesso non sono trattati durante l’intervento e continuano a funzionare normalmente.

Foto di KEREM KSLR da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La mastopessi consente di ottenere risultati permanenti nell’ambito dell’armonizzazione del seno, sia in termini di volumi che di forme. Consideriamo che spesso la mastopessi è eseguita in concomitanza con la mastoplastica additiva o riduttiva per riequilibrare l’aspetto generale delle mammelle. Ho avuto l’onore di accompagnare tante donne in questo percorso e oggi pubblico con piacere le parole di Eleonora, una paziente che riponeva tutte le proprie speranze di avere un seno all’altezza delle sue aspettative in quest’intervento. Dopo allattamenti e variazioni di peso, aveva iniziato a guardarsi allo specchio senza entusiasmo fino ad arrivare al punto di svolta: decidere di sottoporsi all’intervento.

“Grazie alla mastopessi, mi sento finalmente donna”

“La mia partenza non era delle migliori, allattamenti e variazioni di peso avevano svuotato il mio seno e mi sentivo in forte disagio. Quasi non riuscivo a specchiarmi senza perdere il sorriso. Sono bastati 10 minuti di visita con il dottore, scrupoloso ma anche attento ai miei desideri di risultato, e una volta fissato l’intervento ho finalmente realizzato il mio sogno. Sono entrata la mattina in clinica e uscita nel pomeriggio tranquillamente, 2/3 giorni di fastidio più per i drenaggi che per l’intervento, risolvibile con antidolorifico che ho smesso di prendere già dopo 3 giorni. Dopo un mese e mezzo ho un seno bellissimo, protesi già morbide e cicatrici dopo la round block perfette. Nel post operatorio sono stata seguita alla perfezione, grazie anche alla disponibilità di Natascia che ho assillato per ogni domanda possibile e lei prontamente mi ha sempre risposto con gentilezza e velocemente. Il dottore scrupolosissimo anche nelle visite dopo l’intervento. Non ho mai fatto scelta più giusta!”

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Ritrovare la serenità dopo l’intervento

L’atteggiamento determinato di Eleonora e la fiducia nei risultati ha consentito una reazione psicologica molto positiva che ha influito molto sul suo recupero. L’espressione sorridente di una paziente e la gioia che traspare dalle sue parole sono, come sempre, importantissime per un chirurgo che crede nella propria missione: portare alla luce la naturale bellezza di ogni donna.

Foto di Manuel Guillén Vega da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]


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La chirurgia estetica può essere una preziosa alleata nell’accompagnare la donna durante la fase della menopausa, un momento delicato che necessità di attenzioni speciali. Una donna in menopausa affronta moltissimi cambiamenti ormonali e fisici che possono influire sulla percezione di se stessa e sul rapporto con la propria immagine. La chirurgia estetica in menopausa può contribuire, in molti casi, ad accrescere il benessere psicofisico della paziente e a sostenerla in alcuni passaggi critici non solo fisici ma anche relazionali, attinenti alla sfera intima. In quest’articolo in relazione alla mia esperienza, proverò a dare alcuni suggerimenti sulle tipologie di intervento da prendere in considerazione in questa fase

Chirurgia estetica in menopausa: una questione di equilibrio

Durante la menopausa, vi sono dei cambiamenti che non possono essere ignorati. La carenza di estrogeni porta una serie di disturbi quali la secchezza vaginale, sbalzi d’umore, vampate di calore sono solo alcuni dei più noti. In generale la ptosi tissutale di seno e addome con accumulo di grasso localizzato diventano sempre più accentuate, anche le aree del viso e del contorno occhi iniziano a mostrare in modo più netto la presenza di rughe, conferendo un aspetto più stanco e invecchiato. Gli interventi che possono essere effettuati, vagliando caso per caso, sono l’addominoplastica, la liposcultura e la mastoplastica e mastopessi in ogni variante. Rifare il seno e l’addome in questa stagione della vita richiede un’attenzione in più in quanto un effetto troppo accentuato rischierebbe di sembrare innaturale. Per poter migliorare l’aspetto del viso e della pelle, accanto ai trattamenti di medicina estetica si possono considerare la blefaroplastica e il lifting. In alcuni casi, per migliorare la propria vita sessuale, è possibile sottoporsi a degli interventi di chirurgia intima che, laddove necessario, possono aiutare a eliminare i fastidi dovuti all’assottigliamento e alla disidratazione dei tessuti genitali.

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La menopausa non è il declino della donna

Come tutte le fasi della vita, la menopausa va affrontata e vissuta nel pieno rispetto dei propri desideri e del proprio benessere. Durante questa stagione della maturità è necessario prendersi ancora di più cura di se stesse per ritrovare un nuovo equilibrio.

Foto di cottonbro studio da Pexels[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]











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