trattamenti Archivi - Pagina 9 di 10 - Cristiano Biagi

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le rughe sono il segno più visibile dell’invecchiamento cutaneo. Si tratta di un processo irreversibile che però può essere rallentato efficacemente con i giusti protocolli. Oggi parliamo di resurfacing del volto. Si tratta di una delle tecniche più soddisfacenti per intervenire con successo su ogni tipo di ruga, sulle macchie cutanee e sulle cicatrici. Il tutto in modo non invasivo e senza dolore, il trattamento ideale per le pazienti più timorose che non vogliono rinunciare al trattamento 

Resurfacing non ablativo: cos’è e come si esegue 

 

Solitamente si ricorre a questo protocollo per contrastare rughe superficiali e profonde, cicatrici e macchie cutanee. La tecnica consiste nell’utilizzo di un’emissione laser con scansione frazionale che crea punti di penetrazione nel tessuto separati da aree di cute integra. Il procedimento consente di ottenere un’ablazione superficiale controllata e delicata, più o meno profonda, dell’epidermide; a quest’azione consegue un processo di riepitelizzazione dell’area cutanea trattata e una forte stimolazione del derma con successiva produzione di nuovo collagene e elastina. La pelle risulta più tonica, liscia e levigata. 

L’intensità del trattamento può essere regolata a seconda dell’inestetismo da trattare e dalle necessità del paziente. Nei primi due giorni la pelle appare arrossata e nelle zone trattate compaiono piccole crosticine che, una volta cadute, lasciano la pelle rosa. La guarigione avviene nell’arco di sette giorni a seconda dell’intensità del trattamento. Il protocollo non lascia cicatrici di alcun tipo.

Precauzioni e indicazioni terapeutiche

 

Questo protocollo non è adatto alle persone con un fototipo di pelle scura o abbronzata. Durante il mese precedente e nel corso dei trattamenti sarebbe bene non esporsi al sole. Nei giorni successivi si consiglia di applicare una pomata antibiotica ed una fortemente emolliente. Sono strettamente necessari schermi solari se il trattamento è effettuato su una zona fotoesposta come viso, collo e mani. 

Foto di Andrea Piacquadio su Pexels

 


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Le macchie cutanee sono un inestetismo molto diffuso che offusca la naturale uniformità della pelle. Molte donne cercano di combatterle con ogni mezzo, ai primi segni di comparsa usano cosmetici coprenti o creme schiarenti per cercare di causarne la recessione o la scomparsa. Si tratta di rimedi che, purtroppo, il più delle volte risultano inefficaci. La medicina estetica rappresenta la soluzione ideale per risolvere questo problema. I protocolli dedicati alla cura della cute sono molteplici. Ecco come curare le macchie della pelle e ottenere un incarnato uniforme e sano.   

Cosa sono e quali protocolli preferire

Inizio col dire che le macchie cutanee sono lesioni benigne dovute ad una eccessiva produzione di melanina. Le cause possono essere tante: l’eccessiva e spesso incontrollata esposizione della pelle al sole è tra i principali fattori di invecchiamento cutaneo, che include la comparsa di macchie senili.

In alcuni casi, le disfunzioni ormonali, come patologie della tiroide, dell’ovaio o del surrene, la gravidanza e l’assunzione di anticoncezionali, possono causare la comparsa di macchie sul volto. In genere le macchie cutanee appaiono spesso sulla fronte e le labbra. 

Talvolta la pelle può iperpigmentarsi anche quando si assumono farmaci come gli antibiotici, in concomitanza con l’esposizione al sole; inoltre, i processi infiammatori ripetuti della pelle, come da infezioni erpetiche o da ceretta, possono causare la comparsa di macchie postinfiammatorie.

I protocolli terapeutici si differenziano in base alla causa che provoca le macchie cutanee. Ad esempio, per trattare macchie su base ormonale si utilizzano peelings cutanei a base di idrochinone a concentrazioni elevate, in quanto le altre terapie talora possono provocare, dopo un’iniziale riduzione della problematica, un peggioramento della macchia.

Per le macchie di altra origine, a seconda della profondità, è possibile scegliere tra peelings chimici, la Luce Pulsata ad alta energia (ideale per le macchie delle mani e del decolleté ), laser Q-Switched (macchie profonde), laser CO2 (macchie “in rilievo”). La versatilità di questi protocolli ne rende inoltre possibile la combinazione, in tempi differenti.

Indicazioni terapeutiche  

Tengo a precisare che è importante preparare la pelle al trattamento. Spesso consiglio l’applicazione di specifiche lozioni leviganti e creme con filtro solari per proteggerla dall’esposizione ai raggi UV. Dopo il trattamento la pelle potrà apparire leggermente arrossata per alcuni giorni e presentare una modesta esfoliazione. Dopo il trattamento è possibile anche truccarsi. 

Foto di Min An su Pexels

 


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Rinoplastica e rinofiller suscitano sempre tanti dubbi e domande nelle pazienti. Ci sono differenze sull’efficacia? Possono essere fatti in alternativa l’uno all’altro? Con questo articolo intendo fare chiarezza e rassicurare le pazienti che desiderano migliorare l’aspetto del proprio profilo. La scelta tra queste due procedure deve essere effettuata con consapevolezza e la guida del chirurgo. In genere, si consiglia di ricorrere al filler quando si hanno piccole correzioni da effettuare come l’orientamento della punta del naso. In altri casi che richiedono un intervento strutturale più consistente, è consigliabile pensare a una rinoplastica. 

 

Rinoplastica e rinofiller: le differenze principali

Ho parlato della rinoplastica anche qui ma tengo a specificare che si tratta di un intervento chirurgico finalizzato a modificare la struttura del naso. Si agisce separando la struttura osteo cartilagineo dalla cute, rimodellandola secondo la nuova forma. Poi la cute viene collocata in sede e suturata, spesso vengono applicati degli appositi cerotti stringenti per evitare che gli esiti cicatriziali siano visibili. Inoltre, si ricorre all’uso di un supporto in gesso o una placchetta a protezione del naso, soprattutto se è stata eseguita una settoplastica. 

Va da sé che la rinoplastica è l’intervento di elezione per chi risente di malformazioni, inestetismi e disturbi legati alla forma del naso. 

Il rinofiller invece aiuta a correggere alcuni piccoli inestetismi e imperfezioni del naso, grazie alla sua azione riempitiva dell’acido ialuronico.

La maggiore efficacia si riscontra nell’orientamento della punta del naso o nei piccoli difetti estetici dovuti alla parte cartinaginea del naso. 

 

Durata dei risultati 

La rinoplastica ha un effetto permanente, molto migliorativo per chi la sceglie. Seguendo tutte le prescrizioni e indicazioni postoperatorie, tutto sarà più semplice. Il rinofiller a base di acido ialuronico dura tra i 5 e i 10 mesi circa, un arco di tempo dopo il quale bisogna ripetere il trattamento per mantenere i risultati ottenuti. 

Foto di Engin Akyurt su Pexels

 


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Passiamo molto tempo sui social network e il nostro modo di comunicare è cambiato moltissimo. L’abitudine di scattare selfie, condividere stories e relazionarci con la fotocamera frontale del telefono ha portato molte pazienti a richiedere sempre più spesso l’aiuto del chirurgo. Anche in casi in cui non sarebbe necessario.

La selfie dismorfia ed è un fenomeno sempre più diffuso e in quanto chirurgo estetico etico ritengo che sia giusto avere un atteggiamento cauto in questi casi. Soprattutto con le pazienti più giovani che subiscono il fascino delle tendenze.

Selfie dismorfia l’effetto filtro che distorce la realtà

 

Il volto è la prima parte del corpo che è interessata dall’effetto selfie. Sempre più numerose sono le richieste di rinoplastica e rinofiller insieme al riempimento delle rughe con la tossina botulinica  e le laserterapie. Quando non si tratta di richieste volte a dare un cambiamento importante al viso, è bene valutare insieme alla paziente quale protocollo sia più indicato. Spesso la percezione delle asimmetrie è falsata dall’effetto ingrandimento dell’obiettivo della fotocamera, per cui quando non sono presenti importanti disagi psicologici, è possibile optare per un ciclo di trattamenti di medicina estetica che esaltino la naturale bellezza dei lineamenti. Lo stesso discorso vale per la chirurgia del seno e del corpo per cui spesso sono richieste la mastoplastica additiva, l’addominoplastica e la liposcultura. Anche in questo caso ci viene in aiuto il buonsenso e il tatto dovuto alla paziente che si rivolge al chirurgo estetico. Aumentare di molte taglie il volume del seno può originare disarmonie e disturbi dovuti al peso delle protesi.

 

Imparare a piacersi

Trovo che sia importante che il chirurgo individui la problematica, spesso latente, e cerchi di controllarla attraverso un dialogo comprensivo con la paziente, guidandola verso un approccio più consapevole con la medicina e la chirurgia estetica. Il ruolo di un chirurgo estetico etico è quello di consigliere e guida che non perde mai di vista la sicurezza delle pazienti. Bisogna essere capaci di dire “no” quando è necessario.

Quando ci si rivolge alla chirurgia e alla medicina estetica, bisogna farlo con equilibrio e serenità in quanto si va già incontro a un cambiamento che, a livello psicologico, ha il suo ruolo. L’importante è imparare a piacersi e capire davvero cosa può essere modificato nel corpo senza stravolgerne l’aspetto ma solo per esaltare la propria bellezza.

Foto di cottonbro su Pexels

 


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Qualche volta accade che i tatuaggi lascino posto a qualche ripensamento, soprattutto se a distanza di tempo. La rimozione tatuaggi è tra i trattamenti più richiesti specialmente nei casi in cui i pigmenti si sono deteriorati rendendoli più simili a delle macchie sbiadite.

Il trattamento per la rimozione tatuaggi con laserterapia richiede diversi accorgimenti a seconda delle condizioni cliniche in cui si trova il paziente. Le uniche controindicazioni sussistono per chi ha un fototipo di pelle scura o abbronzata.

Rimozione tatuaggi: l’effetto del laser sui pigmenti

 

In genere, il trattamento si esegue esponendo l’area interessata al  laser q-switched caratterizzato dalla selettività termocinetica secondo cui, mediante delle peculiari lunghezze d’onda, si può ottenere un determinato effetto biologico con minimo danno sui tessuti circostanti. La luce laser, opportunamente regolata a seconda dei colori presenti, colpisce soltanto il pigmento del tatuaggio frammentandolo, senza ledere la pelle circostante. L’efficacia del laser si apprezza particolarmente sui colori molto scuri. Il numero di sedute necessarie varia a seconda dei colori presenti nel tatuaggio, da quanti anni è stato fatto e dalla profondità del pigmento. Inoltre, più il tatuaggio è scuro e recente, più il pigmento è superficiale, minore sarà il numero delle sedute. Il trattamento può dare una sensazione di calore che si può attutire con l’applicazione di una crema anestetica. Generalmente la parte trattata può apparire arrossata ma l’infiammazione tende a sparire dopo qualche ora. In alcuni casi possono svilupparsi degli edemi e delle anomalie nella pigmentazione che si risolvono in autonomia dopo pochi giorni.

 

Quante sedute sono necessarie?

 

Ogni tatuaggio è diverso,  il numero di sedute è proporzionale all’estensione dell’area da trattare. L’effetto è visibile al termine di cu ciclo di trattamenti. Se le zone interessate sono fotoesposte consiglio l’applicazione di una protezione solare a schermo totale.

Foto di Spencer Selover su Pexels

 











© Copyright 2026 – Cristiano Biagi





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